Cuccioli maltrattati, il blitz è avvenuto una ditta d’importazione di cani e gatti. Erano destinati alla vivisezione?

9/12/2015 – Non era un allevamento, ma una ditta di importazione di cani e gatti quella in cui l’altro ieri, 7 dicembre, i carabinieri e i veterinari dell’Ausl di REggio Emilia  hanno sequestrato a Correggio tredici cuccioli di razze diverse, imprigionati in condizioni igieniche precarie, in gabbie piccole, senza cibo e con acqua sporca. La titolare, una donna di 65 anni, è stata denunciata per maltrattamento di animali.

Lo precisa l’azienda sanitaria locale di Reggio Emilia, in un comunicato diffuso oggi. La nota precisa inoltre che  “il Servizio Sanità Pubblica Veterinaria effettua controlli secondo la periodicità prevista dalle norma di riferimento, e che tutta la documentazione inerente i controlli e da questi derivante sarà posta a disposizione della Procura richiedente”.

In sostanza, la Procura vuole vederci chiaro anche sulla regolarità dei controlli sulla struttura sotto inchiesta. Il blitz, è noto, è la conseguenza di un esposto denuncia presentata dal deputato delMovimento 5 Stelle Paolo Bernini.

Ma a questo punto sorge la domanda a chi fossero destinati i cagnolini sequestrati, visto che sono stati trovati anche due meticci. Arrivavano dall’estero o erano destinati all’estero? Erano forse destinati a diventare cavie in laboratori di tortura e sperimentazione sugli animali? Il fatto che siano state riscontrate irregolarità nelle iscrizioni all’anagrafe canina, suscita questi e altri interrogativi. Sarà la Procura a far luce su una vicenda che potrebbe celare un traffico di ben più ampia portata.

 

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