Una rete jihadista a Reggio? Giovane convertito all’Islam indagato per terrorismo internazionale
Si fa chiamare “la spada di Allah”, farebbe parte delle Brigate al Nusra

6/12/2015 – Il reggiano Luca Aleotti, 31 anni, convertito all’Islam, è indagato dalla procura di Bologna per terrorismo internazionale.

Un selfie di Saif Allah (Luca Aleotti)

Un selfie di Saif Allah (Luca Aleotti)

Ora si fa chiamare Saif-Allah (La spada di Allah) ed è ritenuto inserito o vicino “a un’associazione terroristica denominata Jabat Al Nusra”, ossia le Brigate Al Nusra di affiliate ad Al Qaeda, “che si proponeva il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo”. Al Nusra attualmente combatte per rovesciare il regime di Assad in Siria e imporre uno stato islamico: una corrente interna vorrebbe staccarsi da al Qaeda.

La casa di Luca Aleotti, che vive a Reggio con la madre originaria del Marocco, è stato perquisita in agosto dalla Digos di Reggio Emilia, che ha sequestrato del “materiale” non meglio specificato. La perquisizione è avvenuta a seguito dell’arresto (in luglio) di Jalal El Hanaoui, finito in manette in provincia di Pisa il 6 luglio per “propaganda e istigazione alla guerra santa”.

Queste notizie su Aleotti sono venute a galla solo in questi giorni, quando lui stesso, nella giornata di venerdì, ha scritto su Facebook ha rivelato la perquisizione rispondendo al tunisino Eslameddine Hafaiedh che a sua volta aveva postato l’ordinanza relativa alla perquisizione effettuata a casa sua dalla Digos di Genova, con esito negativo. Ebbene, Aleotti gli raccomanda “di non aver paura… da me sono venuti in 20 armati fino al collo… Tuttavia li devo ringraziare…. sì perché mi hanno aiutato a capire da che parte devo stare Al hamdulillah». E per confermare le sue affermazioni, ha postato l’ordinanza firmata a suo carico dal Pm di Bologna Antonella Scandellari, salvo toglierla poche ore più tardi.

Ilpalazzo dove viva Luca Aleotti

Il palazzo dove vive Luca Aleotti

Il caso è esploso con un articolo del “Giornale” in cui Fausto Biloslavo ha rivelato i contenuti deliranti   della pagina facebook di Aleotti-Saif Allah. Sul profilo campeggia tuttora la bandiera nera delle Brigate al Nusra, e nei post si manifesta disprezzo per i musulmani che condannano le stragi di Parigi, si promettono punizioni ai miscredenti e ci si chiede: “Ma quando uccidono Berlusconi?”. Il tutto condito con lunghe citazioni del Corano. La Spada di Allah inoltre ha definito Daniela Santanchè e i leghisti “kuffar maledetti“, vale a dire miscredenti negatori di Dio ai quali va mozzata la testa.  Però tutto questo da questa mattina è scomparso dalla pagina Fb, che appare ripulita, probabilmente su consiglio di qualcuno che considera Aleotti già sin troppo nei guai.  L’avvocato Nicola Gualdi assicura che l’uomo “è completamente estraneo a quanto gli viene contestato”. Del resto Aleotti era stato arrestato nel luglio  2014 per aver reagito con violenza nei confronti dei poliziotti che lo avevano recuperato dal canale che costeggia via del Chionso, a poca distanza dal palazzo dove vive con la madre.

Resta il fatto che ancora una volta Reggio Emilia entra in un’indagine relativa a una rete della Jihad in Italia.

La perquisizione in casa di Luca Aleotti era stata ordinata «poiché vi è fondato motivo di ritenere che nei locali della sopraindicata persona sottoposta ad indagini, nonchè all’interno di sistemi informatici o telematici a lui accessibili, possano rinvenirsi armi, esplosivi o parti di essi, munizioni, materiale cartaceo, telefoni cellulari, dati e informazioni e quant’altro riconducibile al reato per cui si procede».

“L’attenzione su Aleotti sarebbe partita – scrive Biloslavo – dal libro del giornale.it, di Matteo Carnieletto e Andrea Indini, che in giugno citava Luca Guerra, come pericoloso convertito sul web fondatore della pagina «Musulmani d’Italia». Ma il suo vero cognome è Aleotti. Non saranno ancora state trovate prove inconfutabili, ma appare incredibile che la «spada di Allah» continui a usare la bandiera di Al Nusra, costola di al Qaida in Siria, come copertina della sua pagina Facebook. Oppure che il 2 dicembre, quando il fondatore di Forza Italia aveva appena lanciato la proposta di una grande coalizione contro il terrorismo, Aleotti abbia postato su Facebook «Ma quando muore Berlusconi?».

La bandiera delle Brigate al Nusra postata da Luca Aleotti

La bandiera delle Brigate al Nusra postata da Luca Aleotti

E fra i contatti di Aleotti – spiega ancora Biloslavo – “spicca Qatip Sulejmani, che nel dicembre 2014 inneggiava a Bilal Bosnic, l’imam condannato a Sarajevo a sette anni di carcere per aver arruolato mujaheddin per la Siria anche in Italia e altri reclutatori in carcere in Albania. E subito dopo postava il simbolo del Califfato con il dito indice rivolto verso Allah”.

Da notare che ieri Aleotti aveva postato una pagina di giornale del ventennio col titolone “A Mussolini la spada dei Mussulmani”, che un commento sarcastico nei confronti dei “fascisti” che “non sanno nemmeno cosa vuol dire”. Un attacco evidente, pur senza citarli, agli esponenti della destra reggiana che sabato hanno dato vita a un presidio in centro in soldiarietà con la Russia di Putin, la Francia e la Siria.

 

 

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *