Vertice segreto sul punto nascite del S. Anna. Blitz delle Cicogne, scappa l’assessore regionale Venturi. Buona notizia: il reparto non chiude

8/11/2015 – Blitz del comitato Salviamo le Cicogne, che si batte per il mantenimento del punto nascite dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti, ieri sera davanti alla provincia a Reggio Emilia, dove si è tenuta una riunione “riservata” -di cui evidentemente Comitato e cittadini non dovevano sapere niente – con l’assessore regionale alla sanità Sergio Venturi. Le Cicogne, scese in forze dall’appennino, hanno esposto degli striscioni e hanno atteso per ore la conclusione del vertice. Fuga (quasi) generale dell’assessore Venturi, dei sindaci e e del direttore Ausl Nicolini, alla vista del comitato della Cicogne. Ancora una volta, cittadini e opposizioni trattati a pesci in faccia. Ma dal vertice una buona notizia: il punto nascite non chiude “per ora”.

La protesta di Salviamo le Cicogne davanti alla Provincia

La protesta di Salviamo le Cicogne davanti alla Provincia

“In seguito a una ‘soffiata’ proveniente da fonti attendibili salviamo le Cicogne è venuto a conoscenza di una riunione riservata tra i dieci sindaci della montagna e l’assessore alla Sanità Sergio Venturi che doveva svolgersi ieri pomeriggio, alle 17, in Provincia a Reggio Emilia e che doveva vertere proprio  sul “futuro del Punto Nascite di Castelnovo né Monti”.

Le Cicogne hanno così pensato di presentarsi davanti alla Provincia con degli striscioni e aspettare l’esito della riunione, per porre delle domande e avere alcune delucidazioni -scrive oggi il comitato – Si sono quindi mobilitate, facendosi trovare davanti a Palazzo Allende, dove hanno aspettato per alcune ore l’uscita dei partecipanti alla riunione, a cui loro, nonostante l’impegno per il mantenimento del Punto Nascite in questi mesi, non sono state invitate.

Secondo noi queste riunioni dovrebbero essere pubbliche – spiega la presidente del Comitato, Elisabetta Paroli –, nel senso che la cittadinanza dovrebbe sapere che vengono fatte e dove si tengono, e sapere quasi in tempo reale cosa vi viene discusso. Quando abbiamo partecipato alla creazione del documento unitario, ci era stato detto che saremmo state invitate ai tavoli di lavoro. Invece non eravamo state neppure informate del fatto che ci sarebbe stata questa riunione. Ci sembra un comportamento poco chiaro e poco corretto nei confronti della cittadinanza per cui lavorano”.

I sindaci sono rimasti molto stupiti della presenza del Comitato e dei giornalisti al termine di quell’incontro che hanno definito “riservato”:  “Alcuni di loro si sono persino arrabbiati molto e, infastiditi dalle domande, si sono rifiutati di rispondere. Dall’assessore Venturi, che è fuggito in auto, nonostante avesse visto lo striscione e la gente lì ad attenderlo in un chiaro invito a fermarsi a parlare, al direttore sanitario del Sant’Anna, Fausto Nicolini, che se n’è andato assieme alla direttrice del Santa Maria, Antonella Messori, senza rilasciare alcuna dichiarazione, dal sindaco Enrico Bini, che ha detto che sarebbe stato reso noto tutto subito tramite un comunicato il giorno dopo, al sindaco di Ligonchio, Pregreffi, a cui è stata strappata qualche vaga informazione, rincorso dalla stampa”.

“Gli unici che non sembravano infastiditi dalla presenza del Comitato sono stati il sindaco di Vetto, Fabio Ruffini, e il sindaco di Toano, Vincenzo Volpi, che si sono fermati a parlare con tranquillità, pur non svelando i particolari dell’incontro. Alcuni sindaci, sono tornati indietro e sono usciti molto dopo, riuscendo così ad evitare il faccia a faccia con il Comitato e i giornalisti”.

Aggiunge il Comitato: “Da quel poco che si è riuscito a estrapolare, è emerso che “adesso il Punto Nascite non chiude”, ma verrà istituita una commissione di tecnici che valuterà la situazione di sicurezza del Punto Nascite e l’ospedale “verrà potenziato”. Alla domanda in che modo, nessuno ha rilasciato dichiarazioni. Noi speriamo che esca un comunicato dettagliato sulla riunione – proseguono le Cicogne – , e ci domandiamo poi ‘Se noi non fossimo andate, la cittadinanza avrebbe saputo di questa riunione?”.

Appena saputo che le Cicogne erano davanti alla Provincia, il consigliere comunale di Reggio Emilia, Cinzia Rubertelli, le ha raggiunte per mostrare la sua solidarietà: “Non sapevo niente, ho saputo che c’era un gruppo delle Cicogne qua, ero in centro, sono passata volentieri per sostenere questo ulteriore impegno di questo gruppo di cittadini che si sta spendendo in maniera energica a difesa di un servizio fondamentale per la nostra montagna – ha detto Rubertelli –  È davvero apprezzabile che i cittadini dedichino tanto impegno, forza e determinazione a difesa di un servizio per tutti. Sinceramente sono molto stupita del comportamento delle persone riunite stasera. In un momento come questo dove dovremmo sforzarci tutti di ricostruire un rapporto di fiducia tra i cittadini e le istituzioni, credo che un confronto non si neghi a nessuno, soprattutto a persone come quelle di questo gruppo che si stanno davvero impegnando, anche nel confronto e nell’ascolto”.

IL COMUNICATO DEI SINDACI IN RISPOSTA ALLE “CICOGNE”

Abbiamo letto la lettera a noi indirizzata che ha riempito le pagine dei giornali locali.
Ci stupisce dover registrare da parte vostra un attacco così duro che  identifica un presunto nostro silenzio come mancanza di attenzione sulla tematica così importante del mantenimento del punto nascita presso l’Ospedale di Castelnovo ne Monti.
Purtroppo  pur riconoscendo  al Comitato “Le Cicogne” un grande impegno sulla vicenda punto nascite, che ha avuto sicuramente il merito di catalizzare l’attenzione di tanti cittadini con   raccolta di firme e l’organizzazione di molte iniziative sul territorio,   registriamo, come spesso accade, uno scivolamento verso l’autoreferenzialità   ritenendovi   l’ unico  soggetto titolato ad occuparsi di questo argomento. Ma non è così!  
Sono mesi ormai che tutti i sindaci  di questo distretto hanno dichiarato  da che parte stanno! Lo abbiamo fatto nei tanti incontri avuti con i vertici del AUSL, con i consiglieri regionali, con i parlamentari del nostro territorio!  Lo abbiamo fatto attraverso i  documenti che tutti i consigli comunali dei nostri dieci comuni hanno approvato e inviato alle  Istituzionali deputate ad assumere le decisioni sull’argomento.
E lo stiamo facendo  tuttora costantemente   attraverso  incontri  mirati per addivenire ad una soluzione che consenta di  mantenere il reparto di Ostetricia, con un progetto in grado di coniugare la qualità dell’assistenza sanitaria, la sicurezza della madre e del bambino con quella degli operatori sanitari, tutti, e quello della sostenibilità.  E non solo il mantenimento di un solo reparto ma una discussione più ampia che coinvolge  la valorizzazione dell’intero ospedale S. Anna,  avendo ben  presente il ruolo e la centralità  di questa struttura sanitaria per i cittadini del nostro territorio. Vi invitiamo  pertanto a riflettere meglio prima di accusarci di immobilismo e ancora peggio di  menefreghismo.  
Se l’agire dei comitati  in genere si esplica  principalmente attraverso iniziative  a forte connotazione mediatica   non è automatico che anche l’agire delle Istituzioni, pur condividendo lo stesso obiettivo, debba avvenire nello stesso modo.  
Spesso nei mesi scorsi  questa discussione  è sfociata in strumentalizzazioni  che dividono  e  non giovano al  raggiungimento dell’obiettivo finale.  
Noi  stiamo lavorando per quell’obiettivo  e a questo proposito ieri  (venerdì) abbiamo incontrato l’Assessore Regionale alla Sanità e i vertici Ausl,  per riaffermare chiaramente quelle che sono le richieste del  territorio.
L’Assessore Venturi ha assicurato che la questione sarà sottoposta alla Commissione Regionale Nascite per un ulteriore approfondimento e nel frattempo non ci sarà nessuna chiusura. Inoltre è stata riaffermata la precisa volontà della Regione di potenziare il presidio ospedaliero di Castelnovo ne’ Monti.

I SINDACI DELL’UNIONE MONTANA DEI COMUNI DELL’APPENINO REGGIANO

 

 

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