Acqua pubblica: “Perchè i sindaci hanno preferito tutelare l’interesse di Iren piuttosto che i cittadini”?

di Cesare Schieppati

23/12/2015  – Preso atto che i Sindaci della nostra provincia hanno abbandonato definitivamente il progetto di ripubblicizzazione dell’acqua nonostante il voto referendario, le loro stesse delibere precedenti, i loro programmi elettorali e gli studi di fattibilità che hanno dimostrato inequivocabilmente che ripubblicizzare il servizio non solo era possibile  ma sarebbe stato un ottimo affare per la comunità reggiana, resta solo da chiedersi: perchè lo hanno fatto ?

A chi  non ha letto gli studi di fattibilità (purtroppo la quasi totalità dei cittadini) possono raccontare che l’operazione non era sostenibile per le casse dei Comuni o che i rischi sarebbero stati insopportabili e quindi che hanno cambiato idea “per il nostro bene”, perché sono degli amministratori prudenti.

A chi non sa che l’”incertezza normativa” legata all’interpretazione della Legge di stabilità dello scorso anno si sarebbe potuta risolvere mesi fa chiedendo un parere alla Corte dei Conti, possono raccontare che loro “avrebbero tanto voluto ripubblicizzare, ma la legge non glielo ha consentito”. Ma queste sono solo mistificazioni, rese possibili dalla non conoscenza approfondita della questione da parte dei cittadini.

L’osservazione di un politologo acuto (Alberto Burgio) descrive molto bene il nostro caso: “La menzogna politica è una tossina che trasforma in profondità il paese, alimentando disorientamento e cinismo. E la democrazia rischia di andare in malora”.  Ognuno può dare la sua risposta alla domanda “perché lo hanno fatto ?”, resta il dato, tristissimo, che i nostri amministratori hanno preferito tutelare l’interesse di Iren, che sull’acqua fa e continuerà a fare profitti milionari,  piuttosto che quello  dei loro cittadini.

 

 

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Una risposta a 1

  1. franco Rispondi

    26/12/2015 alle 18:46

    Lo scopo di Iren è il servizio od il reddito? Un tempo i nostri padri avevano lottato ed avevano realizzato per il servizio ai cittadini al costo.Oggi invece i nostri politici si sono votati ad un’altra finalità: il cittadino è diventato uno strumento da reddito.

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