L’assalto dei maiali olandesi: allarme per le produzioni reggiane
Voto unanime su odg di Forza Italia

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani

18/12/2015 – Fra i tanti attacchi subiti dal settore agroalimentare reggiano, si aggiunge l’assalto dei maiali importati dall’Olanda e che “miracolosamente” assumono la cittadinanza italiana nel giro di una notte, per essere trasformati così in prosciutti Dop. La storia non è nuova: negli anni Novanta un’inchiesta partita da Genova scoprì che il mercato di Modena era letteralmente in mano ai camorristi, che controllavano il traffico di suini dall’Olanda. Il problema però è esploso nell’ultimo anno con un import esagerato dai Paesi Bassi: +26,5% di maialini e ben 63 milioni di cosce suine che, come le pietre magiche di Vanna Marchi, diventano d’incanto prosciutti italiani.

Una questione che mette in pericolo la suinicultura reggiana  (la più importante e anche la migliore per qualità del Paese) e i nostri salumi Dop,  e di cui si è fatto portavoce in Provincia il gruppo di Terre Reggiane con un ordine del giorno di Giuseppe Pagliani e di Daniele Erbanni, approvato all’unanimità dal consiglio di palazzo Allende.

Il documento, denunciando la situazione del mercato,  impegna il presidente Manghi e il consiglio tutto a “intervenire presso il Ministro delle Politiche agricole ed il Presidente della Regione Emilia Romagna al fine di ottenere misure strutturali e permanenti in Europa volte a sostenere gli allevatori italiani, reggiani ed emiliano romagnoli , valorizzando la produzione suinicola italiana e locale vocata alla produzione di salumi Dop”.

Nella stessa seduta, approvato all’unanimità anche un altro documento di Pagliani per la difesa delle carni italiane dopo l’allarme suscitato dai dati dell’Organizzazione mondiale della sanità.

Il capogruppo azzurro ha dichiarato la propria “immensa soddisfazione” per il voto favorevole  sui due ordini del giorno. “La tutela dei prodotti agroalimentari reggiani e italiani è alla base della mia azione politica e lo sarà anche negli anni a venire – assicura Pagliani – considerato che il settore è di fondamentale importanza per la presenza del Paese a livello globale, e soprattutto per il futuro della nostra economia locale che, dal parmigiano reggiano al prosciutto crudo sino al lambrusco, svolge un ruolo strategico nell’agroalimentare italiano”.

L’ODG SUI MAIALI OLANDESI

 GRUPPO CONSILIARE TERRE REGGIANE

ORDINE DEL GIORNO

 Al Presidente della Provincia Dott. Manghi

Considerato che:

nel 2014 è aumentato del 26,5% anche l’import di maialini che provengono soprattutto da Danimarca ed Olanda allo scopo di ottenere prosciutti da “spacciare” come made in Italy.

Tenuto conto che:

in Italia sempre nell’anno 2014 sono state importate ben 62,3 milioni di cosce di maiali destinate ad essere stagionate o cotte per essere servite come prosciutto o speak italiano, a fronte di una produzione nazionale di 23 milioni così come risulta dai dati forniti da Coldiretti.

Dato che:

gli allevatori mettono inoltre sotto accusa anche gli insostenibili squilibri nella distribuzione dei guadagni lungo la catena produttiva: per ogni 100 euro spesi dai cittadini in salumi ben 46 euro restano in tasca alla distribuzione commerciale, 24,5 al trasformatore industriale, 11,5 al macellatore e solo 18 euro all’allevatore

Considerato inoltre che:

che Reggio Emilia e la sua provincia sono da sempre “patria” dell’allevamento suinicolo e della produzione di salumi tipici

 SI IMPEGNA IL PRESIDENTE MANGHI E IL CONSIGLIO PROVINCIALE:

a intervenire presso il Ministro delle Politiche agricole ed il Presidente della Regione Emilia Romagna al fine di ottenere misure strutturali e permanenti in Europa volte a sostenere gli allevatori italiani, reggiani ed emiliano romagnoli valorizzando la produzione suinicola italiana e locale vocata alla produzione di salumi Dop

GIUSEPPE PAGLIANI Capogruppo Terre Reggiane – Forza Italia, DANIELE ERBANNI consigliere.

L’ODG SULLE CARNI MADE IN ITALY

 GRUPPO CONSILIARE TERRE REGGIANE

ORDINE DEL GIORNO

 Al Presidente della Provincia

Premesso che:

da sempre le carni made in Italy sono sane, perché magre, non trattate con ormoni ed ottenute anche nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione DOC che assicurano il benessere e la qualità dell’alimentazione degli animali così come affermato da Coldiretti nei giorni scorsi.

Dato che:

come sottolineato dal rapporto Oms, che punta il dito sull’eccessivo consumo di carni rosse considerate potenzialmente cancerogene, è stato eseguito su scala globale su abitudini alimentari molto diverse come quelle statunitensi, popolazione che consuma il 60% di carne in più degli italiani.

Il consumo di carne pro capita annuo in Italia  è nettamente inferiore anche di paesi quali Australia , Germania e  Francia.

Considerato che ;

nel rapporto OMS non  si tiene conto che gli animali allevati in Italia sono alimentati con alimenti tracciabili e certificati,  occorre infatti sottolineare che i cibi sotto accusa sono alimenti come hot dog, bacon ed affumicati che non fanno parte della tradizione alimentare e produttiva  italiana e reggiana in particolare.

E’ inoltre opportuno considerare che dal punto di vista qualitativo la carne italiana è  meno grassa e la trasformazione in salumi , attività d’eccellenza della nostra provincia , avviene solo con il sale senza l’uso dell’affumicatura messa sotto accusa dall’Oms e molto di frequente anche senza l’utilizzo di conservanti.

Tenuto conto che:

da sempre Reggio Emilia e la sua provincia sono sede di numerosi allevamenti bovini e suini e che nel comune di Reggio Emilia ha sede una delle più importanti strutture di macellazione della Regione Emilia Romagna (Unipeg)

Si Impegna il consiglio provinciale di Reggio Emilia a:

tutelare in ogni sede, rimarcandone la genuinità e la salubrità  della carne e dei salumi reggiani, scongiurando un’ assurda ed ingiustificata psicosi collettiva,  pericoloso presagio ad un crollo dei consumi capace di mettere a repentaglio la sopravvivenza di centinaia di aziende e allevatori locali con gravi ripercussioni su un comparto produttivo che impiega  migliaia di posti di lavoro. Giuseppe Pagliani Capogruppo Terre Reggiane

 

 

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