Sagome di cartone tricolore davanti alle sedi Pd e Caritas: sei skinheads indagati per minacce gravi
Perquisizioni nella Bassa reggiana, a Mantova e Verona

16/12/2015 – Il sostituto procuratore della Repubblica di Reggio Emilia Maria Rita Pantani ha indagato per l’ipotesi di reato di concorso in minacce gravi sei persone tra i 22 e i 41 anni del Fronte Skinheads del Veneto per le sagome umane di cartone, dipinte con i colori della bandiera italiana, depositate nella notte del 25 novembre scorso davanti agli ingressi delle sedi Pd di Reggio Emilia e Correggio e della Caritas in via dell’Aeronautica a Reggio Emilia. Insieme alle sagome, come si ricorderà, furono affissi dei finti manifesti funebri con scrittoFalsa carità sociale: business criminale – VFS” e Ius soli e immigrazione: avete ucciso una nazione- VFS”.

Le case dei sei presunti aderenti del Fronte Veneto Skinhead sono state perquisite dalla Digos di Reggio Emilia su mandato della dottoressa Pantani: due degli indagati sono della Bassa reggiana, tre della provincia di Mantova e uno della provincia di Verona. A loro la Digos è arrivata anche all’esame delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della sede provinciale del Pd, “corroborati dagli elementi emersi in sede di perquisizione”.

All’accusa del concorso in minacce gravi, è aggiunga l’aggravante del fatto simbolico e anonimo riferito al formato dei “necrologi”.

Gli indagati, secondo la polizia, frequentano raramente il capoluogo reggiano, e solo uno residente in provincia di Mantova ha precedenti per reati commessi in ambito politico: ingiuria, minacce, radunata sediziosa, accensioni e esplosioni pericolose, imbrattamento e deturpamento di cose altrui e apologia del fascismo.

Gli investigatori hanno anche individuato il furgoncino utilizzato per trasportare le sagome di cartone e l’autovettura usata dai sei per la bravata del 19 novembre.

Non solo: due di loro, uno mantovano e l’altro reggiano, avrebbero anche affisso i manifesti con la scritta Resistenza? Infami”, tracciata su una fotografia che ritrae un gruppo di partigiani con una prigioniera: il raid era avvenuto nella notte del 16 settembre  sulla bacheca delle sedi SPI/CGIL di Rolo, oltre che sulle porte d’ingresso delle sedi del Partito della Rifondazione Comunista di Reggiolo e dell’A.N.P.I. di Fabbrico. I due sono stati denunciati anche per diffamazione.

Secondo la polizia, infine, alcuni degli indagati la notte dello scorso 4 novembre, hanno “sicuramente” partecipato anche all’affissione degli striscioni rivendicati da Progetto Nazionale: “4.11.1918: NON PASSA LO STRANIERO – 4.11.2015: ACCOGLIAMO IL CONTINENTE NERO”, appesi sul  cavalcavia pedonale di viale Piavea Reggio Emilia e sulla recinzione “Dimora di Abramo” in via Normandia.

 

 

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *