Cosi-Stefanescu addio: chiudono scuola e compagnia
Chi salverà un gioiello mondiale della danza?

30/12/2015 – L’annuncio tanto temuto è arrivato: nel 2016 chiuderà i battenti, schiacciata dai debiti,  la storica associazione Balletto Classico di Liliana Cosi e Marinel Stefanescu. Reggio Emilia non ha saputo trovare una soluzione per uno dei suoi gioielli che hanno contribuito a renderla famosa nel mondo. La “Cosi-Stefanescu”  ha così deciso di chiudere e di liquidare tutte le pendenze in corso verso i 25 dipendenti, i fornitori e il fisco.

 

Liliana Cosi e Marinel Stefanescu

Liliana Cosi e Marinel Stefanescu

 

La fine di questa  scuola famosa nel mondo e della sua compagnia  è davvero ineluttabile? Qualche interessamento c’è, ma non ancora abbastanza.  Questa mattina, dopo un incontro in Provincia conclusosi con un verbale di mancato accordo tra l’associazione e le parti sindacali, Cgil, con la Slc-Comunicazione, e la Fistel Cisl Emilia Ovest hanno deciso di scendere in campo “per salvare il patrimonio umano e immateriale di una straordinaria realtà reggiana iniziata nel 1978, (unica scuola di danza classica presente in regione con un “convitto” per ospitare i propri studenti) e di valore internazionale”. Ha preso posizione anche il ministro Graziano Delrio, dichiarando “certo che l’amministrazione comunale farà il possibile per assicurare la continuazione dei corsi”.

E’ accaduto – spiega Giorgio Uriti, della Fistel Cisl – che questa straordinaria realtà stia pagando gli effetti della crisi economica e dei tagli alla cultura. Si sono creati così negli ultimi anni sbilanci di esercizio che hanno causato un indebitamento tale per cui l’Associazione ha deciso di chiudere e liquidare tutte le pendenze in corso, verso lavoratori (25 persone dipendenti), fornitori e fisco. Un piano studiato e che è stato comunicato alle organizzazioni sindacali e che nella giornata di oggi si è concluso con la firma di un mancato accordo presso la Provincia”. Una situazione “che non riguarda solo i 25 lavoratori/artisti, ma che coinvolge le 70 famiglie che portano i loro figli alla scuola di danza, oltre al fatto di perdere per la nostra città una eccellenza nel campo artistico e culturale che poche altre realtà possono vantare”.

Purtroppo – aggiunge Uriti – rileviamo come ci sia l’interesse da parte di qualcuno per salvare la Scuola di balletto, ma non altrettanto per la Compagnia. Il nostro intento è, invece, di salvaguardarle entrambe”.

Nella figura della signora Cosi abbiamo incontrato un valido interlocutore – aggiunge Mirco Pellati, segretario Slc Cgil – ma è a tutti evidente la situazione grave nella quale ci troviamo. Oltre al tema occupazionale, è in gioco il fatto che Reggio Emilia sia una capitale italiana della danza. Un’eccellenza che si deve proprio anche a Cosi-Stefanescu e all’offerta della Compagnia dell’Associazione, tipica delle grandi capitali della danza. Associazione che gestisce un capannone attrezzato a Mancalsae (il bene che sarà alienato e consentirà di pagare i debiti), ma che è forte soprattutto di oltre 2.000 esibizioni in 530 città diverse, di cui 60 fuori dall’Italia, con tournée in Medio Oriente, Cina, Giappone oltre che Europa, Stati Uniti e Brasile, con un repertorio che abbraccia classico, neo-classico e moderno”.

Per questo – concludono i sindacalisti chiediamo che le istituzioni si impegnino al pari di altre realtà del territorio: sia salvaguardata la Scuola – e in tal senso abbiamo ottenuto rassicurazioni -, ma anche la Compagnia. Ci rivolgiamo pertanto a Comune, Provincia e Regione Emilia Romagna, con i relativi assessorati per considerare entrambe le realtà”.

L’Associazione Balletto Classico ha già inoltrato una nota di cessazione attività. Il 31 marzo chiuderà la Compagnia e il 30 giugno 2016 la Scuola di balletto Classico dell’Associazione. Prima che ciò avvenga, le organizzazioni sindacali, insieme ai lavoratori e alle famiglie degli studenti, proveranno a sensibilizzare le Istituzioni locali (Comune e Regione) e le realtà imprenditoriali, affinché si trovi una soluzione che garantisca la sopravvivenza di questa istituzione formativa e artistica di primissimo livello.

Da segnalare anche una lettera che il ministro dei Trasporti ed ex sindaco di Reggio Graziano Delrio ha indirizzato in questi giorni ai genitori degli allievi. Delrio ricorda come “la Scuola di Balletto classico Cosi-Stefanescu sia motivo di ricchezza e orgoglio per la nostra città, soprattutto per l’alta professionalità con la quale svolge le sue attività artistiche, culturali nonché educative, attraverso la diffusione della danza come strumento di socializzazione e crescita personale dei propri allievi in sinergia con le famiglie. (…) Sono certo che l’amministrazione comunale proverà a fare il possibile per garantire il proseguimento dei corsi, in modo da tutelare il loro ruolo formativo per i nostri giovani, il prestigio della città di Reggio Emilia e l’arte del balletto in generale”.

 

 

 

Be Sociable, Share!

Una risposta a 1

  1. Giorgio Rispondi

    30/12/2015 alle 16:51

    Plaudo alla lettera del Ministro Delrio. Mi pongo il quesito di quanto abbia fatto per aiutare e valorizzare questa Scuola di prestigio durante il suo incarico di Sindaco di Reggio. Che siano lacrime di coccodrillo?
    Tra l’altro a Reggio si corre il pericolo di chiudere anche la Fondazione Sarzi di Piazza Fontanesi. Il Ministro non può intervernire ?

Rispondi a Giorgio Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *