“Festa del 7 gennaio, cento posti al Valli non bastano: eliminate i pass e le transenne dalla piazza”

di Francesco Fantuzzi*

26/12/2015 – Dopo il flop di presenze dello scorso anno, il Sindaco Vecchi si era impegnato a cambiare la formula della festa ma, al di là di qualche soluzione cosmetica, la sostanza non cambia. Come scrivevo esattamente dodici mesi fa.

 Le manifestazioni del 7 gennaio rivestiranno ancora una volta un grande significato, per la distanza ormai siderale tra una politica sempre più arroccata nel palazzo a difesa delle proprie prerogative e i cittadini ancora affannati dalla crisi, a maggior ragione dopo la scarsa partecipazione popolare dello scorso gennaio.
Cento posti al Teatro Valli e un paracadutista in Piazza Prampolini non accorceranno di certo questa distanza non solo simbolica, non affrontando il cuore della questione: il privilegio, l’accesso riservato, così ben rappresentato dalle transenne divisorie che anche quest’anno, temo, saranno disposte in tutta la piazza.
Un messaggio inaccettabile che la politica, peraltro non di rado impresentabile, continua a inviare: c’è chi può e chi non può. E chi può fa pure di tutto per ostentarlo.
Rilancio pertanto al Sindaco Vecchi la mia proposta di attivarsi per rimuovere nella Piazza, vero cuore della Festa del Tricolore, ogni ostacolo non motivato da oggettive ragioni di sicurezza, rinunciando altresì ai pass: gli esponenti politici locali stiano in mezzo alla gente che dovrebbero rappresentare.
Non si punti più a invitare nomi più o meno di grido, ma si dia spazio a chi sul territorio dona tempo e passione alla collettività col proprio impegno civico. Rendiamo il 7 gennaio la festa di tutta la nostra comunità, non la consueta parata di un potere sempre più arrogante e autoreferenziale.
*Reggio Città Aperta
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Una risposta a 1

  1. Carlo Rispondi

    31/12/2015 alle 12:29

    Mi auguravo che, come per il 14 Luglio( presa della Bastiglia) a Parigi, nella nostra città il 7 gennaio diventasse una festa simile, che coinvolgesse almeno tutte le 4 città ,componenti la Repubblica Cispadana, che diedero l’avvio ,per poco, anche alla rivoluzione illuministica in Italia.
    Purtroppo da diverso tempo si tratta di una piccola manifestazione riservata ad autorità e poco altro. Peccato! Poche idee e molto provinciali.
    Carlo Baldi

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