Revisioni auto nel caos per un misero euro : i riparatori scrivono al ministro Delrio

22/12/2015 – La categoria degli autoriparatori CNA scende di nuovo in campo, unita alle altre associazioni del settore, con una lettera al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio per denunciare il disagio che si sta verificando a causa dell’entrata in vigore (da venerdì scorso) delle nuove tariffe per le revisioni auto contenute nel decreto 331/2015 del Ministero  Infrastrutture e Trasporti.

“Il 10 dicembre 2015, un giorno prima dell’entrata in vigore del Decreto, abbiamo ricevuto le tabelle con le nuove tariffe per le varie tipologie di operazioni – dichiara Andrea Corti, presidente provinciale CNA Servizi alla comunità – e abbiamo scoperto che l’aumento di euro 1,20 in favore dello Stato comprendeva,  oltre agli adeguamenti per i centri di revisione, anche le revisioni effettuate presso le officine private autorizzate. A causa dell’impossibilità da parte delle imprese di adeguare tempestivamente l’aggiornamento previsto, si sono verificate continue interruzioni nei collegamenti telematici, con la conseguente impossibilità di effettuare il servizio di revisione. Tale situazione si è immediatamente riversata sulle imprese e, quindi, sugli automobilisti provocando sconcerto e notevoli disagi”.

“Al di là dei disagi segnalati, che, auspichiamo, si possano risolvere in tempi brevissimi – scrive la categoria nella lettera inviata al Ministro Delrio – desideriamo, in particolare, attirare la Sua cortese attenzione sul problema, non più differibile, delle tariffe previste per le revisioni effettuate ex art. 80 del Codice della strada, che non sono mai state adeguate e sono ferme dal 2007. E’ bene ricordare che, al momento della definizione delle tariffe spettanti alle imprese, il Ministero si era impegnato a rivedere annualmente, sulla base dell’adeguamenti ISTAT, gli importi. Un impegno che è sempre stato disatteso”.

“Negli ultimi anni le imprese sono state chiamate ad affrontare importanti investimenti – conclude Corti – necessari per adeguare, o modificare, le attrezzature alle procedure previste dal nuovo protocollo di comunicazione. Non si capisce come mai un investimento sostenuto dalla pubblica amministrazione debba essere ripagato attraverso un aumento tariffario, mentre quello richiesto alle imprese debba essere autofinanziato, erodendo i margini di guadagno delle stesse”.

 

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