Garanzia giovani, l’Inps non paga i tirocini: L’assessore Bianchi scrive al ministro Poletti

13/1/2016 – L’assessore regionale al Lavoro Patrizio Bianchi ha scritto al ministro Giuliano Poletti per chiedergli “modalità di gestione più efficaci da parte di Inps per il Programma Garanzia Giovani”, che proseguirà anche nei primi sei mesi del 2016 come concordato a livello nazionale.
“L’Emilia-Romagna ha utilizzato interamente le risorse destinate a Garanzia Giovani – scrive l’assessore Patrizio Bianchi – e abbiamo deciso di assegnare a questo Programma risorse aggiuntive del nostro Programma Operativo Fondo Sociale Europeo. Ma tale scelta deve essere accompagnata da modalità di gestione più efficaci da parte di Inps”.

“Mi riferisco in particolare – continua l’assessore – ai problemi insorti sull’erogazione da parte di Inps delle indennità dei tirocini autorizzati dalla Regione, che hanno prodotto rallentamenti inaccettabili nei pagamenti di migliaia di giovani che hanno aderito al programma in Emilia-Romagna”. “La gestione inefficace di una delle misure di Garanzia Giovani più utilizzate – conclude nella lettera l’assessore Bianchi – sta compromettendo gli esiti complessivi di un’iniziativa che, anche grazie a sforzi organizzativi straordinari da parte della pubblica amministrazione, inizierebbe a restituire primi risultati positivi”.

Con Garanzia Giovani in Emilia-Romagna un numero significativo di ragazzi che non studiano e non lavorano, ha avuto l’occasione di stipulare un contratto. Si tratta di 18.360 utenti del programma, equamente distribuiti tra ragazze e ragazzi, in maggioranza tra i 19 e i 24 anni.
Finanziato in Emilia-Romagna con 74 milioni di risorse dell’Unione europea per le annualità 2014-2015, il programma avrebbe dovuto concludersi il 31 dicembre 2015, ma proseguirà per ulteriori 6 mesi. I giovani tra 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano potranno quindi iscriversi a Garanzia Giovani sino al 30 giugno 2016.

L’Emilia-Romagna, unica Regione in Italia ad aver già impegnato tutte le risorse a sua disposizione, per proseguire ha scelto di investire risorse del proprio programma operativo Fse 2014-2020 per dare continuità all’iniziativa  e cofinanziare, in particolare, le misure del tirocinio e del bonus occupazionale.
Nella nostra regione il Programma ha preso avvio il 1° maggio 2014. Tra le prime Regioni a sottoscrivere la convenzione con il Ministero del Lavoro, l’Emilia-Romagna è riuscita a dare avvio al programma con tempestività grazie a quanto costruito in questi anni e, in particolare, grazie all’infrastruttura educativa e formativa ER Educazione e Ricerca Emilia-Romagna, alle esperienze già maturate nel favorire l’occupazione giovanile (il “Piano per l’accesso dei giovani al lavoro, la continuità dei rapporti di lavoro, il sostegno e la promozione del fare impresa” del 2012), agli investimenti realizzati per innovare i sistemi informativi per il lavoro (SILER) e ai canali attivati per l’erogazione di servizi online, in particolare con il portale Lavoro per Te.

Dal 1° maggio 2014, data di avvio del programma regionale, al 17 dicembre 2015 le adesioni complessive a Garanzia Giovani sono state in Emilia-Romagna 60.231. I centri per l’impiego della regione hanno stipulato 45.000 patti di servizio. L’indice di copertura dei giovani presi in carico rispetto agli aderenti è pari al 75%, 4 punti percentuali in più rispetto alla media nazionale.
Le misure offerte nell’ambito del piano regionale d’attuazione dell’iniziativa europea della Garanzia Giovani sono:
– orientamento specialistico per i giovani tra 15 e 29 anni attraverso colloqui volti a favorire una conoscenza del mercato del lavoro e delle opportunità che offre, a individuare eventuali offerte di lavoro e a costruire un progetto personalizzato e coerente (erogato ad 8.663 giovani)
– reinserimento per i giovani minorenni, privi di qualifica o diploma, in un percorso formativo, anche personalizzato, per rientrare nella scuola o nella formazione con l’obiettivo di conseguire un titolo di studio (4.507)
– tirocini extra-curriculari per i giovani fino a 29 anni della durata massima di 6 mesi (12 mesi per giovani con disabilità o in condizioni di svantaggio), garantendone la promozione e il tutoraggio, l’individuazione delle imprese ospitanti e un contributo mensile di 300 euro per il pagamento di parte dell’indennità (9.159 giovani)
– inserimento lavorativo con contratto di apprendistato per la qualifica oppure di alta formazione e ricerca per i giovani fino a 29 anni, finanziando la formazione degli apprendisti e offrendo alle imprese che li assumono, anche con il contratto di apprendistato professionalizzante, incentivi dai 3mila ai 6mila euro (1.879 per il professionalizzante, 92 per la qualifica e 78 di alta formazione)
– accompagnamento all’avvio di un’attività autonoma e imprenditoriale per i giovani tra 18 e 29 anni tramite percorsi specialistici, mirati e personalizzati e la concessione di prestiti agevolati per l’avvio di attività autonome e la costituzione di nuove imprese (373)
– servizio civile per i giovani tra 18 e 29 anni da realizzarsi prioritariamente nell’ambito dell’assistenza, prevenzione, cura, riabilitazione, reinserimento sociale, della cooperazione allo sviluppo e della salvaguardia e fruizione del patrimonio artistico, monumentale e ambientale (405)
– bonus occupazionale per i giovani assunti tra 16 e 29 anni con un contratto a tempo indeterminato oppure di apprendistato professionalizzante, pari a un valore economico variabile tra i 1.500 e i 6.000 euro erogato alle imprese che li assumono (1.818).
Alcuni dei giovani NEET coinvolti dall’iniziativa europea sono ancora oggi impegnati nell’attuazione della misura concordata, altri sono in attesa di avviare il percorso previsto nel loro patto di servizio. L’occasione di stipulare un contratto di lavoro è scaturita per 18.360 utentidel programma, il 41% delle persone prese in carico dagli operatori dei centri per l’impiego.
Tra le persone che sono state assunte predomina, nella prima esperienza di lavoro successiva alla partecipazione a Garanzia Giovani, il contratto a tempo determinato o in somministrazione – nel 62% dei casi – a cui fanno seguito quello di apprendistato professionalizzante e quello a tempo indeterminato.
Sono 2.646 i ragazzi che hanno ottenuto un contratto atempo indeterminato, 8.166 i contratti atempo determinato.A 4.148 è stato stipulato un contratto di apprendistato professionalizzante, mentre a 3.246 un contratto a tempo determinato in somministrazione, e per 154 un’altra tipologia di contratto di lavoro.
Coloro che invece hanno concluso positivamente il percorso di accompagnamento all’auto-impiego e all’auto-imprenditoria potranno, a partire da metà gennaio 2016, presentare domanda di finanziamento al Fondo Rotativo Nazionale, promosso dal Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali, per la concessione di prestiti a tasso zero, di importo variabile tra 5.000 e 50.000 euro, erogati senza garanzie personali e con un piano di ammortamento della durata massima di sette anni.

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