A Mancasale un Natale con la puzza del depuratore Molte promesse, ma si continua a vivere e lavorare tra odori nauseabondi

18/12/2015 – A Mancasale Gesù Bambino nasce con la mascherina antigas.  Il depuratore Iren continua a essere una maledizione che vive e lavora nella zona Nord, in particolare nell’area industriale e nei centri vicini come Massenzatico e Villa Sesso. Anche ieri sera sino alle 19 l’area era irrespirabile non solo per la cappa di smog che incombe sulla città, ma per la puzza che arriva implacabile e insopportabile dalla stazione cosiddetta ecologica di Iren, dove vengono trattati gli scarichi della provincia in depuratori a cielo aperto, e dove si accumulano enormi quantità di sfalci sotto tettoie aperte ai lati per i processi aerobici di riduzione dei volumi da smaltire.

Chi abita nella zona è disperato, perchè non sa più cosa fare dopo anni di denunce e appelli caduti nel vuoto, e teme per la propria salute. Tutte le testimonianze sono concordi nell’affermare che il vento puzzolente arriva tutti i giorni, o quasi, a orari determinati che – secondo gli abitanti – sarebbero in relazione alle operazioni di movimento dei cumuli di fanghi.

Nonostante le promesse (compreso il trasferimento dello smaltimento degli sfalci alla discarica Sabar, e con l’impiego di tecnologie capaci di abbattere gli odori: il progetto esiste ancora o no? ) il problema resta, a quanto pare ancora più grave che in passato. Nella montagna di  progetti, delibere, investimenti, convenzioni, intese e via dicendo per la “rigenerazione” di Mancasale, evidentemente non c’è un capitolo “puzza”, oppure è stato accantonato.
Perchè il Comune non è in grado di imporre a Iren (di cui è azionista di rango) la soluzione del problema una volta per tutte? Qualcuno ha fatto i conti di quanto costino le conseguenze negative sulle attività produttive e le prospettive di sviluppo di Mancasale, e soprattutto sulla qualità della vita di chi lavorae risiede nella zona?.

Un fatto è certo: all’emergenza inquinamento che colpisce la Pianura Padana e vede Reggio Emilia col triste primato della mal’aria (è in testa in Regione per il numero delle giornate di sforamento delle polveri sottili) si aggiunge l’emergenza puzza, che è anche la cartina al tornasole dell’incapacità della politica reggiana di risolvere problemi basilari.

Consigliamo alla Giunta e al consiglio comunale una gita d’istruzione, ma senza preavviso, a Mancasale per toccare con mano (o meglio, sentire col naso) quanto la situazione sia grave.  Per gli orari è sufficiente interpellare gli abitanti. O dobbiamo sperare in un blitz di Greenpeace nell’area del depuratore?

(p.l.g)

 

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