Processo Aemilia, vertice a Roma

1/12/2015 – La sorte del processo Aemilia è appesa a un riunione convocata giovedì pomeriggio 3 dicembre, al Ministero della Giustizia, presenti le istituzioni locali, la Regione oltre naturalmente gli uffici giudiziari. Il tema è: chi deve pagare per garantire lo svolgimento del processo nella sua sede naturale, vale a dire Reggio Emilia?

Ne ha dato l’annuncio ieri sera in consiglio comunale il sindaco Luca Vecchi, intervenuto nel dibattito su due ordini del giorno (approvati entrambi) presentati dal Claudio Bassi di Forza Italia e dal capogruppo del Pd Capelli. Sala del Tricolore, che si divide inutilmente su molte cose, questa volta è compatta nel chiedere la celebrazione del processo a Reggio Emilia, e nel sollecitare l’impegno di tutte le istituzioni per contribuire all’allestimento di un’aula bunker (anche sotto forma di una tensostruttura collocata nel cortile del Tribunale) suficiente a contenere le centiniaia di imputati, difensori, testimoni nelle necessarie condizioni di sicurezza.

Una schiarita era arrivata nel pomeriggio da Bologna: la Regione garantirà la copertura delle spese sulla base delle valutazioni dei servizi tecnici del Comune. Il conteggio, comunicato al sindaco e al presidente del Tribunale ieri mattina, è di 350 mila -370 mila euro. Si tratta tuttavia, ha detto il sindaco, di una cifra prudenziale, ed è prevedibile che i costi finali della gestione del maxi processo saranno molto più elevati.

La decisione della Regione è stata comunicata ieri pomeriggio dal sottosegretario Andrea Rossi, a nome del governatore Bonaccini: “Come Regione siamo disponibili a farci carico di questa cifra, così come ci è stata presentata in dettaglio dal presidente Caruso, ritenendo il preventivo completo ed esaustivo – ha dichiarato Rossi –  Siamo disponibili con quel senso di responsabilità e con quelle motivazioni che ci hanno portato a  sostenenere lo svolgimento dell’udienza preliminare a Bologna. Rimane però evidente – ha aggiunto – che non spetta alle istituzioni locali fare valutazioni in merito alla reale fattibilità del processo a Reggio Emilia in quelle condizioni e, di conseguenza, anche relativamente alla ricaduta in termini di sicurezza sull’area preposta: ciò compete al Ministero, di cui attendiamo la decisione finale”.

Insomma, esclusa la soluzione Fiere di Reggio perchè troppo onerosa e posto che la tensostruttura sia adatta e soprattutto, sicura come si deve , resta il problema dei costi di una gestione molto complessa, che deve prevedere obbligatoriamente anche il potenziamento delle forze dell’ordine a Reggio, che altrimenti per garantire i servizi dentro e fuori l’aula bunker dovrebbero sguarnire il presidio del territorio. Da qui la riunione di giovedì pomeriggio a Roma, che non si annuncia facile.

L’orientamento consolidato del ministero, infatti, è che dove non si possono reperire spazi adeguati, i processi vengono spostati ad altre città. E’ successo molte volte. D’altra parte il sindaco Vecchi, per mettere in chiaro chi deve tirare fuori i soldi, ieri ha presentato un “estratto conto” significativo: dal 2002 ad oggi il comune di Reggio ha speso 17 milioni 982 mila euro per gli uffici giudiziari, ma  6 milioni 379 mila euro non sono mai stati rimborsati  dal Roma. Il comune dunque, vanta un grosso credito. Nondimeno lo svolgimento del processo Aemilia a Reggio è un imperativo, e non è solo una questione politica. L’avvocato Bassi ha detto chiaro e tondo che col trasferimento a Firenze verrebbero messo a repentaglio il diritto di difesa degli imputati e gli stessi diritti delle parti civili.

Tutti sono d’accordo, almeno in apparenza: perchè i dubbi serpeggiano, e di impegni concreti per tirare fuori i soldi, non ce ne sono ancora, se non belle parole. Sarà il ministero a provvedere, altre alla Regione?

I DOCUMENTI APPROVATI IN CONSIGLIO COMUNALE

Il Consiglio comunale ha approvato  due ordini del giorno (ex articolo 20 – motivi d’urgenza) sullo svolgimento e l’organizzazione del processo Aemilia a Reggio Emilia.

 Nel primo ordine del giorno, presentato dal consigliere di Forza Italia Claudio Bassi e approvato con 22 voti favorevoli (Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Pd e Sel) ed un voto di astensione (De Lucia del Pd), si legge:

Considerato che vari organi di stampa hanno reso noto che ben difficilmente la fase dibattimentale del processo Aemilia verrà effettuata a Reggio Emilia;

preso atto

che tutto ciò deriverebbe da una mancanza di fondi per l’allestimento della speciale aula ove effettuare la fase dibattimentale del detto processo;

posto

che per l’arredo di tale aula potrebbero essere utilizzati gli arredi usati per allestire l’aula bunker di Bologna, sorvegliata in gran parte dall’Esercito;

atteso

che tale fase dibattimentale dovrà necessariamente celebrarsi a Reggio Emilia e che varie istituzioni dovranno collaborare e finanziare la realizzazione dell’Aula Bunker a Reggio.

Tanto esposto,

il Consiglio comunale impegna la Giunta comunale ed in particolare il sindaco ad attivarsi presso tutti gli Enti interessati a che venga realizzata a Reggio Emilia l’Aula Bunker per la celebrazione della fase dibattimentale del processo Aemilia, reperendo dalla Regione gli arredi utilizzati per l’allestimento dell’aula Bunker ove sta celebrandosi l’udienza preliminare, ed a valutare approfonditamente la questione per il reperimento delle necessarie risorse presso gli Enti preposti, nonché richiedere al ministero della Difesa per il reperimento di personale militare di sorveglianza all’aula bunker”.

 Nel secondo ordine del giorno, presentato dai gruppi Pd e Sel ed approvato all’unanimità, si legge:

Premesso che:

lo svolgimento del processo Aemilia nella città di Reggio Emilia è da considerarsi un atto molto importante per la città;

la costituzione come parte civile del Comune di Reggio Emilia significa offrire la possibilità per tutta la cittadinanza di testimoniare il suo schieramento unito e compatto dalla parte della legalità contro le mafie e le organizzazione malavitose che hanno operato sul nostro territorio in questi anni;

come dimostrato dalle somme messe a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna per lo svolgimento delle udienze preliminari presso i locali della Fiera di Bologna, tenere questi procedimenti in luoghi non preposti ad attività di questo tipo (tipo aule bunker) ha costi molto elevati sia per la creazione delle strutture temporanee sia per garantire la sicurezza degli interessati;

Considerato che:

il Comune di Reggio Emilia dall’anno 2002 ha anticipato al ministero di Giustizia diversi milioni di euro per coprire spese fondamentali per il funzionamento del Tribunale, come le spese per guardianìa, manutenzione ordinaria e straordinaria, permettendo lo svolgimento regolare delle attività e  supplendo in questa funzione al Governo centrale;

una parte consistente di queste cifre ancora non è stata liquidata dal Ministero all’Amministrazione;

Impegna il Sindaco e la Giunta:

ad operarsi nelle sedi competenti per riuscire ad ottenere che lo svolgimento del processo avvenga nel Comune di Reggio Emilia a spese del Ministero competente;

a sollecitare il pagamento, da parte del Ministero, delle ingenti somme anticipate dall’Amministrazione comunale dal 2002 ad oggi e non ancora rimborsate”.

LE SPESE ANTICIPATE PER LA GIUSTIZIA: NOTA DEL COMUNE DI REGGIO EMILIA

“L’impegno del Comune di Reggio Emilia affinché il processo Aemilia si svolga in città sta, in primo luogo, nelle azioni che esso ha messo in campo.

 A seguito della richiesta di interessamento da parte del Tribunale di Reggio Emilia per l’individuazione di uno spazio idoneo per la celebrazione del dibattimento nella sede naturale di Reggio Emilia, l’Amministrazione comunale, condividendo il principio e l’importanza di mantenere nella città questo processo, ha voluto dare il suo contributo concreto, frutto di approfondita analisi delle possibili soluzioni emerse, dopo aver evidenziato la non praticabilità della sede del Tribunale per lo svolgimento delle udienze.

 Si premette che l’indagine svolta è stata mirata al conseguimento dei seguenti obiettivi:

 1) Individuare una soluzione funzionale per garantire un efficiente svolgimento del processo, consapevoli del fatto che sarà un processo che avrà un numero rilevante di imputati (probabilmente oltre 100, secondo quanto riferiscono i media), ai quali si dovrà aggiungere la presenza degli avvocati, delle parti civili e del pubblico, e avrà una durata presumibilmente non inferiore a un anno, forse anche due anni o più.

 2) Economicità dell’operazione, cercando una soluzione di basso dispendio di risorse offrendo al tempo stesso idonei livelli di qualità e di sicurezza statico-logistica, prediligendo soluzioni che potessero avere un utilizzo anche dopo il termine del processo.

 Tra le soluzioni analizzate – tra le quali la fattibilità tecnica di altri luoghi quali un padiglione delle Fiere di Reggio Emilia e altri immobili di proprietà della locale Camera di Commercio – su impulso del presidente del Tribunale, è stata analizzata l’ipotesi dell’allestimento di uno spazio tipo “tendostruttura” da realizzarsi all’interno del cortile del Palazzo di Giustizia di Reggio Emilia.

 Considerazioni in merito alla logistica e alla sicurezza necessarie a far svolgere al meglio questo importantissimo processo nella nostra città non competono a questo ente, e verranno rispettate le decisioni che verranno prese dagli organi deputati.

 Nondimeno sarebbe riduttivo inquadrare la questione in un’ottica che non tenesse conto di quanto fatto sin qui nel corso degli anni.

 L’impegno dell’Amministrazione comunale di Reggio Emilia a favore del Tribunale della città, gli atti concreti compiuti non da oggi affinché i tempi burocratici dei processi organizzativi dello Stato non influiscano negativamente sui locali, in cui la giustizia viene amministrata, l’esplicitazione della volontà che il processo denominato Aemilia si svolga a Reggio Emilia sono infatti parti diverse di una strategia che, sin dal 2002, vede il Comune in prima linea nell’anticipare risorse ingenti al ministero di Giustizia.

Per la cronaca in questi tredici anni, con dati aggiornati al 30 novembre 2015, l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia ha anticipato al Ministero oltre 17 milioni 982 mila euro fra Giudice di Pace e Uffici giudiziari con un elenco di spese che comprende le utenze (telefonia fissa e mobile, luce, acqua, riscaldamento, smaltimento rifiuti), lavori di manutenzione ordinaria, servizio di vigilanza, materiali di pulizia, fitti reali e figurativi. Rispetto a queste risorse il Ministero ha rimborsato all’Amministrazione 11 milioni 585 mila 685 euro.

Ne consegue che  le risorse anticipate dal Comune di Reggio Emilia per il Tribunale, e alla data odierna non ancora rimborsate dallo Stato, ammontano a oltre 6 milioni 397 mila euro”.

 

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