Andrea Viero , già uomo di Delrio in Iren, nuovo presidente di Ferrovie Sud Est. Chi lo ha nominato? Per caso il ministro Delrio

29/12/2015 – Sarà un anno faticoso il 206 per Andrea Viero, ex direttore generale ed ex vicepresidente del gruppo Iren, insediato di fresco alla presidenza di Ferrovie Sud Est, società controllata al 100% dal Ministero dei trasporti che gestisce 454 chilometri di ferrovie in Puglia e servizi bus che servono 130 comuni.

Per Viero,  che Delrio portò a Enìa dalla regione Friuli ai tempi di Illy ,  è arrivato il tanto atteso “incarico romano” dopo l’uscita dalla multiutility Torino-Genova-Reggio Emilia. Ma non la guida del nuovo fondo per le fusioni tra e multiservizi pubbliche, di cui si è vociferato per mesi, bensì una presidenza fuori porta, e di quelle “rognose”: Ferrovie Sud Est, il cui cda è stato azzerato dopo la bufera abbattutasi l’ex ad Luigi Fiorillo, indagato nell’inchiesta carrozze d’oro,  ha bilanci disastrosi e servizi che gridano vendetta  “con carrozze Breda del 1959  ancora in servizio  nel Salento o i bus di 27 anni che pure ho visto”, come ha dichiarato lo stesso Andrea Viero solo pochi giorni fa, in una visita a Lecce.

A nominarlo è stato ancora una volta Graziano Delrio, suo mentore politico da lunga data, che prima lo portò Enia, poi lo ha voluto ai vertici di Iren e ora da ministro dei Trasporti lo ha imposto a Bari con la mission di “risanare in fretta l’azienda ferroviaria”.

“Un anno per risolvere l’emergenza – ha dichiarato il nuovo presidente – Un anno per imprimere un cambio di passo , per ricostruire un’azienda che adesso non c’è e fare in modo che agisca come un’impresa vera, in grado di pianificare il servizio con le proprie risorse, umane ed economico-finanziarie”.

 

 

 

“Risanare in fretta”. Il treno corre fra ulivi e muretti a secco, paesaggio insolito per un vicentino come Viero. «Il punto fermo di ministero e Regione – continua – è risanare in fretta. E non lo si farà certo per continuare a far correre le carrozze Breda del 1959 che sono ancora in servizio qui in Salento o i bus di 27 anni che pure ho visto». Un anno per risolvere l’emergenza, le previsioni del presidente del CdA. «Un anno per imprimere un cambio di passo – dice – per ricostruire un’azienda che adesso non c’è e fare in modo che agisca come un’impresa vera, in grado di pianificare il servizio con le proprie risorse, umane ed economico-finanziarie». Il 2016, insomma, porterà con sé uno stop agli affidamenti esterni, un taglio netto delle consulenze, la risoluzione del nodo dei 70 autisti interinali assunti nonostante il rosso profondo nei conti aziendali.

Tabella di marcia serrata. «I prossimi 12 mesi – continua – saranno cruciali per dare una prospettiva di serenità e soddisfazione a chi lavora in Fse e consolidare il servizio. Poi, con il 2017, si potrà anche cominciare a sostituire il parco-mezzi». La tabella di marcia è quindi serratissima: commissariamento, individuazione dell’advisor per la due diligence (il bando è già on line), piano industriale. Si può, insomma, tirare fuori Ferrovie Sud Est dal pozzo di debiti nel quale rischiano di annegare, «a patto che non si commetta l’errore pericoloso – avvisa Viero – di adagiarsi sulla iniezione di liquidità che sta arrivando». Poco più di 100 milioni di euro fra stanziamenti previsti dal Governo con l’emendamento “salva-Fse” alla Legge di Stabilità, risorse regionali e pagamenti da parte del ministero.
Il ritardo del treno aumenta: trenta minuti. «Probabilmente – avvisano i dipendenti – perderete la coincidenza per Otranto e dovrete prendere il treno successivo, alle 14.39, sempre da Maglie».

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