“E se la Festa più grande avesse partorito un topolino?”
Porto Franco (Corradini) chiede i conti della kermesse Pd del Campovolo

16/12/2015 – Quali sono i conti finali della Festa provinciale del Pd? E’ vero o no che il risultato economico della “Festa più grande” è mediocre, praticamente una montagna che ha partorito il topolino? La domanda sorge spontanea dalla base democrat, dove circolano brandelli di notizie non tranquillizzanti, e se ne fa portavoce l’associazione Porto Franco, che fa capo all’ex assessore Franco Corradini, quel Corradini cacciato dalla Giunta per aver osato criticare il cantiere del Park Vittoria. Contro di lui si mosse persino un poliziotto, ex autista del questore e oggi imputato nel processo Aemilia, che sconsigliò ai vertici di un’associazione di albanesi di Reggio di mobilitarsi a favore di  Corradini nelle primarie del Pd

Oggi, dunque, con un documento pubblicato sulla sua pagina Facebook, l’associazione chiede chiarezza sul risultato economico della festa del Campovolo (l’organizzazione, come è noto, ha gestito parcheggi e servizi anche per il concerto di Ligabue) e definisce “comatoso” lo stato del Pd a Reggio Emilia.

“Il gruppo che lavora per Porto Franco è composto, per lo più, da gente di sinistra che vota, in gran parte, per il PD senza essere iscritta o militare in questo partito – si legge su Fb –  Questa vicinanza politica, condita con una grande passione, ci impone di sollecitare, a volte di  provocare, discussioni apparentemente minori ma che, invece, ci parlano, più dei grandi fatti, dello stato comatoso del PD a Reggio Emilia.

Nei mesi scorsi i giovani dirigenti del PD reggiano  hanno riempito le cronache  con dichiarazioni fiammeggianti relative alla “Festa piu’grande” che in fondo non era che una versione, particolarmente massiccia, della tradizionale Festa provinciale dell’Unità”. Ma – aggiunge Porto Franco –  “noi pensiamo che il tempo questo tipo di feste,” massicce “,  sia finito da decenni perché non esiste più il partito degli iscritti, delle sezioni che corrispondeva alla grande festa. Sovrapporre la “Festa più grande” ad un partito leggero, fluido che auspica di avere al proprio interno Verdini produce una contraddizione insanabile e non bastano l’ingenuo entusiasmo dei giovani dirigenti ed un paio di grandi concerti a sanare la contraddizione. Noi, però, tormentato popolo di sinistra senza patria, siamo andati, abbiamo depositato la nostra modesta offerta dentro il bussolotto, abbiamo mangiato discretamente bene  al ristorante. Abbiamo insomma contribuito pur se scettici,  molto perplessi e critici alla riuscita della festa”.

A questo punto l’affondo: “Come contribuenti vorremmo sapere, dopo tre mesi, qualche dato sul risultato economico della “Festa più grande”, certi che questa esigenza è condivisa da tanti fruitori, militanti, volontari della stessa. Il ritardo ci fa pensare che la montagna abbia partorito un bilancio pari ad un topolino e si ritardi per “limare”, sopire, troncare, perché quando un gruppo dirigente gioca tutte le carte su un solo avvenimento (Festa più grande) e questo produce un topolino, beh, forse questo risultato è la misura della qualità, non solo della festa,  ma anche del gruppo dirigente”.

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2 risposte a “E se la Festa più grande avesse partorito un topolino?”
Porto Franco (Corradini) chiede i conti della kermesse Pd del Campovolo

  1. waterboy Rispondi

    16/12/2015 alle 16:39

    Complimenti, Corradini, che percorso di crescita! Dall’integrazione degli immigrati ed i rapporti con il terzo mondo siamo passati ai conti della serva! tra un po’ concluderà con un Fantuzziano (non fantozziano) “e io pago!”

  2. Cittadino di sinistra Rispondi

    16/12/2015 alle 17:06

    Capisco la sua carica anticorradini ma, mi pare, si tratti, semplicemente, di un bisogno di trasparenza, richiesto da molti militanti PD che, per un Waterboy, dovrebbe rappresentare la normalità. A meno che …….vecchi rancori, vecchie beghe roba minore. Si faccia una normale, chiara, opera di verità poi, fatto ciò, ognuno valuterà. Lasci stare gli immigrati che sono cosa troppo seria

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