Le banche in rosso delle zone rosse (e il gioco delle tre carte)

DI DARIO CASELLI

10/12/2015 – Sarà stato il caso, con quei suoi bizzarri “scherzi del destino”, ma non si può non notare che le banche salvate per decreto dal Governo, avevano la sede in zone tradizionalmente rosse. Toscana, Emilia, Marche, se poi ricordiamo il Monte dei Paschi, in via di ripresa, ma che resta uno scandalo mai chiarito, compreso il suicidio del suo dirigente Davide Rossi, lo scherzo diventa pesante.
Il buco c’è, l’indagine pure, ma qui si fermano le notizie. In Italia intercettano anche i gatti, ma a Siena, niente. Insomma, caso o no, dove la presa politica è più forte, le banche hanno problemi. Sì, perché le banche in questione erano ex Casse di Risparmio, controllate da Fondazioni bancarie, controllate dalla politica e dai poteri locali, comprese le Curie, che, visto come gestiscono i loro soldi, non sono una garanzia e in quelle zone il potere è il PD, con appunto piccole o grandi consorterie.
L’unica popolare, l’Etruria, aveva come Presidente un dirigente cooperativo del Pd, come vice il padre della ministra Boschi e come funzionario il padre del Sottosegretario a Palazzo Chigi, Lotti. Premesso che le eventuali colpe dei padri non devono ricadere sui figli, il dubbio che la politica abbia un ruolo, viene.
Per ora abbiamo il buco: azionisti perdita totale, obbligazionisti subordinati, tra tutti, 700 milioni. Quattro miliardi di euro messi dalle altre banche, che dovranno farli uscire dal bilancio, cioè dalle tasche di clienti e risparmiatori, speriamo di avere un’indagine, ma dubito avremo intercettazioni. Perché nel rosso politico e bancario, spicca
la discrezione delle indagini, che dovrebbero essere sempre così, ma chissà perché, lo sono solo lì. Perdonate il gioco di parole. Ora, punto sul vivo, il governo rosso, si fa per dire, che dispensa bonus in rosso, è lo stile della casa, promette un decreto per salvare gli obbligazionisti, ma non potendo usare denaro pubblico, troverà il modo di fare il gioco delle tre carte: spostare il rosso da qualche altra parte, come Garibaldi spostava da una parte all’altra le stesse camicie rosse. Ora sistemate, Banca Marche, Pop Etruria, Cariferrara e le due abruzzesi Carichieti e Tercass , non illudiamoci che sia finita, perché non è sempre valido il motto “rosso di sera, bel tempo si spera”. Al fine di evitare l’accusa di leghismo, citerò anche le due popolari venete, Vicenza e Veneto Banca, verranno salvate da un aumento consistente di capitale, cioè tosando, anzi, rapando gli azionisti. Il buco c’è, le indagini sono partite e chissà perché, credo ne sentiremo parlare un po’ di più, forse perchè più grandi, ma non certo più di Mps.

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