“Razzismo, istigazione all’odio, minaccia”: il consiglio comunale condanna duramente gli striscioni anti-stranieri

10/11/2015 – Gli striscioni  contro l’immigrazione affissi la notte del 4  novembre sul soprappasso di viale Isonzo e davanti alla cooperativa Dimora d’Abramo, esprimono “opinioni razziste” non solo contro l’amministrazione di Reggio ma anche “contro lo Stato e la Comunità europea”, e costituiscono “una potenziale minaccia contro i lavoratori e i soci della Cooperativa d’Abramo”. Con un documento dai toni durissimi, presentato da Lucia Lusenti di Sel, ieri pomeriggio il consiglio comunale di Reggio Emilia ha chiesto “il massimo della pena” per affissione abusiva e “istigazione all’odio” nei confronti dell’associazione nazionale che ha rivendicati i due striscioni. Il voto è stato unanime, con la sola astensione del consigliere Bertucci del Pd.

IL DOCUMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE DI REGGIO EMILIA

nella notte tra il 3 e il 4 novembre 2015 sono stati affissi, sul passaggio pedonale rialzato di Viale Isonzo e davanti alla sede della cooperativa Dimora d’Abramo, degli striscioni inneggianti a “non passa lo straniero” e di seguito “accogliamo il continente nero” con il chiaro obiettivo di evidenziare la differenza tra la difesa del confine durante la Prima Guerra mondiale e il rigetto e rifiuto degli stranieri in questa crisi mondiale

 Considerato che

La Dimora d’Abramo è la prima cooperativa, in Italia, ad occuparsi d’immigrazione, sollecitando la solidarietà di molte persone e l’impegno sociale di diverse associazioni del territorio. Nel corso degli anni la Cooperativa è cresciuta e si è consolidata e la sua evoluzione per molti aspetti è strettamente legata al fenomeno migratorio nel territorio reggiano. Infatti, col passare degli anni, è sempre più evidente che la presenza di immigrati stranieri non è temporanea ma in costante crescita e con la diffusione dei ricongiungimenti familiari si caratterizza come insediamento stabile nella nostra provincia.

Pertanto, da bisogni legati all’emergenza e principalmente assistenziali, si passa a bisogni legati all’inserimento sociale dei cittadini stranieri; si pensi all’accesso ai servizi sociali e sanitari o all’inserimento scolastico che richiedono percorsi di facilitazione e mediazione per i nuovi cittadini; oppure all’accesso alla casa con la necessità di un accompagnamento per costruire relazioni di fiducia con la popolazione reggiana o al mondo del lavoro.

 E’ quindi da evidenziare come la competenze sviluppata in questi anni e il lavoro continuo sia vitale per la comunità reggiana nel momento in cui si arricchisce di nuovi membri della società che hanno bisogno di aiuto e sostegno per inserirsi nel nuovo tessuto sociale di residenza.

 Considerato inoltre che

tale atto fortemente offensivo e razzista è stato ufficialmente rivendicato da “Progetto Nazionale – Un’associazione di uomini, di idee, di volontà” di Reggio Emilia e considerato che tale associazione definisce tra i propri obiettivi, testualmente: “la tutela e l’affermazione della nostra Identità  … Questo aspetto relativo al tema delle specificità e delle differenze, delle origini e del futuro, passa sia dall’ambito della conoscenza e della promozione culturale sia da quello politico con la ferma opposizione al fenomeno immigratorio, per noi negativo (per gli stessi immigrati, per i loro Paesi d’origine e per quelli che li devono accogliere) e tutt’altro che spontaneo, ma indotto per inconfessabili interessi multinazionali e geo-strategici (che in questo momento mirano tra l’altro all’indebolimento ulteriore dell’Italia e dell’Europa); l’”affare immigrazione” deve essere tolto dalle grinfie del sottobosco parassitario e sfruttatore (di qualsivoglia parrocchia politica e religiosa) che lo gestisce, e governato con regole chiare e rigidissime direttamente tra Stati, con accordi bilaterali e progetti di cooperazione e di crescita”;

 Considerato infine che

Gli “obiettivi politici” di tale associazione sono in netto contrasto con quelli della nostra città che invece promuove l’integrazione e la solidarietà, e che dei propri percorsi di accoglienza ed inserimento (portati avanti da Dimora d’Abramo come da altri soggetti del territorio) si fa -giustamente- vanto

 Valutato inoltre che

Sono stati affissi striscioni senza alcuna autorizzazione e sono stati apposti con il chiaro intento di lanciare un segnale a chi si occupa di accoglienza;

Sono state espresse “opinioni” a mezzo di tali striscioni razziste e che si esprimono non solo contro gli obiettivi di mandato di questa amministrazione ma anche contro lo Stato e contro la Comunità Europea che finanziano e promuovo tali progetti di inserimento e vero e proprio aiuto nei confronti di chi è costretto alla fuga.

 Valutato inoltre che

E’ considerato “reato d’opinione” ogni espressione comunemente usata per indicare una categoria di reati che comprende gran parte dei delitti contro la personalità dello Stato, con particolare riferimento ai reati di propaganda e apologia sovversiva, nonché di vilipendio della Repubblica e delle istituzioni costituzionali.

 Valutato infine che

L’affissione di tali messaggi fuori dalla Dimora D’Abramo costituisce una potenziale minaccia verso i lavoratori e soci della cooperativa

 Si Chiede al Sindaco e alla Giunta

di intervenire pubblicamente con un atto di condanna e di provvedere a valutare ed applicare tutte le possibili misure sanzionatorie, applicando il massimo della pena prevista, a tale associazione, per affissione abusiva ed istigazione all’odio.

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