Bella Ciao a scuola, infuria la polemica. L’ex sindaca Bausani: “La storia si insegna tutto l’anno, anche a Natale”
Replica Pagliani: “Allora parlate ai ragazzi di Nanni Lasagni e dei trucidati dai partigiani”

18/12/2015 – Non c’è che dire: a settant’anni e più di distanza, le ferite della “guerra civile” sono ancora aperte. Imperversa la polemica sulle parole della consigliera di Forza Italia Elena Diacci (“Basta canti partigiani, vogliamo canti natalizi“) su Bella Ciao cantata alla scuola media di Scandiano nel corso di una lezione tenuta da Istoreco, l’istituto storico della Resistenza di Reggio Emilia. In realtà, ha poi precisato Istoreco, Bella Ciao veniva cantata in un film proiettato in aula, e non dai ragazzi.  Ma la sostanza non cambia. La lezione è avvenuta a pochi giorni dall’anniversario della morte  del sedicenne Nanni Lasagni  e degli altri civili trucidati dai partigiani e fatti scomparire nella fornace di Cà de Caroli. Morti che Istoreco si guarda bene dal ricordare.

Dunque, alle affermazioni dell’esponente azzurra ha replicato Valda Bausani, che è stata sindaco di Scandiano dal 1980 al 1985: “La storia nelle scuole si fa tutto l’anno, anche a Natale – ha scritto Bausani – e la Resistenza è parte essenziale di questo Paese, è quella parte che ci ha consentito di ritornare umani dopo la barbarie nazifascista. Bella Ciao è sì una canzone “di parte”, di quella grande parte di popolo che seppe dire no ai lager nazisti e diede la vita per fermare i fascisti che collaboravano a spedirci treni carichi di ebrei”.

All’ex sindaca replica oggi il capogruppo di Forza Italia in provincia, Giuseppe Pagliani: “Ai ragazzi di Scandiano dovremmo spiegare che tra pochi giorni ricorre l’anniversario, il 71°, del prelevamento avvenuto a Scandiano il 1° gennaio del 1945 di civili inermi  poi uccisi e seppelliti sul monte del Gesso: fra loro vi era un giovane di 6 anni, Nanni Lasagni. Il prelevamento avvenne per mano di partigiani comunisti, che fino a pochi anni prima erano stati accesissimi fascisti e che nel 1944 avevano cambiato parte politica divenendo dei massacratori dalla parte dei partigiani comunisti”.

“Gradiremmo vedere anche Valda Busani e le scolaresche scandianesi – aggiunge l’avvocato di Arceto – alla commemorazione dei caduti di Cà de Caroli, i cui corpi furono gettati nella Fornace per farne perdere le tracce”.

LA REPLICA DI VALDA BAUSANI A ELENA DIACCI

“La storia nelle scuole si fa tutto l’anno, anche a Natale, guarda un po’, e la Resistenza è parte essenziale della storia di questo Paese, è quella parte che ci ha consentito di ritornare umani dopo la barbarie nazifascista.

Bella Ciao è sì una canzone “di parte”, di quella grande parte di popolo che seppe dire no ai lager nazisti e diede la vita per fermare i fascisti che collaboravano a spedirci treni carichi di ebrei.

Il Natale del ’44 i fascisti lo “festeggiarono” a Scandiano con un rastrellamento da cui molti non tornarono più: tra questi Vittorio Tognoli, comunista, e Ferdinando Cesari, partigiano cattolico, atrocemente torturati e poi fucilati, come don Pasquino Borghi e molti altri sacerdoti del resto, colpevoli di essersi opposti alla barbarie.

E vorrei dire che una delle più belle “canzoni natalizie” che ho ascoltato è il racconto di Bruno Lorenzelli e Federico Franzoni, sul “Natale del partigiano” quando, nel dicembre 1944, tante famiglie contadine raccolsero l’appello del CLN scandianese per un piccolo dono ai partigiani che combattevano in montagna.

Calze di lana e sciarpe fatte in casa, una forma di pane o una ciambella, fu quello che tante donne prepararono con amore e speranza, e portarono a piedi o in bicicletta alla Cà Basa, sede del CLN, sfidando posti di blocco e ronde della Brigata Nera. Nei pacchettini molte infilarono un biglietto scritto con la grafia incerta di chi a scuola c’era andata poco, ma conosceva le parole giuste, quelle che vengono dal cuore.

Avevo un figlio, me l’hanno mandato al fronte. L’hanno ucciso e non lo vedrò più. Mando questo pacco e non so chi lo riceverà, io sogno che vada a mio figlio e mi sento contenta. Buon Natale, ti bacio. Elena”

Le calze che troverai le ho fatte in fretta, spero che ti andranno bene e ti terranno caldo. Vorrei conoscerti e ringraziarti per i sacrifici che fai. Speriamo che finisca presto.”*

Quindi sì, si faccia storia della Resistenza anche a Natale. La sig.ra Diacci si rassegni”. Valda Busani (Sindaco di Scandiano 1980-1985)

*dal libro “La Resistenza nella Va Zona” di Bruno Lorenzelli e Federico Franzoni

 LA REPLICA DI GIUSEPPE PAGLIANI A VALDA BAUSANI

“A Valda BAusani ricordo che ai ragazzi di Scandiano dovremmo spiegare che tra pochi giorni ricorre l’anniversario,  il 71°, del prelevamento avvenuto a Scandiano il 1° gennaio del 1945 di civili inermi che poi vennero uccisi e seppelliti sul monte del Gesso: tra loro vi era un giovane, Nanni Lasagni,  di soli 16 anni.  Prelevamento  per mano di partigiani comunisti, che fino a pochi anni prima erano stati accesissimi fascisti che avevano nel 1944 cambiato parte politica divenendo dei massacratori dalla parte dei partigiani comunisti.

Gradiremmo vedere anche Valda Busani e le scolaresche scandianesi alla commemorazioni dei caduti di Cà de Caroli, i cui corpi furono gettati nella Fornace per farne perdere le tracce. Queste pagine di storia locale oltre all’assassinio di Don Carlo Terenziani Prevosto di Ventoso avvenuta per mano partigiana il 29 aprile del 1945 presso il cimitero di San Rufino, dovrebbero essere ricordati alla stregua di tutte le altre truci vicende della guerra civile.

E’ ora di finirla di speculare sugli accadimenti del dopoguerra e della fase finale del 1945 per semplici finalità propagandistiche: ai giovani la storia va raccontata nella sua interezza, questa visione miope la sinistra non l’ha mai perduta nelle nostre terre”. Giuseppe Pagliani

 

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