Eurocup da infarto, Grissin Bon batte il Ludwigsburg
all’ultimo secondo con una prodezza di Kaukenas: 69-68

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3/12/2015 – I biancorossi hanno superato il forte team tedesco a 3″ dal termine grazie a Kaukenas che ha segnato il canestro decisivo. Partita avvincente e intrisa di grande agonismo e fisicità. Gli uomini di Menetti hanno risposto colpo su colpo agli avversari che hanno dominato ai rimbalzi ma hanno sprecato molto sotto i tabelloni. Break della Grissin Bon avanti 66-58 a 3′ dalla fine, il Ludwigsburg ha recuperato e sorpassato i grissini 67-68 a 3″ dalla sirena, poi la prodezza decisiva di Rimantas.

Kaukenas infila il canestro della vittoria a 3" dalla fine

Kaukenas infila il canestro della vittoria a 3″ dalla fine

Cronaca del match e commento – (Carlo Codazzi) – La Reggiana ha imparato a soffrire e dopo il poker di sconfitte consecutive ecco servito il poker di vittorie in serie. Evidentemente, i richiami di Dalla Salda e Frosini, oltre a quelli di coach Menetti, sono serviti ai grissini che hanno reagito alla grande, dimostrando di aver ritrovato la grinta e il carattere dei gioni migliori, sbarazzandosi in successione di Trento, Alba Berlino, Pistoia e Ludwigsburg. Vittorie importanti, di grande significato perché Trento, al momento dell’incrocio con la Grissin Bon, era seconda in classifica, l’Alba era in testa alla Bundesliga, Pistoia era capolista in campionato e Ludwigsburg si è presentata, a sua volta, al PalaBigi da capoclassifica della massima serie tedesca e del girone B di Eurocup appaiata a Gran Canaria.

Gli esami, però, non finiscono mai e già domenica la Reggiana è chiamata ad affrontare al PalaBigi la corazzata EA7 Armani Milano, ora in testa alla serie A, e mercoledì prossimo è attesa alla trasferta decisiva di Eurocup a Le Mans. Nuove, importanti, sfide per i biancorossi che dovranno dare fondo alle proprie energie fisiche e nervose per proseguire nella serie positiva e per continuare a sognare una stagione ricca di soddisfazioni e, magari, di trofei da aggiungere in bacheca all’Eurochallenge 2014 e alla Supercoppa Italiana vinta un paio di mesi fa.

Nuove battaglie all’orizzonte, dunque, dopo quella vinta contro l’Mhp Riesen Ludwigsburg allenata da coach John Patrick. Parlare di battaglia è appropriato perché la squadra tedesca ha giocato con un’intensità straordinaria sia in difesa che in fase offensiva conquistando rimbalzi su rimbalzi (alla fine 45 totali per l’Mhp contro i 27 di Reggio, 16-3 i rimbalzi d’attacco per i tedeschi) preziosi per le rigiocate in attacco, fortunatamente, spesso gettate alle ortiche dagli uomini di Patrick. I grissini non sono stati a guardare e si sono fatti rispettare come dimostrano i 21 falli commessi, solo 2 in meno dei super grintosi avversari. Difesa a zona mista anche per la Grissin Bon che ha cercato di più la conclusione dall’arco (28 tiri da 3 col 32%, 19 per l’Mhp, però col 42% di realizzazione) ed è riuscita a colpire in veloci transizioni concesse dal Ludwigsburg sfruttando gli errori tedeschi nelle seconde palle.

La Grissin Bon festeggia sotto la curva degli ultras biancorossi

La Grissin Bon festeggia sotto la curva degli ultras biancorossi

La mossa tattica chiave della partita è stata, come accaduto contro l’Alba Berlino, l’accoppiata Lavrinovic-Veremeenko schierata in contemporanea da Menetti dopo 2’ della 4^ frazione sul 53 pari. Si è riempita l’area biancorossa e per l’Mhp la conclusione da sotto e la palla dentro si sono fatte difficili, di contro la Reggiana ha potuto variare il gioco offensivo acquistando centimetri e peso sotto la plancia. Con l’attacco al ferro complicato per entrambe le formazioni si è cercato spesso la tripla. Reggio ha infilato 3 bombe su 5 tentativi nell’ultimo quarto, mentre gli ospiti ne hanno messe a segno 3 su 7. Delle tre triple infilate dai biancorossi quella insaccata da Della Valle, a 3’21” dalla sirena finale, ha assunto i connotati della sentenza perché aveva spinto la Reggiana al massimo vantaggio +8 (66-58). Ma come diceva un grande coach del calcio, Giovanni Trapattoni, “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” e, infatti, il micio tedesco ha sfoderato gli artigli ed è risalito al 66 pari, a 31” dalla sirena,  complici due possessi persi dalla Reggiana, con una tripla dall’arco di Huff. Tensione alle stelle e 5° fallo di Cotton che ha mandato in lunetta Kaukenas, autentico trascinatore dei biancorossi. L’asso lituano, però, dopo aver infilato il 1° libero ha fallito il 2° concedendo agli avversari di giocare la palla a 15″ dalla fine con 1 solo punto da rimontare (67-66). Veremeenko ha commesso fallo su Trice servito per una palla sotto (visto il metro arbitrale fino a quel momento, il fallo ci è parso discutibile) e in lunetta la guardia americana con 2/2 ha confezionato il sorpasso germanico (67-68) con il tabellone che segnava 3”40 da giocare. Immediato il time out di Menetti che ha permesso, così, ai suoi di giocare la rimessa nella metà campo ospite. Alla ripresa ad effettuare la rimessa è andato Della Valle. L’azione si è sviluppata perfettamente con Rimas pescato solitario da Amedeo, sulla media distanza tutto spostato a destra, perfetta conclusione in sospensione del lituano e pallone nel cesto sotto sguardo e mani di Veremeenko pronto all’eventuale correzione. Controsorpasso definitivo per il 69-68 della Grissin Bon. Grande festa biancorossa sugli spalti e in campo, ma anche forti proteste di coach Patrick che, a suo dire, aveva chiesto il time out per giocarsi al massimo l’ultima carta (leggi ultimo tiro) nel secondo di gioco che restava dopo il canestro di Kaukenas.

Nella conferenza stampa del dopo match questo è stato l’argomento principale delle dichiarazioni del coach statunitense che ha anche annunciato il ricorso che verrà presentato dal Ludwuigsburg riguardo il time out non concesso. Un finale mozzafiato che si è trasformato in un thrilling tinto di giallo. Come andrà a finire? Verrà scoperto il colpevole (leggi ufficiale di gara)? Noi pensiamo che il tutto finirà archiviato in un bel cassetto e che la vittoria biancorossa resterà scritta nei registri dell’Eurocup.

Nonostante il successo la Grissin Bon non ha ancora conquistato il pass per il 2° turno di Eurocup a testimonianza della forza delle formazioni inserite nel girone B della competizione e dell’equilibrio che  regna tra loro. Per passare alla “Last32” la Reggiana dovrà vincere 1 match dei 2 restanti, oppure perdere con uno scarto inferiore agli 11 p. a Le Mans (all’andata, al PalaBigi, successo della Grissin Bon sui francesi 93-82). Qualificazione ancora non agguantata matematicamente, ma seriamente alla portata dei biancorossi. Tocchiamo ferro…

TABELLINO

GRISSIN BON REGGIO EMILIA – MHP RIESEN LUDWIGSBURG:     69-68

Parziali:           15-10;  13-19;    20-20;   21-19

Progressivi:    15-10;   28-29;    48-49;   69-68 

GRISSIN BON REGGIO EMILIA: Aradori 12, Della Valle 13, De Nicolao 3, Veremeenko 1 , Silins 2, Polonara 9, Lavrinovic  14  Strautins, Kaukenas 15, Gentile,. N.E   Pechacek. Alleatore  Massimiliano Menetti.

MHP RIESEN LUDWIGSBURG: Munoz,  O’Neale  9, Shakur  12, Cotton  12, Brockman 10, Huff  11, Trice 7 Waleskowski, Boone 5, Loesing  2. N.E: McNaughton. Allenatore: John Patrick

NOTE:  TIRI DA 2: GRISSIN BON 13/25 (52%)  MHP RIESEN 14/42 (33%) TIRI DA 3: GRISSIN BON 9/28  (32%)  MHP RIESEN 8/19 (42%); TIRI LIBERI: GRISSIN BON  16/18 (89%); MHP RIESEN 16/18 (89%) RIMBALZI: GRISSIN BON DIF 24, OFF. 3; MHP RIESEN DIF. 29, OFF. 16.

Arbitri: Perez Perez ,Miguel (Esp); Geller Renaud (Bel), Ciulin Marius (Rom).

DICHIARAZIONI POST MATCH

da sin: John Patrick, Filippo Barozzi (team manager Grissin Bon e traduttore) e Jason Boone

da sin: John Patrick, Filippo Barozzi (team manager Grissin Bon e traduttore) e Jason Boone

John Patrick, coach di Ludwigsburg , non si dava pace: “ E’ stata una grande partita di basket, una bella battaglia, ma a 1″ dalla fine ho chiesto il time out che incredibilmente non ci è stato assegnato –  ha accusato il coach ospite –. L’ufficiale di gara non ci ha concesso l’ultimo tiro e l’ultima possibilità di vincere la partita, una possibilità che meritavamo e dovevamo avere. Faccio, comunque, i complimenti alla Grissin Bon e alla mia squadra per la grande fisicità che hanno messo in campo e per l’atmosfera che hanno creato all’interno del palasport”. Patrick proprio non ha mandato giù la vicenda del time out mancato dell’ultimo secondo: “ Sono andato al tavolo – ha detto  inoltrandosi nella spiegazione dell’accaduto – assieme al mio assistente a chiedere il time out. L’ufficiale ci ha visto, ha aperto le braccia e ha lasciato giocare. Forse, ha pensato che avessimo esaurito la possibilità di chiedere il time out. Meritavamo quest’ultima opportunità e quest’ultimo tiro. Questo fatto mi lascia l’amaro in bocca dopo  una bella gara. Sono davvero amareggiato perché cose simili non devono accadere. Qui non siamo in 3^ serie, ma siamo in Eurocup ed è inammissibile che succedano cose del genere. “  Il coach dell’MHP ha rimarcato anche gli elogi verso la Grissin Bon: “Reggio  è una squadra di grande talento  – l’elogio ai vincitori di Patrick -, ben allenata , ben organizzata e  ha tanti campioni. Conosciamo bene Kaukenas perché ha giocato in Bundesliga, fortissimo, e ho ammirato tra i biancorossi Della Valle che ci ha massacrati “da fuori”. La Grissin Bon ha dimostrato di avere grande equilibrio, una forte difesa, tante soluzioni in attacco e per questi motivi è difficile da battere ed è difficile preparare una gara contro di lei. Noi siamo primi in Bundesliga , Reggio 2^ in serie A, ciò significa che erano di fronte due grandi squadre che non potevano che dare luogo ad una bella gara”.

John Patrick, coach Mhp Riesen

John Patrick, coach Mhp Riesen

Il coach ha concluso spiegando i motivi della sconfitta della sua squadra: “La Grissin Bon ci ha messo in difficoltà tra 6’ e i 3’ dalla fine della partita schierando i due centri in contemporanea.  Avevamo dei lunghi che pensavamo potessero riuscire a contrastarli, ma ci sono riusciti solo parzialmente. I biancorossi, nel finale, sono stati abili a mandarci in bonus e sono stati bravi a segnare da 3 dall’angolo. La Grissin Bon ha davvero tante frecce al suo arco”. Quando il coach si è alzato per lasciare la sala stampa gli è stato chiesto, in extremis, se il suo club avrebbe presentato ricorso per il time out non concesso nell’ultimo secondo di match: “ Of course,  sure – ha risposto deciso –. Dobbiamo farlo anche se è un peccato perché è stata una bellissima partita. Cercheremo di scrivere – ha aggiunto  – alla FIBA perché un fatto simile non possa più ripetersi.”

Jason Boone, centro statunitense dell'Mhp Riesen

Jason Boone, centro statunitense dell’Mhp Riesen

Anche Jason Boone ha speso belle parole per la squadra biancorossa : “Reggio Emilia è una squadra forte, ostica  – ha affermato il colored  statunitense –  e bisogna affrontarla con grande attenzione e concentrazione per tutti i 40’. Non si può venire qui a Reggio Emilia e giocare 35’ perché si perde sicuramente. Ci è mancata un po’ di attenzione in più per tutto l’arco della gara, ma ci siamo come squadra e possiamo fare bene in questa stagione.”  Il rammarico per la sconfitta arrivata all’ultimo respiro ha fatto capolino anche  nel pivot dell’MHP: “Abbiamo preso tanti rimbalzi offensivi  perché abbiamo dei lunghi “duri” e mobili, ma nelle seconde palle abbiamo commesso troppi errori consentendo a Reggio di ripartire in contropiede. Con questo fattore , in modo particolare, si spiega la nostra sconfitta. Rivedremo questa gara in video per analizzare quei  6/7 errori decisivi che ci hanno fatto perdere”.

Patrick, Barozzi e Boone

Patrick, Barozzi e Boone

Usciti gli sconfitti è stato il turno del vittorioso condottiero biancorosso, Massimiliano Menetti: “ Abbiamo ottenuto una vittoria meritata e importantissima – ha attaccato il coach – nonostante sui ragazzi ci fosse  una grande pressione che si sono creati da soli per due motivi : il primo è che temevano di subire molto sotto i tabelloni come è accaduto a Berlino con l’Alba, il secondo è che volevano assolutamente qualificarsi al turno successivo. Abbiamo vinto nonostante non fossimo brillanti questa sera perché la squadra ha speso tanto dal punto di vista fisico e nervoso nel match di domenica scorsa contro Pistoia. Abbiamo battuto un grande avversario, affrontato 45  giorni fa, che si è confermato squadra di una fisicità tremenda . Infatti, ho 4/5 giocatori “rotti” nello spogliatoio. E’ stata una partita bellissima di grande intensità, purtroppo, però, ci sarà ancora da soffrire perché manca ancora una vittoria per raggiungere la qualificazione che dovremo cercare di ottenere a Le Mans”.

Massimiliano Menetti, coach Grissin Bon

Massimiliano Menetti, coach Grissin Bon

Il coach ha rassicurato riguardo ai giocatori biancorossi “rotti”: “Ho usato il termine rotti, ma volevo intendere “ammaccati”  – ha precisato  sorridendo -. Non ci sono infortuni seri e credo che Polonara e Veremeenko, i più acciaccati, dovrebbero recuperare per domenica. Achille si è “scavigliato”, Vladimir Ha accusato un grosso pestone a un piede. Lavrinovic perdeva sangue dal naso, ma è un fatto “normale” dopo una gara come questa”. La chiave tattica del match è stata la mossa del doppio pivot in campo nell’infuocato finale: “ L’accoppiata Lavrinovic- Veremeenko  è stata una mossa azzeccata – ha annuito – perché abbiamo difeso bene l’area prendendoci dei vantaggi maggiori anche con le guardie. La mossa decisiva, però, è stata l’azione che ha portato al canestro decisivo di Rimas. Devo complimentarmi con i ragazzi che hanno messo in atto, nell’ultimo possesso, in modo perfetto  quello che gli avevo chiesto di fare. Non era facile liberare un tiratore a 3 secondi dalla fine e se Kaukenas avesse preso il ferro c’era Vereemenko pronto per il tapin”.

Max Menetti spiega la chiave tattica del match

Max Menetti spiega la chiave tattica del match

Menetti ha replicato così alle critiche per gli 8 punti di vantaggio sprecati dalla Grissin Bon nel finale: “In una gara giocata sempre in equilibrio tra due forti squadre se si sale a +8 a 3’dalla fine bisogna mettere in conto che gli avversari possono rimontare un possesso e avvicinarti a 3 punti. Quello che non ci sta sono i 2 errori gravi che abbiamo commesso a parte il libero sbagliato da Kaukenas: abbiamo perso una palla subendo la tripla di Huff, poi  abbiamo gestito male il possesso commettendo un fallo con Lavrinovic, sul +5, lontano dall’area. Non dovevamo fare questi errori. Siamo stati leggeri in difesa a tratti? L’Mhp ha conquistato 16 rimbalzi offensivi, ma loro sotto i 10 rimbalzi in attacco non ci vanno mai – ha chiosato – perché mettono un’aggressività particolare nell’attaccare i rimbalzi. All’andata, sotto i  tabelloni, Brockman  e Boone fecero fatica perché gli arbitri non gli consentirono quel tipo di gioco. Noi abbiamo concesso 3 rimbalzi in più rispetto a quella gara e abbiamo rischiato di pagarli. Nonostante l’alternanza di tre sistemi difensivi abbiamo concesso più rimbalzi e su questo aspetto dovremo migliorarci.” In chiusura gli è stato fatto presente che l’MHP intende presentare ricorso per la vicenda del time out: “ Che lo facciano pure  – la risposta  secca – e si accomodino”.

GLI ALTRI RISULTATI DEL GIRONE B:

ALBA BERLINO – LE MANS SARTHE BASKET      80-86

ENEL BASKET BRINDISI – HERBALIFE GRAN CANARIA 71-88

CLASSIFICA GIRONE B DI EUROCUP

HERBALIFE GRAN CANARIA LAS PALMAS 12 P.–GRISSIN BON RE  E MHP RIESEN LUDWIGSBURG 10 P.–ALBA BERLINO 8 P. – LE MANS SARTHE 6 P. – ENEL BASKET BRINDISI 2 P.

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