Il Pd, contro tutti, si “beve” l’acqua pubblica e affonda la mozione del comitato
Una società mista comuni-Iren per la gestione del ciclo idrico

15/12/2015 – E’ finita secondo copione: ieri sera  il Pd ha affondato definitivamente la mozione popolare del comitato Acqua bene comune per il ritorno a una gestione completamente pubblica del ciclo idrico a Reggio Emilia, e ha dato il via libera a una soluzione di compromesso che salva la capra del partito e i cavoli di Iren, evitando in zona Cesarini la gara per l’appalto dell’acqua reggiana: si va a una società mista a maggioranza pubblica con un privato di minoranza (Iren), e la concessione mantenuta in capo ai comuni, in pratica la proposta avanzata nei mesi scorsi dal vicesindaco Matteo Sassi.

La seduta del consiglio comunale si è conclusa  con un scontro frontale in aula tra il sindaco e Cinque Stelle e col  partito di maggioranza contestato a gran voce, soprattutto in piazza quando i consiglieri sono usciti. A fianco del comitato si sono schierate tutte le opposizioni (M5S, Rubertelli, Bellentani della Lista Magenta e Forza Italia, assente Vinci della Lega Nord)  che hanno votato favorevolmente alla mozione di iniziativa popolare.

Ecco l’esito del voto.

Approvato con 20 voti favorevoli (Pd), 10 voti contrari (Forza Italia, Grande Reggio, Lista civica Magenta, M5S) e 1 astenuto (Sel) l’ordine del giorno sulla gestione del ciclo idrico, presentato dal capogruppo Pdi Capelli che impegna sindaco e giunta “a sostenere  in sede di Consiglio locale di Atersir, la proposta di affidamento del Servizio idrico integrato ad una Società Mista a controllo pubblico”.

Respinta per contro, col no di tutto Pd, l’astensione di sel e il sì delle opposizioni, la mozione di iniziativa popolare che, forte di quattromila firme, chiedeva il ritorno alla gestione interamente pubblica del ciclo dell’acqua: 32 presenti, 29 votanti, 18 contrari e 1 astenuto.

A sostenere le ragioni del Comitato acqua Bene comune, nel corso della seduta è intervenuto il professor Riccardo Petrella, guru del movimento no global europeo e massimo teorico dei beni comuni. Ma la statura dell’ospite non ha smosso il Pd, che comunque ha dovuto concedere al comitato il mantenimento della concessione acqua in mano pubblico, quindi con la possibilità almeno teorica della “reversibilità” delle decisioni.

La discussione è andata avanti per ore, sino alle 20,30, con momenti di tensione soprattutto quando il sindaco si è preso il doppio del tempo concesso dal regolamento, senza che la presidente Caselli- in genere sollecita a richiamare i consiglieri – non avesse nulla da dire. A beneficio di Petrella, Vecchi ha per l’ennesima volta sciorinato i record del comune di Reggio in termini di politiche sociali e infine ha rinfacciato ai Cinque Stelle i problemi del sindaco Pizzarotti a Parma (“vedremo quando deciderà per l’acqua pubblica”) e “i tre metri di rifiuti” a Livorno. Ha così scatenato la contestazione a suon di urla  del gru deliberare gli indirizzippo M5s, spalleggiato dai numerosi aderenti al Comitato presenti in aula. Poi  capogruppo Vaccari ha definito “vergognoso” il discorso “da campagna elettorale” del sindaco, che ha dato prova della “solita arroganza”.

Giovedì 7 si riunirà l’autorità di bacino Atesir per indirizzi scaturiti da Sala del Tricolore. Da notare da un lato che si confermano i contrasti all’inerno di Sel, anche se l’astensione ha scongiurato la crisi di Giunta, e dall’altro che tutte le opposizioni hanno votato compatte a favore della mozione popolare, a conferma di un sensibile mutamento del clima politico all’interno del consiglio.

IL DOCUMENTO APPROVATO

 L’odg approvato prevede, come detto, l’affidamento del servizio idrico una società mista controllata con le seguenti caratteristiche:
1)        Maggioranza nella compagine societaria detenuta dai Comuni reggiani escludendo quindi l’avvio di una procedura di gara per la titolarità del Servizio Idrico Integrato;
2)        Controllo pubblico e locale degli investimenti e delle attività del nuovo gestore;
3)        Perimetro di attività del gestore (sia della società mista che del partner operativo) corrispondente al bacino (sub-ambito) di Reggio Emilia;
4)        Capacità di controllare i costi operativi ed i flussi di liquidità generati dalle tariffe;
5)        Capacità di contenere le tariffe e garantire supporto alle fasce sociali più vulnerabili;
6)        Dotazione, da parte del soggetto che sarà scelto come partner della nuova società mista, di un veicolo locale per la gestione operativa del servizio la cui attività sia limitata al servizio idrico del territorio reggiano”.

IL TESTO INTEGRALE APPROVATO DAL PD

ORDINE DEL GIORNO IN MATERIA DI GESTIONE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO

VERSO UNA SOCIETA’ MISTA A CONTROLLO PUBBLICO e con un partner privato di minoranza

 

Premesso che

a seguito del referendum del giugno 2011 e della scadenza della concessione del servizio idrico integrato ad IREN Acqua Gas (avvenuta nel dicembre 2011) i sindaci reggiani hanno istituito il Forum Provinciale per l’Acqua, un vero e proprio tavolo di consultazione aperto ai cittadini, ai sindacati, alle associazione ambientaliste, di rappresentanza delle imprese e dei consumatori;

nel corso dei lavori del Forum, l’Agenzia Territoriale dell’Emilia-Romagna ha studiato la possibilità giuridica e tecnica di procedere con un affidamento in-house del servizio idrico e, a seguito tale analisi preliminare e acquisiti diversi contributi tecnici emersi dagli incontri del Forum stesso, i Sindaci hanno ritenuto l’affidamento diretto ad un soggetto a totale controllo pubblico come l’opzione prioritaria da considerare per la gestione del Servizio idrico integrato;

che nel dicembre 2012 e nel marzo 2013 si è chiesto ad Agac Infrastrutture ed al Comune di Reggio Emilia di realizzare una vero e proprio studio di fattibilità finalizzato alla creazione di un soggetto pubblico capace di acquisire la concessione e gestire il servizio attraverso un affidamento “in-house”;

Ritenuto che

il percorso politico, culturale e di approfondimento tecnico-giuridico svolto con il Forum sia un unicum a livello nazionale e che l’impegno profuso dagli amministratori sia stato fondamentale perchè nella nostra città si aprisse un dibattito consapevole e competente in materia di gestione dell’acqua;
Agac Infrastrutture ed il Comune di Reggio Emilia hanno condotto, attraverso una società specializzata le cui competenze sono riconosciute a livello nazionale, uno studio approfondito e completo sulla costituzione del nuovo soggetto gestore e che tutti i dati emersi sono stati esposti con grande trasparenza e senza alcuna valutazione pregiudiziale; 

lo studio condotto dai consulenti è stato presentato – nella sua ultima e più aggiornata versione – alla competente commissione consigliare il 19 giugno 2015 ed all’assemblea dei Sindaci ed al Forum Provinciale per l’acqua il 26 giugno 2015;

Preso atto che

dall’assemblea dei Sindaci è emersa una forte preoccupazione per il quadro normativo che non favorisce gli affidamenti in-house, in particolare a fronte del previsto indebitamento complessivo verso le banche del primo anno pari a 168 milioni di euro;

è oggettivo il diverso impatto che ha un simile indebitamento su una società quotata in borsa rispetto ad un soggetto a totale controllo pubblico, i cui limiti d’azione e di contrazione del debito e le possibilità di gestione del personale sono assai più stringenti;

che la stessa assemblea dei sindaci ha comunque fatto emergere la necessità di garantire per il servizio idrico reggiano una maggiore capacità di controllare la pianificazione e la realizzazione degli investimenti oltre che un maggior controllo dei costi operativi rispetto all’attuale gestione di Iren; 

Valutato che

la Provincia, nella figura del suo Presidente, ha coordinato un gruppo di lavoro istituzionale – composto dai rappresentanti delle Unioni dei Comuni, dal Sindaco di Reggio Emilia e dal coordinatore del Consiglio Locale di Atersir che, nel periodo tra settembre e novembre 2015, ha richiesto ad Atersir la presentazione di un approfondimento sulla creazione di una società mista attraverso una gara a doppio oggetto così come è stata già realizzata in Italia (Firenze);

il Sindaco di Reggio Emilia ha condotto un approfondimento sull’ipotesi di creare una società mista a maggioranza pubblica titolare della concessione e con un partner privato che detenga la gestione operativa selezionato con una procedura di evidenza pubblica ed ha presentato le prime risultanze di questo approfondimento al gruppo di lavoro istituzionale nella riunione del 20 novembre 2015;

il gruppo di lavoro ha ritenuto che la proposta del Sindaco di Reggio Emilia fosse – tra le due esaminate – la più vicina agli orientamenti già assunti e che sia coerente con i programmi di mandato che hanno espresso i sindaci del territorio reggiano,

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

a sostenere, in linea con quanto emerso dall’Assemblea dei Sindaci e dal Gruppo di lavoro Provinciale, in sede di Consiglio Locale di ATERSIR , la proposta di affidamento del Servizio idrico Integrato ad una Società Mista a controllo pubblico;

 

a sostenere, all’interno del Consiglio Locale e del Consiglio d’Ambito di ATERSIR e ricercando il massimo accordo con il territorio, la soluzione dell’affidamento del servizio ad una società mista controllata con le seguenti caratteristiche:

  1. Maggioranza nella compagine societaria detenuta dai Comuni reggiani escludendo quindi l’avvio di una procedura di gara per la titolarità del Servizio Idrico Integrato; 

  2. Controllo pubblico e locale degli investimenti e delle attività del nuovo gestore;

  3. Perimetro di attività del gestore (sia della società mista che del partner operativo) corrispondente al bacino (subambito) di Reggio Emilia; 

  4. Capacità di controllare i costi operativi ed i flussi di liquidità generati dalle tariffe;

  5. Capacità di contenere le tariffe e garantire supporto alle fasce sociali più vulnerabili; 

  6. Dotazione, da parte del soggetto che sarà scelto come partner della nuova società mista, di un veicolo locale per la gestione operativa del servizio la cui attività sia limitata al servizio idrico del territorio reggiano;

ad attivare il confronto con il “Forum Provinciale per l’acqua” sui diversi passaggi attuativi che seguiranno le deliberazioni di ATERSIR;

a confrontarsi con i lavoratori attualmente operanti nel servizio con l’obiettivo di salvaguardare il loro futuro professionale e garantire una continuità della positiva esperienza reggiana nella gestione dell’acqua;

 a prevedere negli atti amministrativi che definiranno la titolarità della concessione e l’affidamento della gestione operativa, passaggi che consentano una reversibilità del processo qualora la gestione non rispondesse agli obiettivi dati al momento dell’affidamento.

ad agire, sia in qualità di componente di ATERSIR che in qualità di socio di Agac Infrastrutture e di Iren, perchè siano rispettati i punti soprarichiamati. 

I CINQUE STELLE: DE PROFUNDIS PERL’ACQUA PUBBLICA

“Il Consiglio Comune ha recitato il de profundis all’acqua pubblica. In sfregio alle 4000 firme e ai numerosissimi cittadini intervenuti, il PD ha presentato un ordine del giorno per deviare il discorso dall’acqua pubblica alla famigerata società  mista. Ancora una volta la politica del cerchiobottismo, la politica vincolata alle necessità  di Iren la politica  che non ha il coraggio di percorrere la strada tracciata dai cittadini.
Anche oggi in Consiglio Comunale il  M5S ha continuato  la sua battaglia in nome di tutti quei cittadini che, nel referendum del 2011,  dicevano a voce alta il proprio no ad un processo di privatizzazione dell’acqua.

Reggio Emilia nel 2011 fu la capitale italiana dell’acqua pubblica con il record di SI e di votanti in tutt’ Italia. In seguito le proposte del M5S e dei Comitati Acqua Bene Comune di ripublicizzare l’acqua furono accolte dal Comune e il Pd si ‘vendette’ il risultato nella campagna elettorale per le comunali 2014, promettendo che il percorso sarebbe stato avviato dal 2015.

La direzione del PD ha poi tradito i propri elettori  ritenendo inapplicabile lo studio di fattibilità elaborato da Agenia che lo stesso PD aveva commissionato; a nulla è valso il gesto dei consiglieri  comunali Pd, che in quattro comuni della provincia di Reggio Emilia,  non avevano rispettato gli ordini provenienti dal partito asserendo l’importanza della ripublicizzazione dell’acqua.

Il Pd, dopo le grandi mobilitazioni dei comitati e del M5S, cerca ora di percorrere una terza via per arginare, almeno apparentemente, il danno: per il servizio idrico integrato si ricorrerà ad una fantomatica società mista.

Non è  una società  in house,  non è  una gara a doppio oggetto, non è  una privatizzazione. Al momento è  solo uno schema di gioco. I Comuni si giocherebbero la partita insieme a un privato così volenteroso da voler mantenere su di sé  l’indebitamento necessario per gli investimenti, a dimostrazione di quanto sia interessante la gestione del servizio idrico reggiano.

Il problema è  che oggi, nel Consiglio comunale, non sono state svelate le regole di questo nuovo gioco: statuto della società mista, modalità di ingresso, destinazione degli utili, vie di fuga, regole di governance,  durata, reversibilità, situazione alla fine del percorso. Nessun piano di fattibilità  economico finanziaria è stato discusso.

Ci siamo trovati di fronte a una proposta sulla quale al momento non siamo stati messi in grado di esprimere un giudizio tecnico. La posizione del Movimento 5 Stelle è sempre la stessa: siamo per l’acqua pubblica e riteniamo tutt’ora fattibile e redditizia la costituzione di una società  in house,  come dimostrato dal piano di Agenia.

La decisione di intraprendere questa terza via ci sembra piuttosto celare la precisa volontà di non disobbedire al diktat del Governo Renzi e del suo Ministro Delrio secondo cui è fondamentale avvantaggiare ad ogni costo le multi utility: niente di meglio quindi, che garantire a Iren il mantenimento del servizio idrico all’interno del suo bilancio, senza però perderci completamente la faccia.

Ricordiamo che il business dell’acqua incide per l’11 per cento sui ricavi di Iren e per il 25 per cento sul margine operativo lordo. Ciò significa che l’acqua produce margine e produce utili. Utili di cui Iren ha assolutamente bisogno e di cui non si può privare”. Il Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle, Maria Edera Spadoni portavoce alla Camera dei Deputati

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Una risposta a 1

  1. waterboy Rispondi

    15/12/2015 alle 14:00

    Qualcuno (Fantuzzi ?) può spiegare cortesemente al Deputato (sic!)Maria Edera Spadoni la differenza tra ricavi, margine operativo lordo e utile ?

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