Brescello: bye bye Coffrini Il sindaco si è dimesso: “Ho fatto da parafulmine, difenderò la mia famiglia in ogni sede”

30/1/2016 – Sostenuto dagli applausi di oltre paesani arrivati alla “conferenza stampa” convocata nella sala Prampolini, il sindaco di Brescello Marcello Coffrini –  eletto dal Pd -ha annunciato ufficialmente di aver rassegnato le dimissioni da sindaco, firmate poco prima in Municipio dove ha salutato i suoi collaboratori. Un gesto atteso da quindici mesi, da quando cioè una sua frase come minimo sventata (“Grande Aracri è una persona educata e gentile”) registrata dalla videocamera di CortoCircuito ha fatto il giro dell’Italia, e continua a farlo.

Marcello Coffrini con i suoi collaboratori durante la conferenza stampa d'addio

Marcello Coffrini con i suoi collaboratori durante la conferenza stampa d’addio

Dimissioni che, chieste dal Pd sempre con quindici mesi di ritardo, e alla quale Coffrini ha opposto qualche giorno di resistenza, sino a quando i Comuni non hanno cominciato a togliere gli incarichi allo studio Coffrini e suo padre Ermes (per molti anni primo cittadino di Brescello) non ha avuto un incidente in campagna per il quale è stato ricoverato a Milano. Dimissioni che portano il comune di don Camillo al commissariamento prefettizio e alle elezioni anticipate, ma in compenso scongiurano l’onta di un probabile scioglimento d’autorità del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.Le conclusioni di sei mesi di lavoro della commissione d’accesso, a quando si sa, veleggiano in quella direziion: la commissione avrebbe segnalato una decina di operazione urbanistiche perlomeno dubbie, anche se senza profili penali.

La foto del ministro Delrio insieme al sindaco di Brescello Marcellpo Coffrini pubblicata sul blog di Beppe Grillo

La foto del ministro Delrio insieme al sindaco di Brescello Marcello Coffrini pubblicata sul blog di Beppe Grillo

“Non ho nessuna responsabilità di tipo penale, quindi non ho paura. Non sono mai stato indagato né sentito dalle Procure. Troppo spesso questo viene dimenticato – ha detto Coffrini – Sono subissato  dalle richieste di non dimettermi, e questa non è certo una fuga, anzi. Continuerò a impegnarmi per il paese, ma in modo diverso . Per me la situazione è diventata insostenibile dal punto di  vista psicologico: sto facendo da parafulmine e non ne posso più, voglio riprendermi la vita come persona e difenderò la mia famiglia in ogni sede”. L’ex sindaco non ha mancato di sottolineare che lascia “i conti a posto” e di polemizzare per i Comuni che in questi giorni hanno revocato gli incarichi professionali allo studio Coffrini. Poi tutti in piedi e applausi scroscianti. Domani, domenica, è un altro giorno: corteo antimafia in paese organizzato dalla Lega Nord, in testa Catia Silva, la principale oppositrice di Coffrini, che da anni denuncia i clan brescellesi a rischio della propria incolumità personale.

Commento del segretario provinciale del Pd, Andrea Costa: “Coffrini ha fatto la scelta giusta, quella che serve di più a lui e alla comunità di Brescello per ristabilire un clima di serenità, presupposto per essere ancora più incisivi nella lotta alla ‘ndrangheta..

Piuttosto grossolane le considerazioni di Costa sul corteo della Lega Nord, da lui accusata di “imbastire sfilate a uso e consumo dei fotografi: “La criminalità organizzata si contrasta attraverso atti concreti che gli amministratori pubblici hanno saputo concertare in questi mesi con gli altri organi dello stato. Occorre poi un’azione incessante sul fronte culturale, non certo come fa la Lega Nord che imbastisce sfilate ad uso e consumo dei fotografi. Forse a costoro giova ricordare cosa è successo a pochi chilometri da Brescello poco tempo fa, quando fu sciolto il Consiglio regionale lombardo dopo una gestione scellerata del denaro pubblico”. L’accusa è la stessa rivolta per anni a Catia Silva che mentre subiva le minacce del clan, veniva liquidata dai democratici di Brescello come una in cerca di pubblicità. Non male, per un partito che a Reggio Emilia è come minimo in ritardo sulla lotta alla ndrangheta.

 

 

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Una risposta a 1

  1. Siviglia Rispondi

    31/01/2016 alle 00:41

    Pd assolutamente patetico e inopportuno. Ci mancava la banda a suonare “Non ti scordar di me”! Tutto questo accanirsi contro la Catia Silva è davvero paradossale, dal momento che è stato accertato dagli inquirenti tutto ciò che altrimenti sembrava quasi inimmaginabile. Che cosa vuole Costa? Che la Silva bruci sul rogo per espiare il ritorno a casa di un sindaco imbelle?

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