Rimborsopoli in Regione: due anni per peculato all’ex consigliere reggiano Matteo Riva

14/1/2016 – Due anni per peculato in rito abbreviato all’ex consigliere regionale reggiano Matteo Riva e un anno e quattro mesi per la sua collaboratrice Rossella Bolino. Sono le condanne, con la sospensione condizionale, decise dal Gup Alberto Gamberini di Bologna nell’ambito del processo per le cosiddette “spese pazze” dei consiglieri e dei gruppi dell’assemblea legislativa messe a rimborso tra giugno 2010 e dicembre 2011.
Il giudice ha accolto le richieste del Pm Antonella Scandellari, titolare delle indagini coordinate anche dal procuratore aggiunto Valter Giovannini. I due sono stati condannati per alcune imputazioni, ma assolti per altre perché il fatto non sussiste e perché il fatto non costituisce reato. Per Bolino la condanna si riferisce limitatamente ad un rimborso per un viaggio a Lampedusa. Per Riva è stata disposta la confisca per equivalente di 12.243 euro. La Procura gli contestava complessivamenTe spese per circa 27mila euro.

Matteo Riva

Matteo Riva

“Io non ho mai usato denari pubblici a fini privati, anzi ho sempre anteposto il fine pubblico a ogni mia iniziativa politica e istituzionale e su molti capi di imputazione sono stato assolto”. Sono le parole di Matteo Riva dopo la condanna.
“Attendo di leggere le motivazioni della sentenza – ha aggiunto l’ex consigliere regionale – per decidere se accettare tutte le conseguenze della condanna, anche le più estreme, o se presentare ricorso in appello. Voglio solo dire che la mia storia politica parla da sé in azioni e opere, che perdono tutti quelli che hanno desiderato il mio male e chiedo scusa a chi mi ha voluto bene e sostenuto anche nell’ultimo anno, dove una persona nella mia situazione riconosce i veri amici”.
Nel suo sito internet campeggia una fease dello scritore cattolio ( e prima ancora socialista) Charles Peguy:”La peggiore parzialità é di non pronunciarsi. La peggiore ignoranza é di non voler fare. La peggiore menzogna é di non esporsi”.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *