Caos Bonifica: centinaia di irregolarità, elezioni annullate. Attacco frontale del Pd a Coldiretti
Smacco per Franceschini, e Roberta Rivi ritorna in gioco

13/1/2016 – Una nuova “bomba” sul mondo politico reggiano: ieri pomeriggio il consiglio amministrativo delle Bonifiche Emilia Centrale ha di fatto annullato le elezioni per l’elezione del presidente e del nuovo consiglio. Per la precisione non ha certificato i risultati e di conseguenza non ha proclamato gli eletti a causa di centinaia di irregolarità nel voto accertate nei controlli seguiti ai ricorsi di quattro associati, un numero largamente superiore alla differenza dei voti ottenuti dai due schieramenti contrapposti.  L’intero dossier sarà inviato a breve, come vuole lo Statuto, al presidente della Regione Bonaccini, che provvederà a nominare un commissario. Le nuove elezioni dovranno essere riconvocate entro un anno.

Il Pd, che con i parlamentari Leana Pignedoli, Antonella Incerti e Stefano Vaccari annuncia due interrogazioni al ministro delle Risorse Agricole e dell’Ambiente, prende la palla al balzo per chiedere una riforma dei consorzi di bonifica, a cominciare dal sistema elettorale e con la verifica sull’ stato di saluto economico- finanziario dei consorzi stessi. Una sorta di redde rationem con Coldiretti, in cui in palio c’è il  controllo di un sistema strategico per l’agricoltura italiana, che gestisce e assorbe molti ma molti soli.

Certamente i democrat sentono aria di rivincita: la sconfitta di Roberta Rivi non andava proprio giù. E’ trasparente la dichiarazione rilasciata oggi dal segretario  provinciale Andrea Costa  con un duro attacco alla Coldiretti “che può rimettere il tappo alla bottiglia”: “Abbiamo visto che da un lato c’era chi pensava solo al risultato, violando le regole, e dall’altro chi voleva costruire un progetto di rappresentanza ampio che avesse al centro le esigenze del nostro territorio”.

Alle elezioni avevano votato  tredicimila associati su 230 mila aventi diritto  (comunque un numero molto elevato rispetto alle consultazioni del passato)  ed era prevalso Ugo Franceschini con la sua lista, sostenuto da Coldiretti  e Lapam Confartigianato, per soli 191 voti sul listone “TerraAcqua” guidato da  Roberta Rivi, ex assessore provinciale a Reggio Emilia, esponente del Pd sostenuta da ben tredici  associazioni professionali: da Cia a Confagricoltura, da Cna a Legacoop e Confcooperative.

Di irregolarità, se non di “brogli” si era già parlato nella stessa domenica elettorale: qualcuno aveva tirato in ballo anche  il vescovo Camisasca, che tuttavia aveva seccamente smentito la sua partecipazione al voto. Roberta Rivi, che le previsioni davano per vincente anche in conseguenza di una campagna elettorale col turbo, che ha contribuito a portare molte persone ai seggi della Bonifica, aveva per prima segnalato numerose irregolarità.

Ieri in serata, la conferma che nella domenica del 13 dicembre ai seggi ne sono successe di tutti i colori. Il consiglio della Bonifica, di fronte allo scarto tra schede irregolari e differenziale tra i candidati, non ha potuto far altro che gettare la spugna e rimettere la situazione nelle mani del governatore regionale. Senz’altro uno scorno per Coldiretti, che ha sempre considerato le Bonifiche come un proprio feudo. Tuttavia il consiglio ieri pomeriggio, presieduto proprio da Marino Zani della Coldiretti, ha deciso di non proclamare gli eletti all’unanimità. Solo l’imprenditore Filippo Gazza ha deciso di uscire dalla riunione al momento di decidere su questo punto.

Cos’ha accertato il comitato amministrativo? Certamente una quantità non indifferente di deleghe “in bianco”con il nome del delegante ma non del delegato; voti di consorziati non in regola con le quote; voti di parenti di soci defunti che non hanno prodotto ai seggi l’attestazione del loro diritto al voto. Si tratta di centinaia e centinaia di casi: violazioni per lo più formali, ma che in una elezione sono la sostanza.

Ecco il comunicato diffuso dal Consorzio Bonifica Emilia Centrale,  con la firma del direttore generale Domenico Turazza.

“Si è riunito il comitato amministrativo del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale per deciere in merito al reclamo presentato da quattro consorziati sulla validità delle operazioni elettorali. Preso atto delle irregolarità verificatesi presso i seggi elettorali che sono successivamente emerse nel corso dei controlli eseguiti, il Comitato all’unanimità dei presenti, assente alla trattazione di questo punto il consigliere Filippo Gazza, ha disposto che stante l’esigua differenza nei voti conseguiti dai due schieramenti e il numero delle irregolarità riscontrate, non sussistono le condizioni per accertare i risultati delle elezioni”.

In attesa del commissario, la Bonifica resta guidata da Marino Zani affiancato dai due vicepresidenti Tristano Mussini (quota Cna) e Ivan Bertolini (Cia) oltre che dai consiglieri Lorenzo Melioli (Confagricoltura) e l’imprenditore Filippo Gazza.

ANDREA COSTA: C’E’ CHI HA PENSATO SOLO A VINCERE VIOLANDO LE REGOLE

“Chi ha brindato alla vittoria può rimettere il tappo alla bottiglia così come chi ha voluto strumentalizzare politicamente quel voto”. Il segretario Pd Andrea Costa interviene così sulle elezioni per il rinnovo del rinnovo del Consorzio di bonifica dell’Emilia centrale. “Alla luce del verdetto emesso dal Comitato amministrativo, che non ha potuto non constatare le irregolarità di voto, risulta evidente che qualcuno ha pensato solo a vincere anche andando oltre le regole. Per noi non è mai stata una questione strettamente politica, abbiamo però visto che da un lato c’era chi pensava solo al risultato, violando le regole, e dall’altro chi voleva costruire un progetto di rappresentanza ampio che avesse al centro le esigenze del nostro territorio”.

I PARLAMENTARI PD:  “UNA BRUTTA PAGINA PER IL NOSTRO TERRITORIO, CHIEDIAMO UNA RICGNIZIONE DEL SISTEMA CONSORTILE”

“La vicenda delle elezioni per il rinnovo degli organi del Consorzio di Bonifica che ha portato all’annullamento dei risultati, segna una brutta pagina per il nostro territorio. Il quadro che sembra delinearsi, costituito da diverse irregolarità, modalità scorrette, un uso improprio delle deleghe, sono un fatto grave, sconosciuto fino adesso a Reggio Emilia. La nostra provincia  ha basato il suo alto senso civico sulla correttezza delle forme di partecipazione e questo livello di degenerazione deve essere rigettata in ogni forma, di qualsiasi livello di consultazione si tratti”. Ad affermarlo sono i parlamentari Pd Leana Pignedoli, Antonella Incerti, Stefano Vaccari che per tali ragioni nelle prossime ore presenteranno due interrogazioni al ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente.

“Chiediamo ai Ministri se non ritengano che questo fatto sia un segnale grave, ancor più se è avvenuto in una regione che è tra le prime ad aver lavorato per una revisione e razionalizzazione degli enti di bonifica dell’Emilia Romagna. Inoltre – continuano i parlamentari emiliani- abbiamo deciso di porre con forza l’esigenza di una riforma del sistema delle bonifiche a partire dal sistema elettorale che non contiene sufficienti strumenti di gestione e controllo per individuare modalità irregolari, indipendentemente da ricorsi o reclami ex post”.

“Nel momento in cui si è già operata con l’approvazione del Collegato Ambiente una ridefinizione del sistema di governance sulle autorità di bacino, e quindi delle competenze relative alla gestione delle risorse idriche, affidando ai consorzi in questo campo ruoli e attività corpose da gestire, occorre che sia garantita da parte di tutti il massimo della trasparenza e autorevolezza dell’ente. Per questo – concludono Incerti, Vaccari e Pignedoli – chiediamo una ricognizione del sistema consortile per verificare quanti consorzi a livello nazionale siano in situazioni critiche dal punto di vista patrimoniale o gestionale come quadro di insieme per avviare una ulteriore riforma del sistema e ripensare sistemi di governance adeguati ai compiti assegnati. Solo così non si ripeteranno imbarazzanti e inquietanti casi come quelli cui abbiamo assistito nelle ultime settimane”.

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