“Carcere, situazione sfuggita di mano”

4/12/2015 – Un’altra  maxirissa, che avrebbe coinvolto una ventina di detenuti,  è scoppiata lunedì sera nel carcere di Reggio Emilia; si sono scontrati  due gruppi di   tunisini e albanesi, tutti dentro per reati di droga.
“Solo grazie al pronto intervento della polizia penitenziaria è stato evitato il peggio”, affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe (il sindacato degli agenti)  e Francesco Campobasso, segretario regionale. A riportare le ferite più serie è stato un tunisino, curato nell’infermeria del carcere. Il Sappe a questo punto chiede un immediato cambio della direzione del carcere della Pulce, motivando la richiesta con la pretesa incapacità dei vertici di mantenere l’ordine nella struttura “dove tutti i detenuti, anche quelli responsabili di episodi di violenza, godono del regime aperto”.

Il carcere di via Settembrini a Reggio Emilia

Il carcere di via Settembrini a Reggio Emilia

“Da più di un anno – fanno sapere i dirigenti sindacali – si registrano continue aggressioni tra carcerati, nonché contro la polizia penitenziaria”. Tutto questo è determinato dal sovraffollamento ma anche “dall’assenza di regole precise e, spesso, dalla mancata adozione di provvedenti adeguati, necessari per ripristinare ordine e disciplina. Tutti i detenuti godono del regime aperto, compresi coloro che si rendono responsabili di gravi episodi di violenza”.

Per il Sappe, dunque, è “giunto il momento di un’inversione di tendenza, a cominciare da un immediato cambi del vertice, palesemente inadeguato a comandare e a gestire una situazione che ormai sta sfuggendo di mano a tutti”.

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Una risposta a 1

  1. e io pago Rispondi

    05/01/2016 alle 09:08

    osceno

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