Guerra civile sui diritti civili
Silvia Prodi, consigliera regionale Pd, si scaglia contro Courage e attacca la chiesa reggiana. Camisasca: “Nessuna terapia, ma preghiera e castità”

11/12/2015 – La consigliera regionale del Pd Silvia Prodi – nipote di Romano Prodi – si scaglia contro Courage, l’associazione cattolica nata a New York che apre a Reggio Emilia un centro per “gay anonimi”, persone che vivono in condizione di disagio la loro omosessualità, proponendo loro la preghiera e l’esercizio della castità.

Silvia Prodi invita le istituzioni a fare terra bruciata intorno a Courage e attacca la Chiesa reggiana (e il vescovo Camisasca, pur senza citarlo)  per l’appoggio offerto localmente all’associazione “oscurantista”. Per la deputata Cinque Stelle Maria Edera Spadoni con Courage “arriva la discriminazione” e “il sindaco Vecchi e la maggioranza devono reagire”.

“A Reggio Emilia si insedia Courage, associazione che basa le sue attività sulla negazione della scienza e della libertà di scelta – scrive la consigliera Silvia Prodi –  Un’associazione che considera malate persone perfettamente normali, promettendo loro di “guarirle” dall’omosessualità, in un alone di segretezza e anonimato, predicando l’astensione forzata e le teorie riparative.

Un approccio coercitivo e dannoso dal punto di vista clinico ed esistenziale, come anche l’Ordine degli psicologi ha rilevato stigmatizzando questa visione. Prendiamo atto che ciò avviene a Reggio Emilia, terza sede in Italia, evidentemente privilegiata in ragione del sostegno che riceve localmente.

Crediamo opportuno ribadire, soprattutto nella Giornata internazionale dei diritti umani – ma in generale tutti i giorni – che non vi è nessun coraggio nel nascondere e condannare orientamenti sessuali differenti, nel diffondere teorie volte a mortificare le libertà di espressione e di vita, non vi è coraggio nell’oscurantismo.

Auspico che da parte delle istituzioni, come da parte della società civile – sottolinea Prodi – si ribadisca in ogni sede che la nostra dev’essere una città aperta, libera da stereotipi e censure, improntata ai valori della dignità umana e della laicità. Una città inclusiva, che coglie nell’evoluzione dei costumi e della società l’opportunità e il significato profondo di un’umanità in cammino, con coraggio e prospettiva, in piena libertà”.

Il vescovo Massimo Camisasca, a sua volta,  ha diffuso una dichiarazione dai toni pacati: “Il vescovo conosce la realtà di Courage da un anno perché alcuni uomini con orientamento verso persone dello stesso sesso si sono rivolti a lui per essere aiutati a vivere nella preghiera, nella meditazione della Sacra Scrittura e nella castità. Courage – precisa il vescovo – non intende essere una terapia riparativa e non chiede a nessuno di aderire a tali terapie. E’ un aiuto a vivere secondo quanto espresso nel catechismo della Chiesa Cattolica e dalla Tradizione della Chiesa”. Dispiace e addolora – conclude Camisasca, riferendosi al servizio dell’Espresso che ha pubblicato un reportage su una riunione di Courage a Torino – “che libere persone che si trovano a pregare siano violant così pesantemente nella privacy di cittadini italiani”

 LA DEPUTATA SPADONI (M5S): “CON COURAGE ARRIVA LA DISCRIMINAZIONE. IL SINDACO VECCHI E LA MAGGIORANZA REAGISCANO”

E’ di questa mattina la notizia relativa al fatto che nella nostra città è arrivata un’organizzazione – facente capo alla Chiesa cattolica- che si pone come obiettivo quello di curare i gay tramite la castità. Questo non fa altro che creare e alimentare una vera e propria discriminazione nel momento in cui  l’essere omosessuali viene equiparato ad una terribile malattia dalla quale si può e si deve guarire.
Questa notizia si apprende proprio oggi, 10 dicembre, Giornata mondiale dei diritti umani, scelta per ricordare la proclamazione da parte dell’Assemblea generale -a Parigi il 10 dicembre 1948- delle Nazioni Unite della Dichiarazione universale dei diritti umani. Tale giornata è stata voluta fortemente per promuovere i diritti di tutti gli esseri umani in qualsiasi parte del mondo.
In quanto membro del Consiglio d’ Europa, ci tengo a sottolineare come il principio d’uguaglianza e di non–discriminazione costituisce un elemento fondamentale della protezione dei diritti umani. È garantito dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo ed è stato rafforzato dal Protocollo nº 12 a tale Convenzione che vieta qualunque forma di discriminazione dalle autorità pubbliche per qualunque motivo. Il Consiglio d’Europa difende i diritti fondamentali delle persone lesbiche, gay, bisessuali e trans gender.
Una società che si definisce civile, deve attuare tutte  quelle misure volte a combattere la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere.
L’arrivo di Courage nella nostra città non fa altro che una creare una violazione sistematica dei diritti fondamentali delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT). La risposta del portavoce reggiano dell’associazione -quando afferma che non può rilasciare interviste se non a televisioni e giornali cattolici- è davvero preoccupante.
Come si esprime il sindaco Vecchi a tal proposito? La maggioranza non dovrebbe mobilitarsi e agire proteggendo i cittadini contro ogni forma di discriminazione? Rimanere in silenzio, in molti casi, significa approvare questa ingiustizia e difenderla  in maniera attiva”.
Maria Edera Spadoni, Cittadina alla Camera dei Deputati, M5S
Be Sociable, Share!

Una risposta a 1

  1. Mario Rispondi

    11/12/2015 alle 11:16

    Di nuovo torna l’oscurantismo. Brava Silvia Prodi e Maria Edera Spadoni . Grazie M5S per le battaglie per evitare che il nostro Paese torni nel buio della conservazione e dell’oscurantismo. Tra l’altro queste scelte per mantenere le divisioni fra i cittadini( cattolici e non ) , contro tendenza tra l’altro con i messaggi del Papa attuale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *