Elezioni Bonifica, bufera politica. Smentita seccamente la partecipazione al voto del vescovo Camisasca

15/12/2015 – La vittoria del fronte Coldiretti-Lapam Confartigianato di Modena alle elezioni del cda della Bonifica Emilia Centrale, ha messo in subbuglio il Pd che sperava in ben altro risultato, nonostante la Bonifica sia da sempre un feudo “democristiano”.

La sconfitta per una incollatura di Roberta Rivi, l’ex assessore provinciale Pd ed esperta del mondo agricolo  che solla carta contava sul sostegno di ben tredici associazioni professionali (comprese Legacoop e Confcooperative) ha un retrogusto molto amaro, anche perchè – sempre secondo voci interne ai democrat – Ugo Franceschini sarebbe stato eletto presidente grazie anche a un’innaturale “alleanza” nel segreto dell’urna tra Comunione e Liberazione e Movimento Cinque Stelle, col Pd che di fatto sarebbe rimasto a guardare.

Sta di fatto che viene tirata pesantemente in causa la Curia reggiana, al punto che – secondo un quotidiano cittadino –  il vescovo Camisasca in persona si sarebbe presentato domenica a votare, col seguito di un bel pacco di deleghe.

Notizia, tuttavia,  seccamente smentita da Edoardo Tincani, portavoce del vescovo, con un comunicato con i crismi dell’ufficialità.

Scrive Tincani: “La notizia riportata oggi con evidenza dal quotidiano “Prima Pagina Reggio” secondo cui il vescovo Massimo Camisasca si sarebbe presentato di persona alle urne per le elezioni della Bonifica dell’Emilia Centrale è destituita di ogni fondamento.
Infondato, di conseguenza, è anche che monsignor Camisasca abbia “votato in rappresentanza della Curia con ben 165 deleghe”.
La Diocesi, oltre a smentire categoricamente queste notizie pubblicate senza verifica dei fatti, si dissocia dall’utilizzo polemico che, sulla stampa, viene fatto di voci e illazioni”. Ma le polemiche sono destinate a continuare.

 

 

 

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