Fatwa a Guastalla: tre famiglie islamiche rifiutano l’educazione musicale perchè “è peccato”. Vale la legge italiana o la sharia?

9/12/2015 – La penetrazione delle correnti  fondamentaliste islamiche nella società reggiana è un problema sempre più evidente: e non solo per la frequenza con cui si vedono, nei centro urbani e nei mercati, donne coperte dalla testa ai piedi, col volto interamente nascosto dal burka; ma soprattutto perchè un numero crescente di famiglie appare sottoposta o fortemente condizionata dalla legge islamica.

Si è ripresentata in questi giorni la questione dell’educazione musicale, che secondo certi imam del reggiano, sarebbe “peccato”.  A Guastalla almeno tre famiglie musulmane hanno chiesto ai dirigenti scolastici l’esenzione dei prori figli dall’insegnamento della musica in quanto ” contrario ai dettami del Corano”.
Già l’anno scorso le scuole della Bassa avevano dovuto affrontare richieste simili, poi rientrate grazie anche ai chiarimenti con le insegnanti.   Ora le scuole anno chiesto lumi alla direzione scolastica provinciale.
Il no all’educazione musicale non è episodico, ma un vero movimento “underground”.  Il modulo per la richiesta di esenzione può essere scaricato da alcuni siti, come Civiltà Islamica, uno dei punti di riferimento per i convertiti alla fede musulmana. Applicano una fatwa (direttiva religiosa) emessa dal muftì sunnita Muhammad Ibn Adam al-Kawthari, che vieta “l’uso degli strumenti musicali designati esclusivamente per l’intrattenimento e la danza e che creano ammaliamento, piacere e gioia”. Tra gli strumenti proibiti figurano   violino, chitarra, tamburi, archi in genere, flauto, liuto, mandolino, pianoforte.
Va da sè che non vi è alcun divieto di studiare i primi rudimenti musicali nè di suonare un innocente flauto dolce a scopo didattico, ma per i fondamentalisti ciò basta e avanza per accrescere il loro potere nelle comunità islamiche e sottoporre le famiglie alla sharia. Ma tutto questo è permesso dalla Cosituzione e dalle leggi italiane? Qualcuno può rispondere? E nel caso intervenire?

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Una risposta a 1

  1. alberto Rispondi

    10/12/2015 alle 00:42

    Voglio una scuola coranica, una giudaica , una buddhista e una tibetana. Poi magari una mensa scolastica con un menù che strizzi l’occhio anche alle improrogabili aspettative degli studenti cinesi: più arrosto di cani e gatti ogni giovedì e a merenda cavallette fritte.

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