Bavaglio alla destra: “Dal sindaco vergognosa delegittimazione degli oppositori”

di Pierluigi Ghiggini

11/1/2016 – Gli oppositori della sinistra hanno o no il diritto di manifestare a Reggio Emilia? La sentenza del sindaco Vecchi e del segretario provinciale del Pd è chiara: “Giusto reagire alle provocazioni”, “diritto per tutti ma non per i fascisti che ammazzano chi non è d’accordo con loro”, di conseguenza “la destra non può manifestare in piazza Martiri del 7 Luglio”. E’ evidente il corto circuito logico, la falsificazione delle questioni in campo, e soprattutto il profilarsi clamoroso di una questione di democrazia,  a dar retta a certe sconcertanti affermazioni, che comunque arrivano da esponenti di primissimo piano delle istituzioni e della politica.

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani

Va ribadito all’onor del vero che la  manifestazione convocata per  sabato mattina davanti alla Banca d’Italia ha per tema “orgoglio e libertà della destra contro 70 anni di potere della sinistra”. Non una parola che possa richiamare il fascismo, sempre che oggi – a differenza del passato, quando a governare era il Pci – venga negato ad alcuni vecchi dirigenti dell’ex Msi di esprimere le proprie idee sul governo cittadino nelle piazze della Reggio. Equiparare l’opposizione al potere della sinistra a un’apologia del fascismo è una bugia colossale che – a voler dare ilgiusto peso alle parole, anche alle più dissennate – sembra innestarsi in una svolta culturale, politica e propagandistica in senso autoritario, di cui i primi ad e3ssere allarmati dovrebbero essere proprio i dirigenti della sinistra. Ma forse è proprio questo che vogliono: far fuori gli oppositori con l’arma  dell’antifascismo. Arma che dovrebbe essere sacra, mentre oggi viene brandita in modo strumentale e di comodo.

Intanto le affermazioni del sindaco Vecchi, una pressione indiretta ma evidente sui responsabili dell’ordine pubblico, hanno suscitato diverse reazioni, in una domenica in cui la temperatura politica di Reggio è improvvisamente salita al febbrone.

Il sindaco Luca Vecchi

Il sindaco Luca Vecchi

Dura e argomentata la replica dei consiglieri comunali di Forza Italia Giuseppe Pagliani (capogruppo) e Nicolas Caccavo: “Le ragioni per manifestare contro la sinistra a Reggio Emilia sono innumerevoli  e per questo reputiamo vergognoso il tentativo del sindaco Vecchi di  ghettizzare e di delegittimare la libera manifestazione di idee che si contrappongono ad un regime di potere locale che perdura da settant’anni. Qui tutto il sistema è stato costruito per irreggimentare le persone e predestinare la vita all’interno di una unica rete di pensiero dalla culla alla tomba”. Ma “la  libertà di espressione è e rimane il caposaldo di ogni democrazia, per questo noi continueremo a batterci nelle istituzioni locali”.

E’ intervenuto anche Manuel Negri, il consigliere comunale di Reggiolo, responsabile provinciale del movimento Fare di Flavio Tosi, per il quale Andrea Costa aveva invocato “l’espulsione dalle istituzioni”: “Signor Sindaco – scrive Negri – sabato a Reggio non ci saranno fez e camicie nere, né manganelli e olio di ricino, ma uomini liberi, non omologati e non omologabili” che “chiedono luce sui milioni di euro truffati ai cittadini reggiani dall’implosione delle coop rosse” e “non accettano che laloro città si trasformi in un ghetto di balordi“.

Questa mattina, inoltre, il promotori della manifestazione della destra hanno indirizzato un nuovo appello al Prefetto, al Querstore e allo stesso sindaco di Reggio, dal titolo significativo “Reggio città aperta“.

Ma veniamo alla presa di posizione dei consiglieri di Forza Italia.

Pagliani esprime meraviglia per “la levata di scudi del Sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi a fronte della convocazione ufficiale di una manifestazione organizzata in primis dalla avvocato Luca Tadolini, responsabile del Centro Studi Italia ,che ha come obiettivo il denunciare settant’anni di strapotere della sinistra nella nostra città e provincia:  non c’è nulla di aberrante nella locandina del comitato, anzi vi sono tesi condivisibilissime”.

 

“La manifestazione – ricorda il capogruppo azzurro – si svolge nello spirito della Riconciliazione Nazionale, della libertà di espressione e del corretto dibattito fra Destra e Sinistra”, che denunciano anche l’occupazione del potere del Pd e della sinistra a Reggio Emilia”. E’ proprio di questi giorni “l’operazione di nomina di tutto il consiglio di amministrazione di IRETI spa, gruppo IREN dove tutti e quattro i consiglieri del CDA sono di espressione PD. Vi è poi la sacrosanta sollevazione delle coscienze a fronte del crollo della cooperazione “Rossa” che a Reggio Emilia ha procurato migliaia di licenziamenti oltre ad una devastante conseguenza nelle piccole imprese fornitrici artigiane oggi tutte sull’orlo di fallimenti dovuti ai buchi creditizi lasciati da Coopsette, Coop. Muratori Reggiolo, Coop Muratori Cavriago, Unieco, Cormo etc. Una macelleria sociale vera e propria causata da un sistema cooperativo e politico occupato militarmente dalla sinistra reggiana per oltre cinquant’anni”.

“Giusto che ci sia in questa provincia – continuano Pagliani e Caccavo -chi ha il coraggio di denunciare anche le tante falsità storiografiche perpetrate per decenni speculando sulla guerra civile e dimenticando le centinaia di crimini compiuti da comunisti reggiani che nel dopoguerra ambivano solo ad instaurare una dittatura filosovietica, altrochè libertà , per raggiungere quell’obiettivo furono uccisi civili inermi, sacerdoti ed anche giovani quali il seminarista beato Rolando Rivi di 14 anni e lo scandianese Nanni Lasagni di soli 15 anni”.

In conclusione, “le ragioni per manifestare contro la sinistra a Reggio Emilia sono innumerevoli e per questo reputiamo vergognoso il tentativo del sindaco Vecchi di  ghettizzare e di delegittimare la libera manifestazione di idee che si contrappongono ad un regime di potere locale che perdura da settant’anni. Qui tutto il sistema è stato costruito per irreggimentare le persone e predestinare la vita all’interno di una unica rete di pensiero dalla culla alla tomba.

Militare l’anticomunismo a Reggio Emilia è espressione viva di coraggio e di libertà intellettuale. La libertà di espressione è e rimane il caposaldo di ogni democrazia, per questo noi continueremo a batterci nelle istituzioni locali”.

MANUEL NEGRI: “SIGNOR SINDACO,  NE’ FEZ NE’ CAMICIE NERE, MA UOMINI LIBERI CHE DIFENDONO I CITTADINI TRUFFATI E LA LORO CITTA'”

Innanzi agli sfoghi isterici del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi ed al segretario provinciale del Pd Andrea Costa, intendiamo ribadire la libertà di espressione e di opinione nel novero del dibattito politico, oltre a difendere, nel rispetto dell’ordine pubblico, il diritto di manifestare; in particolar modo perché quando scendiamo nelle piazze e nelle strade non siamo certo noi ad imbrattare e a danneggiare i beni e le proprietà altrui – queste le parole del responsabile provinciale del movimento fondato dal sindaco di Verona  Flavio Tosi Non ci stupiamo se anche a Reggio Emilia, per i sodali di un PD che governa il paese senza alcuna legittimazione elettorale, la democrazia è a senso unico.

Signor Sindaco, sabato a Reggio non ci saranno fez e camicie nere, né manganelli e olio di ricino, ma uomini liberi, non omologati e non omologabili che vivono il presente e sono proiettati al futuro: uomini che chiedono luce sui milioni di euro di risparmi truffati ai cittadini reggiani con l’implosione delle cooperative rosse; uomini che si battono perché la Storia non si decreti ma si studi e soprattutto che si sgretoli quel muro di menzogne e di ipocrisie instauratosi alla fine di una sanguinosa guerra civile che ha visto nelle nostre terre i teatri più cruenti;

Manuel Negri

Manuel Negri

 

uomini che non accettano che la propria città si trasformi in un ghetto in preda ad orde di balordi senza arte né parte come lo sono ormai le zone di via Turri, della stazione, di via Roma e di un centro dove i cittadini reggiani non possono più sentirsi a casa loro e dove, voi che amministrate, siete incapaci di garantire ordine e legalità;

uomini liberi che hanno il legittimo diritto di chiedersi perché l’assegnazione di molti servizi e di lavori pubblici vengano sempre e solamente assegnati ai soliti noti; uomini liberi che intendono avere risposte sul sistema delle porte girevoli relative alle poltrone intercambiabili tra organi del partito, enti locali e sistema cooperativo.

Di questo Vecchi e Costa & C. devono aver paura. E credetemi, è già abbastanza…”

REGGIO CITTA’ APERTA:

LA LETTERA DEI PROMOTORI A PREFETTO, QUESTORE E SINDACO DI REGGIO EMILIA

“REGGIO EMILIA CITTA’ APERTA

Signor Prefetto, Signor Questore, Signor Sindaco

Non dividete la città in aree politiche dove la Destra (o la Sinistra) non può manifestare liberamente.

Signor Sindaco non impedisca di manifestare alla Destra politica in ogni piazza di Reggio Emilia.

Signor Sindaco non eriga a Reggio Emilia un invisibile Muro di Berlino: il Muro di Berlino era stato chiamato dalla DDR “Vallo Antifascista”, ma non difendeva la Libertà!

Luca Tadolini, Centro Studi Italia

Luca Tadolini, Centro Studi Italia

Signor Sindaco la Sinistra ha vinto le elezioni a Reggio Emilia, ma non usi il potere che ne deriva per escludere dalla vita politica la Destra politica e culturale reggiana.

Signor Sindaco accetti di discutere del nostro passato anche con la Destra , anche dei giorni violenti, la violenza è stata sia di Sinistra che di Destra.

Signor Sindaco, Signor Prefetto, Signor Questore la Destra  reggiana chiede di manifestare liberamente a Reggio Emilia, dove fa politica e cultura civilmente alla luce del sole da decenni.

In Piazza Martiri del 7 Luglio la Destra ha manifestato sul tema della politica estera anche lo scorso 5 Dicembre.

La Destra reggiana chiede la propria libertà di fare politica alla pari della Sinistra, con correttezza, rispetto reciproco e nel rispetto della legge.

REGGIO EMILIA CITTA’ APERTA!

I promotori”

 

 

 

 

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