I botti di Capodanno realizzano il federalismo: ogni Comune fa come gli pare
I sindaci del distretto ceramico rinunciano al divieto, a Reggiolo multe da 500 euro

22/12/2015 – Il federalismo si realizza almeno su un punto: i botti di Capodanno. Nel senso che ogni comune fa quello che gli pare, decide per sè. Ai tempi del vecchio Pci non sarebbe mai accaduto.

A Reggio Emilia il Comune permette i botti solo nella notte di San Silvestro, e l’assessora Maramotti, piccata per alcune critiche, ha fatto sapere che nessuno andrà a multare i padroni dei cani che abbaiano perchè spaventati.

 Reggiolo il sindac oAngeli  ha bandito i botti da tutto il territorio comunale (anche perchè possono rappresentare un pericolo in relazione ai numerosi cantieri aperti), mentre nel distretto ceramico i primi cittadini rinunciano in partenza a ogni proibizione: il divieto viene definito “infattibile” in un documento firmato da Vaccari  di Casalgrande, Rivi di Castellarano, Cavallaro di Rubiera, Mammi di Scandiano, Corti  di Baiso, Bedeschi di Viano. Tuttavia hanno incaricato la polizia locale dell’Unione Tresinaro-Secchia di controllare tutti i punti vendita a caccia di fuochi irregolari e avvertono che chiunque dovesse provocare danni agli animali ne risponderà davanti al giudice.

I SINDACI DELLE CERAMICHE: IMPOSSIBILE LA CACCIA AI PETARDI, MA GUAI A CHI DANNEGGIA GLI ANIMALI

“Innanzitutto i dati: l’anno scorso, in Italia, ci sono stati 251 feriti e numerosi animali spaventati dai cosiddetti botti di Capodanno. E se per le persone lo scoppio a distanza di un petardo è solo causa di fastidio, cani e gatti, per via del loro udito più sensibile, ne sono terrorizzati e possono essere presi da veri e propri attacchi di panico.

A tal proposito l’Unione Tresinaro Secchia ha dato mandato al Corpo Unico di Polizia Municipale di effettuare specifici controlli in tutti i punti vendita ove sia reperibile materiale pirotecnico per verificarne la regolarità. Parallelamente sta predisponendo una campagna di comunicazione che inviti alla prudenza e al rispetto delle regole già scritte nel Codice Penale, valide anche per la notte di Capodanno, che vietano di causare danni, tra le altre cose, agli animali. Pertanto coloro che provocano rumori improvvisi devono accertarsi di farlo lontano da situazioni che possano ferirli, altrimenti saranno chiamati a risponderne davanti alla legge.

Ma se la prudenza e tutte le cautele sono dovute, scatenare la caccia ai petardi è semplicemente infattibile, salvo che lo Stato non decida di vietarne la produzione e la vendita. Nella notte di Capodanno è preferibile che le forze dell’ordine presidino innanzitutto la sicurezza delle persone, lungo le strade, in caso di emergenza e per ogni necessità che possa emergere sul territorio. Quanto agli amanti dei fuochi si consiglia lo spettacolo pirotecnico di Castellarano: gratuito, splendido e gestito in piena sicurezza”.

Documento firmato da Alberto Vaccari – Sindaco di Casalgrande, Gianluca Rivi – Sindaco di Castellarano,  Emanuele Cavallaro – Sindaco di Rubiera, Alessio Mammi – Sindaco di Scandiano, Fabrizio Corti – Sindaco di Baiso e Giorgio Bedeschi – Sindaco di Viano.

REGGIOLO, ANGELI METTE AL BANDO I TUTTI I BOTTI: MULTE SINO A 500 EURO. SI TEMONO DANNI (E ATTENTATI?) AI CANTIERI

Botti e fuochi dartificio banditi su tutto il territorio urbano del comune di Reggiolo. Con un’ordinanza l’Amministrazione ha deciso di bandire anche quest’anno petardi, botti e artifici pirotecnici di qualsiasi genere nel centro abitato di Reggiolo, Villanova e Brugneto dal 27 dicembre al 3 gennaio 2015 compresi.

Visto l’alto numero di infortuni dovuti a fuochi pirotecnici nel periodo delle festività, il Comune ha deciso di mettere in campo una misura per tutelare la sicurezza dei cittadini e soprattutto dei minorenni che ne potrebbero fare un uso improprio. Non solo. Si tratta anche di una misura di sicurezza per evitare possibili incidenti nei cantieri della ricostruzione post sisma, molti dei quali utilizzano sostanze chimiche facilmente infiammabili oltre a numerosissimi teli in nylon, utilizzati come copertura dei ponteggi, e materiali accatastastati facilmente infiammabili.

Ancor più a rischio sono i centri abitati di Villanova, Brugneto e Reggiolo dove i cantieri, oltre ad essere più numerosi, sono in molti casi collocati uno accanto all’altro, rendendo più facile il propagarsi di eventuali incendi. Nel 2012, in via Matteotti, proprio a causa dello scoppio di un petardo si era scatenato un incendio in un cantiere.

Le violazioni all’ordinanza saranno punite con una sanzione amministrativa pecuniaria da 25,00 a 500,00 euro (ai sensi dell’art. 7 bis, comma 1, del D. Leg.vo 18 agosto 2000), con la possibilità di avvalersi del pagamento in misura ridotta, pari a 50,00 euro (art. 16 della legge 689/1981). All’accertamento della violazione scatta anche la sanzione accessoria amministrativa della confisca degli articoli pirotecnici, pure se legittimamente detenuti.

Qualora il fatto integri gli estremi di uno o più illeciti penali il responsabile sarà deferito alla competente autorità giudiziaria (art. 347 del Codice di procedura penale).

L’Amministrazione di Reggiolo, ritenendo comunque insufficiente il ricorso al divieto e alla sanzione, si appella anche al senso di responsabilità dei cittadini. I botti, infatti, non sono costituiscono un problema di sicurezza, ma anche di disagio e disturbo della quiete pubblica quando utilizzati in modo incontrollato.

L’ordinanza ricorda che esiste un pericolo oggettivo anche nel caso di petardi in libera vendita.

“I pericoli sono concreti e qui a Reggiolo sono moltiplicati – spiega il sindaco Roberto Angeli – per la presenza di numerosi cantieri. Anche i petardi in libera vendita rappresentano un rischio, perché sono comunque materiali esplodenti e sono in grado di provocare danni fisici, anche gravi, sia a chi li maneggia sia a chi assiste allo scoppio. Il pericolo c’è anche per quei prodotti che si limitano a produrre un effetto luminoso, quando sono utilizzati in luoghi affollati o utilizzati da bambini”.

 

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