Processo Aemilia a Reggio: il ministero assicura “il più ampio supporto”, ma boccia la tensostruttura
Bini: non sia una scusa per spostarlo in altra città

14/12/2015 – Fumata “grigia” nel vertice romano per lo svolgimento del processo Aemilia nella sua sede naturale di Reggio Emilia. Il ministero ha assicurato il proprio impegno , ma non considera praticabile l’ipotesi della tensostruttura da allestire nel cortile del tribunale.

Come riferisce l’Ansa, il ministero della Giustizia è pronto a dare il “più ampio supporto” per verificare le ipotesi di celebrare la seconda fase del maxi processo Aemilia nella sede del tribunale territorialmente competente, Reggio Emilia, ipotesi “allo stato tuttavia ancora prive di sostanziale contenuto”. All’incontro con ivertici dell’amministrazione giudiziaria sono intervenuti il prefetto di Reggio Emilia Raffaele Ruberto, il sindaco Luca Vecchi e il presidente della Regione Stefano Bonaccini, che ha confermato la copertura delle spese per l’allestimento di uno spazio adeguato per lo svolgimento del maxi processo alla ndrangheta reggiana.

Tuttavia le ipotesi messe in campo (vale a dire la tensostruttura, su cui gli uffici del comune hanno consegnato un preventivo di 350 mila euro) vengono dichiarate “prive di sostanziale contenuto”. Ciò significa che se non sarà messa in campo una situazione praticabile, inevitabilmente il processo sarà spostato nell’aula bunker di Firenze. Il tempo stringe.

Sul problema è tornato a prendere posizione Enrico Bini, sindaco di Castelnovo Monti ed ex presidente antimafia della Camera di commercio: “Siamo d’accordo che i parametri di sicurezza per celebrare il processo Aemilia a Reggio debbano essere rispettati, ma questa non diventi una scusa per esportarlo in un’altra città: si spendano anche i nostri parlamentari, visto che ora la scelta spetta al Governo”.

“Mi sembra che il tema della sicurezza potrebbe essere superato se c’è la volontà di farlo – afferma Bini –  per cui prese di posizione che sostengono che tenere qui il dibattimento sia impossibile a mio parere sono premature e criticabili: ovviamente riuscire ad ottenere questo risultato presuppone un impegno, ma mi piacerebbe vedere che nessuno si tiri indietro. Il quadro attuale mi fa essere convinto che se c’è una forte volontà politica il processo potrà rimanere a Reggio. La Regione è disponibile a partecipare alla copertura delle spese necessarie per allestire e celebrarlo qui.

Ribadisco ancora che non riuscire a farlo sarebbe un pessimo segnale, una sconfitta della collettività perché necessariamente la comunità dovrà essere parte attiva di questo procedimento. Su questo auspico – conclude – che tutti i soggetti interessati, amministratori e politici reggiani a tutti i livelli, imprese, associazionismo di categoria, si esprimano fermamente per raggiungere un obiettivo fondamentale”.

 

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