Scandalo del riscaldamento tagliato: dopo mesi finisce l’emergenza in nove condomini su dieci

3/11/2015 – Alle soglie del grande freddo, l’emergenza riscaldamento (diventata un caso nazionale, 1.500 persone solo in via Turri in gran parte lasciato senza acqua calda per le vecchie morosità) è quasi del tutto risolta. Lo afferma il vicesindaco e assessore al Welfare di Reggio Emilia, Matteo Sassi in una nota diffusa dal Comune. 

“Le situazioni critiche per morosità nel pagamento delle bollette nei condomini con riscaldamento centralizzato a Reggio Emilia sono state risolte in sette edifici dei 10 coinvolti dai distacchi (nei 10 condomini si trovano 120 unità abitative in totale). Resta da risolvere la situazione di altri tre condomini (per un totale di 13 unità abitative), ma serve precisare che in due di questi tre condomini gli inquilini hanno preferito adottare altre soluzioni di riscaldamento.

Quindi, le criticità permangono in realtà per un solo condominio in città.

 Il ritorno delle forniture per coloro che ne hanno diritto, e che erano stati distaccati a causa delle morosità di altri inquilini, insieme con l’impostazione di piani di rientro dal debito “sono i primi risultati del gruppo di lavoro riunito la scorsa settimana in Municipio” appunto dal vicesindaco Sassi, dopo che lo scandalo, con le sue conseguenze negative sull’immagine della città, si era trascinato per mesi e mesi. La chiusura delle forniture ai condomini morosi (dopo che per anni il Comune e Iren avevano chiuso entrambi gli occhi) aveva colpito drammaticamente anche molti nuclei famigliari con bambini piccoli e persone anziani, che pure avevano pagato regolarmente le bollette; e ciò in base a una distorta interpretazione della legge sulla responsabilità in solido rispetto ai debiti pregressi. Persone alle quali ora qualcuno dovrà pagare il danno ingiustamente subito.

 “Questo primo esito del lavoro di coordinamento dimostra – ha detto il vicesindaco Sassi – che è possibile condividere con Iren dei piani di rientro dal debito per le utenze non pagate. Se infatti da una parete non è accettabile disconoscere il debito e la necessità di onorarlo, d’altra parte il problema si può affrontare e risolvere mettendo a punto piani di rientro sostenibili qualora vi sia la volontà dei condomini e degli amministratori condominiali.

Per quanto riguarda Iren – prosegue il vicesindaco – è compito dell’azienda stare al tavolo del confronto, verificare piani di rientro e testimoniare così il valore strategico della proprietà pubblica della stessa azienda multiutility. La collaborazione fra i diversi soggetti del gruppo di lavoro, che si riunirà anche questa settimana per esaminare altri temi di carattere tecnico, sta consentendo di non privare del riscaldamento coloro che ne hanno pieno diritto e di risolvere le altre criticità.

Non vogliamo mettere in difficoltà nessuno – conclude il vicesindaco – ma semplicemente ristabilire equità e normali condizioni abitative. Per intenderci: coloro che non hanno possibilità vera di pagare le bollette possono rivolgersi ai Servizi sociali per le verifiche e gli aiuti, se vi sono i presupposti. Per i ‘furbetti’ l’invito è invece a lasciare certe abitudini”.

 Il gruppo di lavoro sul riscaldamento degli edifici morosi con impianto centralizzato è composto da rappresentanti di Iren, Anaci, Aspi, Uniat Uil, Confedilizia, Sunia Cgil, Gesticond e Comune di Reggio Emilia.

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