“Urbanistica, basta con il mantra dei diritti acquisiti”

di Francesco Fantuzzi
18/11/2015 – L’Assessore Pratissoli afferma che lo stop al consumo di suolo debba essere una priorità della nostra amministrazione: eppure, al di là di alcune operazioni di mera propaganda, si muove in direzione opposta, barricandosi dietro al mantra dei diritti acquisiti. Non conta invece il diritto di cittadine e cittadini a dire la loro?

Questo intervento non intende affatto essere un attacco personale all’Assessore Pratissoli, le cui competenze non sono in discussione. Vorrebbe tuttavia porre alcuni spunti di riflessione, almeno per il futuro.

Il primo: la delega di Pratissoli è alla “rigenerazione urbana”. Se è necessaria una rigenerazione urbana, ciò significa che nel recente passato vi è stata una degenerazione urbana: occorre dunque un’analisi seria dello sviluppo urbanistico degli ultimi venti anni (che un precedente assessore ha definito sprawl), in assoluta continuità da un Sindaco all’altro, da un Prg a un Psc, e delle relative responsabilità.

Responsabilità che pesano come un macigno sul nostro futuro.

Il secondo: in otto anni il mondo è cambiato. La crisi, come l’Assessore ben sa, ci ha costretto a rivedere il nostro modello di sviluppo e a frenare il treno di cui giustamente parla anche Confcommercio. Pratissoli sottolinea che le convenzioni” corrispondono a contratti fra due parti, una pubblica e una privata, e  come tali vanno rispettati. L’eventuale modifica è legittima solo se  condivisa da entrambe le parti e non può essere figlia della scelta di  una sola di esse”. Benissimo: se lo stop al consumo di suolo è davvero una sua priorità, egli si attivi con tutte le proprie forze affinchè tale modifica, necessaria e fondamentale, venga realizzata. Altrimenti dovremo presupporre che le sue reali priorità siano altre.

Il terzo, non particolarmente originale: seguitare a decentrare attività commerciali e servizi non farà altro che rendere il nostro centro storico ancor meno vivibile di quanto non sia già oggi.

Il quarto, non per importanza: vogliamo attivarci affinchè la cittadinanza sia coinvolta prima della programmazione di tali sciagurate opere, e non quando ormai vi sono diritti acqusiti? Da tempo propongo l’utilizzo del dibattito pubblico come propedeutico alla realizzazione di interventi urbanistici di interesse generale. Il diritto dei cittadini a dire la loro non viene mai?

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