Processo Aemilia, anche Nicolino Grande Aracri chiede il giudizio abbreviato. Ottanta imputati scelgono i riti alternativi

11/11/2015 – Anche Nicolino Grande Aracri, il boss di Cutro in carcere al 41bis per scontare una condanna a 30 anni, è tra gli imputati che hanno fatto richiesta di abbreviato nell’udienza preliminare di ‘Aemilia’, il processo di ‘Ndrangheta in corso nell’aula speciale allestita in un padiglione della Fiera di Bologna. Grande Aracri, ritenuto il capo della Cosca che prende il suo nome, nel processo emiliano con 236 imputati non risponde però del reato di associazione a delinquere di tipo mafioso, contestata a 54 persone. Sono un’ottantina le richieste di riti alternativi.

RITI ABBREVIATI DALL’11 GENNAIO – Comincerà l’11 gennaio il processo in rito abbreviato per gli imputati che lo hanno chiesto nell’udienza preliminare ‘Aemilia’, per ora oltre sessanta, su 236 imputati. Il numero potrebbe aumentare ancora. Le posizioni di chi ha avanzato la richiesta di essere giudicato allo stato degli atti, con la riduzione di un terzo della pena, sono state stralciate e torneranno nell’aula allestita in Fiera a Bologna nel 2016.

EX ASSESSORE BERNINI: SCELTO PROCESSO RAPIDO PER ACCERTARE ESTRANEITA’ – La scelta del processo con il rito abbreviato è stata fatta “non certo per eventuali sconti di pena ma con l’esclusiva motivazione di voler utilizzare lo strumento processuale più veloce al fine di ottenere, nel più breve tempo possibile, il riconoscimento della mia totale estraneità all’ipotesi accusatoria, un vero e proprio teorema fondato sul nulla”. Lo spiega l’ex assessore del Pdl al Comune di Parma Giovanni Paolo Bernini, imputato per concorso esterno in associazione mafiosa nel processo di ‘Ndrangheta Aemilia in corso a Bologna, “al fine di evitare le solite strumentalizzazioni giornalistiche”.

(fonte: ansa.it)

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