Stazione Mediopadana, il sindaco avverte: “Basta speculazione, non sorgerà una Reggio Due”. Chi si è fatto avanti?

24/11/2015  – “Intorno alla stazione Av Mediopadana non è prevista e non nascerà un’altra città, una Reggio Due. Lo sviluppo quantitativo è alle spalle. Lo sviluppo basato sulla rendita fondiaria non ci interessa”. Lo ha detto il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi al convegno ‘Prossima fermata: domani’, sulla stazione Av di Reggio Emilia, tenuto ieri al Centro Malaguzzi su iniziativa della  Car Server,  società reggiana di noleggio auto a lungo termine, che ha presentato un’indagine Nomisma sulle potenzialità e il futuro della fermata Mediopadana. All’incontro sono intervenuti il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio e il professor Romano Prodi.

Le parole di Vecchi sono suonate come un avvertimento in piena regola: “Reggio Emilia punta su uno sviluppo qualitativo, con forti contenuti di innovazione, basato sulle competenze distintive del territorio e aperto a un’economia della conoscenza. La nostra città, con la sua Amministrazione comunale, persegue uno sviluppo sostenibile e innovativo ed il riuso/riqualificazione dei beni immobili, senza consumo di suolo, e in questa linea si inseriscono azioni come la rigenerazione dell’area Reggiane con il Parco innovazione e di Mancasale con il Parco industriale”. Ciò vale per la stazione Mediopadana come “struttura  ben collegata all’Area vasta e attrattiva sul piano economico, del lavoro, della ricerca e del turismo”.
Il sindaco Vecchi ha anche confermato la disponibilità dell’Amministrazione comunale a costituire una Newco con Ferrovie dello Stato per la migliore valorizzazione degli spazi della stazione Mediopadana non ancora utilizzati: si tratta dei grandi spazi, attualmente chiusi, al piano terra, dove potrebbero trovare posto molteplici iniziative. Del resto, al momento la stazione Calatrava, che  nelle previsioni raggiungerà il milione di viaggiatori/anno nel 2016 è praticamente a zero in quanto a dotazione di servizi: un piccolo bar da tramezzini e il giornalaio. Ci ben altro per farne una “struttura attrattiva” non solo dal punto di vista architettonico, ma anche dell’accoglienza.

Resta il fatto che sul futuro dell’area Nord continua a gravare una coltre di nebbia degna di San Prospero. Si dovrà dire, prima o poi, cosa si intende fare, e non cosa non si vuol fare. Per esempio, se sarà interrato l’elettrodotto che deturpa le aree fronte autostrada  e lo scenario stesso dell’arco di Calatrava. Ma un interrogativo domina su tutti: qualcuno si è fatto avanti per realizzare una Reggio Due? E se sì, chi è?

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