Il mistero dei cacciatori di cervi
Le associazioni di tutela insorgono contro la Provincia: “Ci prende in giro”

di Clizia Ferrarini, Cristina Tirelli e Isabella Bertoldi*

22/1/2016 – “Essere o non essere? Questo è il problema. Questo pare essere il dilemma shakespeariano della situazione venatoria in provincia di Reggio Emilia.

Un invito rivolto a tutti coloro che amano gli enigmi e le sfide è di chiedere, avere e leggere i documenti che riguardano la caccia a Reggio Emilia. Volete delle prove?

Come vengono individuati i cacciatori/selettori a cui assegnare l’uccisione di un cervo? Risposta provinciale (20 marzo 2015):”Gli elenchi degli assegnatari dei cervi non sono a disposizione della Provincia di Reggio Emilia e dovranno essere richiesti ai soggetti gestori“. Poi sui social questa estate circola un documento regionale in cui si legge:”Per quanto concerne il quesito relativo all’assegnazione di cervi a cacciatori sprovvisti di abilitazione nell’ambito dell’ATC RE04 Montagna è emerso da controlli effettuati dalla Provincia nelle ultime tre stagioni venatorie..”. Ma come ha fatto la Provincia di Reggio Emilia a fare i controlli se a noi ha scritto che non ha a disposizione gli elenchi degli assegnatari? Mistero, però intanto si ammazzano cervi.

Perchè il consiglio provinciale reggiano ha autorizzato la caccia di selezione alla volpe? La risposta pare semplice: le volpi fanno danni (così si legge nella delibera di consiglio). Allora perchè si autorizza ad immettere sul territorio in un solo anno oltre 35 mila  animali (27002 fagiani, 1758 lepri, 3085 starne e 3305 pernici rosse)? Eppure è certo che fagiani e lepri fanno danno all’agricoltura. Da notare che queste immissioni hanno solo uno scopo: avere animali da ammazzare durante il periodo di caccia, il fatto che facciano danni non conta? Questo smentisce chi afferma ancora che la caccia serve per uccidere solo gli animali in esubero e quelli dannosi.

Dove vengono immessi questi animali? Domanda non banale perchè per fare la caccia di selezione alla volpe è necessario, per legge, avere attivato i metodi ecologici cioè la non immissione di fagiani e lepri. Dove si immette, non si può cacciare la volpe. Zone preposte per le immissioni sono anche le Zone Ripopolamento e Cattura. La Provincia (responsabile Gualerzi, dirigente Bussei) scrive 20 luglio 2015):”Allo scrivente non sono disponibili informazioni […] sulla localizzazione delle immissioni“. Se non sapete dove si immette come fate a verificare la correttezza della caccia di selezione? Ma sorpresa, un ATC ci risponde dieci giorni dopo (31 luglio 2015):”Le zone di ripopolamento e cattura (la cui gestione è di competenza della Provincia)”. Come di competenza provinciale?!? Ma se la Provincia ci ha scritto che non ha notizie su dove siano stati immessi gli animali? Non ci sono state immissioni nelle zone di ripopolamento e cattura? Mistero, però intanto si ammazzano le volpi.

Una domanda: questi documenti sono in contrasto tra loro? E perchè? Intanto una certezza c’è: volpi, cervi, fagiani, starne e tanti altri esseri viventi continuano ad essere ammazzati, esibiti, sbranati”.

* Legambiente Val d’Enza – Presidente  Clizia Ferrarini

Servizio Guardie Zoofile ENPA – Nucleo Territoriale della Provincia di Reggio Emilia – Capo Nucleo Cristina Tirelli

ENPA Reggio Emilia – Presidente Isabella Bertoldi

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Una risposta a 1

  1. Guidarello Rispondi

    23/01/2016 alle 00:10

    La cosiddetta caccia di selezione è solo un artificioso, subdolo metodo di prolungare ed estendere l’attività venatoria oltre i tempi consentiti, ma anche all’interno di essi.
    È vergognoso che lo Stato sia complice di questi massacri di animali assecondando la bramosia di ammazzare di un pugno di individui che vogliono anche passare da amanti della natura e dell’ambiente.

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