Caso Manuel Negri: Flavio Tosi contro la Procura di Reggio. “Processare le idee
è da regimi autoritari”

23/12/2015 – “Affiggere dei manifesti con lo scotch e utilizzare sagome di cartone tricolori davanti alle sedi del Pd e della Caritas per esprimere il proprio dissenso nei confronti dello ius soli,  non è reato. Per di più non lo è se la persona accusata in modo stravagante di “minacce e sostegno morale” non ha neppure partecipato alla protesta. Dunque mi sento di esprimere vicinanza a Manuel Negri, ricordando che anche nel processo alle “Camicie verdi” erano finite sotto indagine e poi sotto accusa le idee, ma che dopo 18 lunghi anni la giustizia ha anche stabilito che queste non erano e non sono processabili”. 

Flavio Tosi

Flavio Tosi

 

Così il Sindaco di Verona e Segretario di Fare! Flavio Tosi a proposito delle accuse mosse al consigliere comunale di Reggiolo, che la procura di Reggio Emilia ha indagato per minacce gravi insieme a cinque appartenenti al Movimento Veneto Skinheads per le sagome di cartone e i finti manifesti da morto anti-immigrati, collocati nottetempo davanti alle sedi del Pd di Reggio e Correggio e alla sede reggiana della Caritas. Manuel Negri, consigliere comunale di Reggiolo, è il coordinatore provinciale del movimento di Tosi.

“Ognuno è libero di esprimere il proprio punto di vista, di condividere o non condividere, sempre nel rispetto delle persone e delle cose. La violenza, anche verbale, va condannata ma non processata, come fanno solo i regimi autoritari. E Manuel Negri non ha agito neppure  in tal senso, ha espresso provocatoriamente la sua opinione, null’altro. Mi auguro che la sua posizione, assieme a quella di chi, denunciato, non si è macchiato di nessun episodio violento o contro l’ordine pubblico, venga stralciata al più presto”.

In un’intervista  al Carlino Reggio, Negri ha affermato di “non aver partecipato materialmente all’azione di Reggio e Correggio”. E infatti, si è appreso che il sostituto Maria Rita Pantani lop ha indagato non per una partecipazione diretta , ma per “concorso morale in minacce gravi”.

Il caso, intanto approda in Parlamento con una interrogazione a firma del deputato Matteo Bragantini, ex Lega Nord passato al Gruppo Misto dopo l’espulsione di Tosi dal Carroccio. Su Facebook Bragantini ha scritto fra l’altro: “Ribadisco ancora una volta la mia totale condanna a ogni gesto di violenza, ma nel caso dei manifestanti del “Veneto Fronte Skinheads”, di violenza, nemmeno l’ombra…  I denunciati vevano manifestato contro “l’annientamento dell’identità italiana”, concetto sul quale ciascuno può pensarla come meglio crede, ma che certamente non è processabile”.

L’ON. BRAGANTINI: “SOLIDARIETA’ AI DENUNCIATI LE IDEE NON SI PROCESSANO”

“Le idee non si processano. Ognuno è libero di esprimere la propria opinione e di manifestare, ovviamente nel rispetto delle persone e delle cose. Per questo esprimo solidarietà ai sei appartenenti al “Veneto Fronte Skinheads” denunciati nei giorni scorsi dalle autorità per aver semplicemente affisso cartelli e sagome tricolori davanti a sedi del Pd e della Caritas di diversi comuni del Nord Italia…. I manifestanti denunciati, che hanno pure subìto perquisizioni nelle proprie abitazioni, avevano semplicemente espresso dissenso nei confronti dello ius soli, protestando contro il Governo. Avevano manifestato contro “l’annientamento dell’identità italiana”, concetto sul quale ciascuno può pensarla come meglio crede, ma che certamente non è processabile. Esprimo solidarietà anche perché ho vissuto per diciotto lunghi anni sulla mia pelle il processo alle “Camicie verdi”, conclusosi poi con l’assoluzione di tutti gli imputati. Ribadisco ancora una volta la mia totale condanna a ogni gesto di violenza, ma nel caso dei manifestanti del “Veneto Fronte Skinheads”, di violenza, nemmeno l’ombra”.

Matteo Bragantini, deputato (da Facebook).

A REGGIOLO NEGRI SOTTO ACCUSA IN CONSIGLIO COMUNALE. PER ZANONI (ANPI) LA SUA E’ “APOLOGIA DI FASCISMO”

Il primo consiglio comunale di Reggiolo dopo le feste discuterà degli atti e delle dichiarazioni del consigliere comunale di minoranza Manuel Negri. Ieri sera il sindaco Roberto Angeli ha immediatamente convocato il gruppo di maggioranza per un confronto su quanto accaduto, ma – assicura una nota dell’ufficio stampa del sindaco –  “la discussione non si fermerà perché il primo cittadino ha intenzione di convocare tutti i capigruppo per arrivare a una posizione unitaria sull’argomento”.

A Reggiolo ci sono state importanti urgenze da gestire, come quella del terremoto. Urgenze che hanno reso fondamentale la condivisione e la collaborazione di tutta la comunità. In un momento in cui bisognerebbe continuare ad essere coesi per affrontare le difficoltà che interessano tutti i cittadini, azioni e dichiarazioni come quelle di Negri agiscono in senso contrario e contro i principi democratici – afferma Angeli – Se tanto teneva a esprimere un’idea poteva farlo subito mettendoci la faccia, in consiglio comunale e in campagna elettorale”.

Anche il presidente dell’Anpi di Reggiolo, Ivan Zanoni, commenta le dichiarazioni rilasciate da Negri. “Atti e parole come quelle del consigliere di Ricostruiamo Reggiolo hanno il sapore dell’apologia del fascismo. Soprattutto mi chiedo se gli elettori fossero consapevoli, in campagna elettorale, del pensiero manifestato ieri da Negri con dichiarazioni pubbliche”.

FRATELLI D’ITALIA: “ALLIBITI DAL PROCESSO MEDIATICO CONTRO MANUEL NEGRI. IL PD SI OCCUPI DEI PROBLEMI VERI DI REGGIO”

“È con grande stupore che Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Reggio  Emilia ha assistito in questi giorni al processo mediatico che è stato  sollevato nei confronti di Manuel Negri, consigliere comunale di  Reggiolo, nonché coordinatore provinciale del movimento di Flavio Tosi”: così il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Alfredo Bizzocchi. “Senza entrare nel dettaglio degli accadimenti, che comunque assumono i  contorni di una goliardata e che non sembrano avere rilevanza penale di  alcun tipo – aggiunge Bizzocchi – non si può che rimanere allibiti di fronte a una levata di  scudi che appare essere puramente strumentale e finalizzata a deviare  l’attenzione dell’opinione pubblica  dalle ultime notizie di cronaca,  particolarmente imbarazzanti per l’amministrazione di sinistra.

In  un momento in cui sta emergendo in maniera chiara l’infiltrazione della  ndrangheta nel tessuto produttivo del nostro territorio, mentre  assistiamo al progressivo collasso del sistema cooperativo un tempo  portato ad esempio dalle amministrazioni locali, risulta sospetto e  fuori luogo il polverone alzato intorno a questa vicenda.

Oltremodo sgradevole appare inoltre il clima da processo sommario instaurato da  coloro che si riempiono la bocca di garantismo solo a seconda della  convenienza, dimenticandosi che solamente nei regimi totalitari (che a  parole condannano) le persone si processano per le loro idee.

Invitiamo quindi i vertici del PD Reggioano a non perdere tempo in una inutile caccia alle streghe e a concentrarsi sui problemi che affliggono la nostra città,  numerosi e crescenti, come testimoniato anche dalle recenti statistiche  del Sole 24 Ore che hanno sancito il crollo della nostra provincia in  termini di sicurezza e di qualità della vita”.

 

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