Un altro politico di opposizione nel mirino della Procura reggiana

Manuel Negri

Manuel Negri

22/10/2015 – C’è anche il consigliere comunale di Reggiolo Manuel Negri, già candidato sindaco di una lista civica, atualmente legato al movimento politico del sindaco di Verona Flavio Tosi, figura tra i sei indagati del Fronte Veneto Skinheads ritenuti responsabili di aver collocato nella notte del 19 novembre delle sagome umane di cartone e finti manifesti da morto davanti alle sedi del Pd di Reggio e Correggio, oltre che della Caritas di Reggio Emilia, per protesta contro la politica di accoglienza degli immigrati e contro la legge sullo ius soli. Negri, come gli altri indagati, ha subito una perquisizione domiciliare e  contro di lui il sostituto procuratore di Reggio Emilia Maria Rita Pantani ha formalizzato un’accusa di minacce gravi.

Peraltro la protesta era politica: non conteneva alcuna minaccia nei confronti di persone, nè ha provocato danni alle cose e perr questa ragione la gravità dell’accusa formulata dalla Procura reggiana ha suscitato reazioni negative a livello nazionale in diversi ambienti, e non solo di destra. E’ in arrivo una interrogazione parlamentare firmata da Bragantini (ex Lega, ora area Tosi),

A Reggiolo il sindaco Angeli, appreso che Negri figura tra i presunti responsabili dell’operazione di contro-informazione degli skinheads  nei confronti del Pd, “ha convocato d’urgenza il gruppo di maggioranza per discutere del fatto e delle iniziative da intraprendere in consiglio comunale”.

La notizia è stata diffusa dall’ufficio stampa della Giunta: “Atti e dichiarazioni come quelle di Negri – ha commentato Angeli – sono gravissimi e inconcepibili per un consigliere comunale. Questi sono gesti contro la Costituzione e contro la democrazia che lasciano senza parole: non c’è confronto, ma attacco e apologia del fascismo. Le dichiarazioni rilasciate pubblicamente da Negri sono imbarazzanti e, soprattutto, pericolose. Tutto questo sarà al centro del prossimo consiglio comunale”.

E’ singolare il fatto che sia stato il sindaco a convocare il gruppo di maggioranza, e non il partito.

“Lo scorso settembre – ricorda ancora la nota del Comune -alcuni gesti provocatori contro la memoria della Resistenza avevano scosso Reggiolo. Dopo le immagini comparse sulla vetrina della sede del partito di Rifondazione comunista, ignoti hanno avevano ripetuto il gesto sotto i portici che si affacciano su piazza Martiri, proprio dove si trova l’ex municipio. Le immagini affisse ritraevano partigiani dopo la fine della guerra insieme a una donna catturata e oggetto di scherno. Sopra si leggeva la scritta “Resistenza? Infami”. Il presidente dell’Anpi di Reggiolo, Ivan Zanoni, aveva parlato del gesto come di un “becero tentativo di riscrivere la storia”. 

Tuttavia il becero tentativo di riscrivere la storia era solo una fotografia vera, con una ragazza con le mani dietro la schiena fatta sfilare dai partigiani e che poi finì uccisa. Ancora una volta, bisogna registrare il rifiuto di confrontarsi con la storia, non solo con i crimini compiuti dai fascisti, ma anche con i delitti compiuti ndai partigiani comunisti.

In quanto a Manuel Negri e agli altri indagati, sarà il giudice a stabilire se le sagome tricolori di cartone (una forma di protesta attuata nella stessa notte davanti alle sede di Pd di diverse città del Nord) fossero davvero minacce gravi, o se invece la Procura ha perseguito l’espressione di opinioni politiche che certamente possono non piacere e urtare il pensiero della maggioranza, ma che tali restano, e in quanto opinioni politiche, piaccia o no, ricadono sotto la tutela della Costituzione.

E’ singolare infatti che vengano perseguite le iniziative di controinformazione della destra, mentre non risultano né indagini né indagati sulle scritte ACAB (notoriamente acronimo di All Cops Are Bastard, che significa “tutti i poliziotti sono bastardi”) che continua ad apparire sui muri reggiani, e non sono certo opera di Ufo o di fantasmi.

Non si può infine non notare come le Procure continuino a mettere sotto torchio esponenti dell’opposizione reggiana: dall’ex parlamentare europeo Tiziano Motti (chiesti quattro anni, assolto dal Gup) all’arresto di Giuseppe Pagliani (scarcerato dal Riesame con una sentenza che demolisce le accuse della Dda nei suo confronti, attestando che lo stesso Pagliani aveva esercitato legittimamente le sue funzioni di opposizione politica), sino all’inchiesta sulle spese della Lega Nord: proprio l’altro ieri sono state archiviate 23 posizioni. Ora il caso di Manuel Negri. Intanto non si sa nulla dell’ indagini sulle cosiddette “spese pazze” del consiglio comunale di Reggio Emilia.

(p.l.g.)

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