L’Etruria, la Leopolda e i dolori della bombastica Boschi

DI DARIO CASELLI

15/22/2015 – Dicono che alla presentazione del libro annuale di Bruno Vespa, dedicato alle donne di potere, la domanda più insidiosa per la Boschi sia stata, “qual è il tramonto che più l’ha commossa”.  Non sappiamo quale sia il tramonto che ha più commosso Madonna Boschi, la Merkel disegnata dal Botticelli, dice il Vespa, di certo sappiamo quale è il tramonto che la sta angustiando, quello della Popolare dell’Etruria.

Il ministro Maria Elena Boschi: "Una Merkel disegnata dal Botticelli"

Il ministro Maria Elena Boschi: “Una Merkel disegnata dal Botticelli”

La Banca ha sede ad Arezzo città della ministra, il padre era vice-presidente, il fratello dipendente, con qualche responsabilità, insomma non era un cassiere, li lavorava pure il padre di Lotti e quella era una delle banche che finanziarono il padre di Renzi.

Detto che la Boschi è il miglior ministro di un governo pieno di nani e ballerine, si sarebbe detto una volta, detto che non si deve dimettere, va detto che la questione non può passare sotto silenzio. Già con Mps avevamo visto che ci sono molti intoccabili, ma un piccolo conflitto di interessi esiste se la Boschi deve assentarsi dal consiglio quando si parla di riforma delle popolari o del decreto salva banche.

Pure alla Leopolda il suo ruolo di star è stato ridimensionato, sostituita da Ottavia Soncini, pupilla di Delrio eletta vice presidente del consiglio regionale dell’Emilia Romagna, dopo uno stage nella segreteria di un consigliere regionale.

Questo conferma l’opinione che è meglio frequentare le anticamere della politica, che le aule universitarie o i centri per l’impiego, anche dopo il job act. Conferma anche che i casting di belle ragazze da usare come presentatrici, non erano una prerogativa del centrodestra, che l’era delle Bindi è finita, il che può pure essere un bene, visto che ormai l’immagine è tutto, in tv vanno solo belle ragazze. Però come per la storytelling renziana, non tutto va bene e non tutte le donne sono giovani, belle ed eleganti.

Questi alla Leopolda aspettano il futuro, senza sapere che è già arrivato, come sa chi frequenta il mondo e non solo palazzo Chigi e che bisogna decidere oggi per ciò che accadrà tra dieci anni. Ford ha deciso di investire 4,5 miliardi nell’auto elettrica è uno dei mille segni che il futuro è qui e che il treno ha già passato anche la stazione Leopolda, che le nuove tecnologie e le aziende internet creeranno un popolo di giovani che, se non opportunamente specializzati, non vedranno mai un posto di lavoro.

Alla Leopolda è andato in onda un film vecchio, con idee superate. E non basta dire che sono nuove rispetto ad un passato giurassico. Altro che spezzeremo le reni alla Germania, il mondo corre e noi barcolliamo e barcolliamo sulle gambe di una old economy sempre più in crisi, assenti come siamo dalle nuove frontiere. Per quanto riguarda le angosce di Maria Elena, ci permetta la confidenza, siamo solo all’inizio: la bomba delle sofferenze bancarie andava disinnescata prima, ora bisogna sperare non arrivi una nuova recessione a ricordarci che non esistono pasti gratis per nessuno.

 

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4 risposte a L’Etruria, la Leopolda e i dolori della bombastica Boschi

  1. mario Rispondi

    16/12/2015 alle 08:37

    Perchè non parliamo del decreto( urgente) di Novembre che non permette le azioni di responsabilità contro gli amministratori ( leggi Boschi)da parte dei danneggiati( soci e depositanti) alle banche in dissesto (leggi Etruria)? Mentre invece in qualsiasi società, anche piccola, ciò è nornmale ?

    • Pierluigi Rispondi

      16/12/2015 alle 08:47

      Condivido. Il conflitto d’interessi c’è ed è pesante. Tuttavia il decreto salva Etruria & C. mi sembrava inevitabile (si fece così negli anni 90 per Sicilcassa), anche se mi chiedo perchè Bankitalia debba uscire sempre indenne da questi disastri, visto che è sua la responsabilità della vigilanza su un settore dove, sino a quando non cambierà la legge bancaria, è il risparmio il primo soggetto da tutelare.

  2. Ivaldo Casali Rispondi

    16/12/2015 alle 11:36

    L’intervento preciso di Caselli mi permette di rammentare che la Costituzione Italiana (art.47)dice di voler difendere il risparmio ma, ancora una volta, è l’Europa dei banchieri che prevale con l’avvallo dell’abusivo Governo degli amici.
    In questo contesto di scandali all’infinito voglio riportare la recente dichiarazione “buonista” del Presidente Mattarella: “Un sistema bancario efficiente, stabile, inclusivo su cui, nel nostro Paese, si esercita la preziosa e fondamentale azione di vigilanza della Banca d’Italia “rappresenta” una componente essenziale per lo sviluppo sostenibile dei nostri Paesi e dell’Unione Europea nel suo insieme”!!!.

  3. Mario Rispondi

    16/12/2015 alle 12:13

    Caro Direttore, con un’abilità unica , nel DLG: 16 novembre 2015 n. 180 , composto da una valanga di articoli che pochi leggono, all’art. 35 risulta scritto che ” L’esercizio dell’azione sociale di responsabilità e di quella dei creditori sociali contro i membri degli organi amministrativi e di controllo ed il direttore generale, dell’azione contro il soggetto incaricato della revisione legale, ecc.ecc. spett ai commissari speciali sentito il comitato di sorveglianza, previa autorizzazione della Banca d’Italia. In mancanza di loro nomina, l’esercizio dell’azione spetta al soggetto a tal fine designato dalla Banca d’Italia.”
    Credo che tale articolo si commenti da sè.

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