Vincenzo Bertolini: “Neanche invitato al 70° del consiglio comunale. Sono tornati gli sbianchettatori di Stalin”
Chi vuole cancellare l’area riformista?

15/12/2015 – Si registrano malumori e polemiche dopo la “celebrazione” del 70° anniversario del consiglio comunale di Reggio Emilia, avvenuta sabato con la presentazione in Sala del Tricolore del volume curato da Nando Rinaldi sulla storia dell’assemblea elettiva cittadina.

E’ netta la sensazione che la cerimonia abbia oscurato il ruolo del Partito Socialista e dell’area di ispirazione riformista. Dopo Mauro Del Bue, prende posizione Vincenzo Bertolini, leader storico dei riformisti reggiani, che non è stato nemmeno invitato alla celebrazione. E che oggi, con la consueta ironia, parla di “rottamatori” che sono diventati  “sbianchettatori” della storia, “come ai tempi di Stalin, quando in Unione Sovietica fecero scomparire la faccia e il nome di  Trotski  da documenti e fotografie”.

Vincenzo Bertolini

Vincenzo Bertolini

Bertolini, perchè non è andato alla manifestazione per i 70 anni del consiglio comunale?

Perchè nessuno mi ha invitato. Ho dovuto apprendere dall’amico Mauro Del Bue su Reggio Report che in sala del Tricolore si è svolta una iniziativa sui 70 anni del consiglio comunale. Io sono stato in consiglio  dieci anni, in un periodo straordinario in cui abbiamo cambiato tutto. Sono stato tre anni capogruppo del Pci, e mi sono dimesso quando sono diventato segretario provinciale del partito, in ossequio alle regole sul cumulo di carico in vigore all’epoca.

Evidentemente tutto questo non conta, o se ne sono dimenticati. Almeno del Bue e la Spaggiari alla manifestazione c’erano, ma io – ripeto – non sono stato neanche invitato.

Come giudica uno fatto del genere?

Francamente non lo so: io non ci guadagno nè perdo nulla, fortunatamente non ho bisogno di passerelle. Però almeno un granellino di quella storia lo rivendico.  Non lo dico per me, ma per un mondo che oggi viene oscurato; negli anni 80-90 abbiamo fatto la rivoluzione a Reggio, ma chi se ne ricorda?

Insomma, Bertolini continua a dare noia?

Chissà… Anche di recente mi è capitato di criticare quelli che non vogliono il revisionismo della storia, e magari ora vogliono “sbianchettare” anche me.

Come ai tempi dell’ Unione Sovietica?

Secondo me qualcuno ha saputo che Stalin fece cancellare la faccia di Trotzsky dalle fotografie e persino il suo nome da migliaia di documenti, con l’impiego di ettolitri di “bianchetto”. Sta a vedere che la specie dei rottamatori sta evolvendo verso gli sbianchettatori. Di questo passo ne vedremo delle belle: chi sarà il prossimo ad essere sbianchettato?

Lo considera uno sgarbo personale, o all’area politica che rappresenta?

Non me la prendo tanto per me, anche se considero un gesto di maleducazione il non avermi neanche avvertito, quanto per ciò che rappresenta ancora oggi il riformismo reggiano, al quale credo di aver dato un certo contributo. Questa è pur sempre la terra di Prampolini, ma troppi se ne dimenticano in questa sinistra che non ha memoria e neanche il coraggio di guardare in faccia la propria storia.

(pierluigi ghiggini)  

Una fotografia storica: anni '80, da sinistra Vincenzo Bertolini, Elena Montecchi e Mauro Del Bue

Una fotografia storica: anni ’80, da sinistra Vincenzo Bertolini, Elena Montecchi e Mauro Del Bue

 

LA CELEBRAZIONE DEL 70° DEL CONSIGLIO COMUNALE

“Si contano 519 nomi di persone, cittadini scelti (nella prima Assemblea costituita dal prefetto su indicazione del Comitato di Liberazione nazionale subito dopo la seconda guerra mondiale) e, dalle prime consultazioni democratiche in poi, eletti liberamente.

Sono i 519 nomi della democrazia, quella praticata nella principale istituzione rappresentativa della città: il Consiglio comunale.

L’Assemblea, che sin dall’inizio, il 23 settembre 1945, si riunisce nella storica Sala del Tricolore – dove nacque il Primo Tricolore emblema di libertà, democrazia e Repubblica – compie 70 anni. Perciò oggi ha fatto memoria della sua storia e ha riflettuto sul suo impegno rinnovato nel presente, con un incontro promosso dalla sua attuale presidente, Emanuela Caselli.

E’ stato presentato in questa occasione – alla presenza del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, di numerosi altri membri del Consiglio di oggi e di ieri, dei già sindaci Giulio Fantuzzi e Ugo Ferrari, di Laura Salsi già presidente dello stesso Consiglio – il volume 70 anni di Consiglio comunale a Reggio Emilia. La democrazia e la storia della città, edito da Istoreco con la cura di Nando Rinaldi, direttore dell’Istituto storico e già presidente dello stesso Consiglio. La pubblicazione riprende il precedente volume sullo stesso tema, Pratiche di Democrazia del 2009, aggiornandolo con dati, informazioni e analisi sugli ultimi due mandati amministrativi, con contributi di Francesco Bonini, professore ordinario di Storia e Istituzioni politiche dell’Università Lumsa di Roma, di cui è rettore, e degli storici Antonio Canovi e Daniele Castagnetti, oltre a quelli degli stessi Caselli e Rinaldi. Vi si trovano inoltre un Repertorio cronologico storico-amministrativo, i Dati elettorali dal 1945 al 2014 e l’Elenco alfabetico generale dei consiglieri comunali di questi 70 anni.

È la cristallizzazione di un cammino faticoso, avvincente, a volte drammatico o deludente, molte altre volte positivo e costruttivo. Sempre indispensabile e cruciale per la vita politica e amministrativa della comunità; vitale per la democrazia, che è il sale di una comunità libera, autodeterminata e autonoma, nel divenire della storia e nel rispetto delle leggi e delle istituzioni sovraordinate.

 

Moderati dal giornalista Gabriele Franzini, sono intervenuti con alcune testimonianze personali alcuni ex consiglieri, scelti come riferimenti di alcuni mandati elettorali amministrativi dal 1951 al 2004: Loredana Giaroni (Pci – 1951-’56); Lidia Greci (Psi – ’56-’60) che fu poi primo assessore donna in giunta;Giuseppe Amadei (Psdi ’60-’64); Giovanni Bertolani (Pli ’65-’70); Quintilio Prodi (Dc ’70-’75); Mario Monducci (Pri ’80-’85); Marco Eboli (Msi ’80-’85); Fulvio Pezzarossa (Verdi ’90-’95);Gabriele Fossa (Lega Nord ’99-2004).

Essi hanno raccontato – con immutata passione – l’impegno e la lotta unitaria per l’emancipazione femminile, la nascita delle Scuole d’infanzia e la costituzione della rete dei Servizi sociali, il gusto di lavorare insieme per valori e obiettivi condivisi.

Hanno sottolineato il valore dell’autonomia dell’Ente locale, in epoche in cui era il Comune a dare diritti, a riconoscerli e ad esserne generatore, in un clima di forte partecipazione popolare. Hanno sottolineato che quando si tratta di questioni e valori che fondano una comunità, come la solidarietà sociale, non c’è distinzione fra destra e sinistra e che senza coesione non si va da nessuna parte.

Hanno rimarcato l’importanza della competenza e della preparazione dei consiglieri nel merito dei temi di dibattito; l’importanza della parola, dell’analisi e del dialogo nel confronto politico.

Infine, hanno portato all’attenzione di tutti il coraggio di fare scelte e proposte controcorrente, anche se in apparenza in una fase storica sembrano inattuabili; la necessità di una cultura di governo, che deve accomunare maggioranza e opposizione, indispensabile per una efficace azione politica del Consiglio stesso.

Nel Settantesimo anniversario della Liberazione – scrive fra l’altro il direttore di Istoreco, Rinaldi, che ha illustrato i contenuti del volume sul 70° anniversario del Consiglio – la Presidenza del Consiglio comunale ha deciso di aggiornare la ricerca “Pratiche di democrazia”, nata alcuni anni fa con l’intento di restituire centralità agli studi dedicati al Consiglio comunale quale momento fondativo delle principali scelte di governo della comunità reggiana. A dire il vero, non sono certo pochi gli studi che approfondiscono nel merito le fasi di cambiamento e sviluppo di Reggio Emilia, dalle politiche per l’infanzia a quelle culturali, passando per i piani regolatori, ora Rue e Psc, ai rapporti internazionali e per finire con le aziende municipalizzate, ma lo scarto aumenta quando ci si concentra sulla storia dei partiti politici, delle classi dirigenti e delle Istituzioni democratiche reggiane nel secondo dopoguerra. La scelta di rimettere mano al lavoro che oggi presentiamo non è dunque casuale, proprio perché cade a 70 anni dall’aprile 1945 e dall’inizio della difficile ricostruzione democratica dell’Italia, e farlo partendo dal Comune assume un significato ancora più importante”.

Il 31 marzo 1946 i reggiani ritornarono a eleggere direttamente i propri rappresentanti, l’elettorato attivo spetta per la prima volta dall’Unità d’Italia a tutte le cittadine e cittadini maggiorenni, gli elettori rispondono con una percentuale di voto elevatissima l’89,62% degli aventi diritto, segno che la riconquistata libertà passa in primis dall’esercitare il diritto di voto (…). Inizia dunque nel 1946 a Reggio e provincia ma potremmo dire in un certo senso continua, dopo la rottura del 1922 con la salita al potere del fascismo, la storia delle amministrazioni comunali già centrali per questo territorio in epoca prampoliniana, motrici di politiche pubbliche e servizi alla persona, e come abbiamo ricordato oggetto d’interessanti studi. La particolarità di questa ricerca è fornire al lettore una molteplicità di dati che consentono diversi piani di lettura e il primo riguarda un possibile tentativo di periodizzazione (…). Oggi la democrazia rappresentativa, dopo la crisi dei partiti, sembra chiamata a confrontarsi, insieme ai limiti di spesa che impongono una riduzione della rappresentanza e della capacità d’investimento, con una profonda disaffezione che si registra nel crollo dei partecipanti alle diverse tornate elettorali.

ALCUNI DATI STORICI E ATTUALI – Il primo Consiglio comunale di Reggio Emilia dopo la Liberazione fu nominato il 23 settembre 1945 dall’allora prefetto Vittorio Pellizzi su indicazione del Comitato di Liberazione nazionale (Cln) ed era costituito da sei consiglieri espressione della Dc, sette del Partito d’Azione, quattro dell’Anpi, sette del Psi, tre della Camera del Lavoro e sei del Pci. Sindaco era Cesare Campioli. Le prime elezioni libere per il Consiglio comunale si svolsero invece il 31 marzo 1946, contemporaneamente alle elezioni politiche nazionali. Furono eletti 19 consiglieri per il Pci, 10 per la Dc, otto per il Psi, due per il Psli e un Indipendente-Psi.

L’attuale Consiglio comunale si è insediato il 26 giugno 2014. Al 30 novembre 2015 sono state effettuate 51 sedute di Consiglio comunale. Nella precedente Consigliatura, dal luglio 2009 ad aprile 2014, il Consiglio comunale ha effettuato 188 sedute”.

(fonte: Ufficio Stampa Comune di Reggio Emilia)

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Una risposta a 1

  1. Antonio Bernardi Rispondi

    15/12/2015 alle 12:12

    Mi pare che si registrino toni eccessivi di polemica rispetto ad una iniziativa – la presentazione di un libro – che aveva, mi pare di capire, toni essenzialmente celebrativi. Si possono registrare tante altre assenze significative: Felisetti, Eletta Bertani, Elena Montecchi, Mario Monducci; soprattutto Antonella Spaggiari. Si può’ essere critici sul suo operato, ma a Reggio un po’ ha contato. Tutte assenze o dimenticanze di significato politico? Mi pare eccessivo sostenerlo. Probabilmente fretta organizzativa. È un po’ di ignoranza.

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