A Brescello tira aria di scioglimento del consiglio comunale per inquinamento mafioso Ma il sindaco Coffrini tiene duro: “Non mi dimetto”

14/1/2016 – Il prefetto di Reggio Emilia Raffaele Ruberto consegnerà entro dieci giorni al ministro degli Interni Angiolino Alfano la propria relazione sulle conclusioni della “commissione di accesso” che per sei mesi ha spulciato le carte del comune di Brescello. Secondo indiscrezioni pubblicate oggi dal Carlino Reggio, si ritiene che il prefetto possa avanzare richiesta di commissariamento del comune di don Camillo ( e del clan Grande Aracri) con conseguente scioglimento del consiglio comunale per condizionamento mafioso, e nuove elezioni.

Il caso è stato affrontato nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza di martedì mattina (la stessa riunione in cui si è discusso della manifestazione della destra in piazza Martiri). Il prefetto ha dato lettura del rapporto stilato dalla commissione di accesso formata da Adriana Cogode, Giuseppe Zarcone e dal capitano dei carabinieri Dario Campanella.

Nella relazione emergerebbero condizionamenti, forzature da parte della ndrangheta nell’operato del comune di Brescello e in alcune circostanze persino “sudditanza”. Tra i casi citati dal Carlino Reggio,la concessione di una casa a canone calmierato a un invalido nipote della moglie di Francesco Grande Aracri, e una sopraelevazione abusiva – poi sanzionata e sanata – realizzata da un cognato di Francesco Grande Aracri. Ma si dice anche che visia molto di più.

Intervistato da Benedetta Salsi, il sindaco Marcello Coffrini (quello che dichiarò a Cortocircuito tv che Francesco Grande Aracri era un persona “gentile ed educata”)ha dichiarato: “Non mi stupirei se ci fosse la richiesta di scioglimento del consiglio comunale”. Pedrò ha  confermato che non intende dimettersi: “Sono tranquillo. Magari sarò smentito, ma di certo non mi dimetto. Sennò mi sarei dimesso prima. E mi sarei anche tolto un peso. In un comune può succedere che ci siano cose sbagliate, ma diverso è dire che ci sia stata una volontà mafiosa. Forse gli altri avranno visto ciò che non vedo”.  E ha aggiunto: “Sono pronto a difendermi nelle sedi in cui sarà necessario farlo. Dopo due anni di attacchi almeno potrò farlo anch’io, finalmente. Ho massima fiducia nel lavoro della commissione, del prefetto e del ministro. Se l’esito sarà negativo farò un accesso agli atti e dirò la mia. Andrò al Tar del Lazio e, se necessario, anche al Consiglio di Stato”.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *