Piccoli azionisti Iren: insieme agli utili aumentano i misteri

di Francesco Fantuzzi*

13/11/2015E’ stata presentata ieri la situazione del gruppo al 30 settembre: un trionfo, secondo il Presidente Profumo. Ma i dati non sono così entusiasmanti come parrebbe. E nascondono qualche aspetto controverso. Esaminiamoli.

Il fatturato relativo a energia e gas, il cuore dell’attività, parrebbe effettivamente aver interrotto la drammatica crollo degli anni precedenti, che ha portato il gruppo a perdere in soli due anni più di un terzo dei volumi: resta la constatazione che il margine lordo percentuale, pur in recupero, è soltanto il 14% di quello totale, pur rappresentando il settore due terzi del fatturato, mentre quello relativo a generazione e teleriscaldamento si è ridotto addirittura di quasi il 70% rispetto all’anno precedente.
Dati preoccupanti, se si considera che Iren ha da tempo in bilancio investimenti come la centrale di Turbigo e il rigassificatore OLT, il cui valore attuale è nettamente al di sotto di quello di carico.

Come ammesso dallo stesso Profumo, i settori non a mercato ormai contribuiscono a più del 55% del margine lordo, a conferma del fallimento della politica di investimenti della gestione Viero.
Quanto ai ricavi complessivi, riconfermo il principio che essi sono aumentati solo a causa dell’ingresso di Amiat nel gruppo, che peraltro ha riportato il credito nei confronti del Comune di Torino nuovamente oltre i 200 milioni:  nonostante sia stata mascherata da prestito, si tratta sostanzialmente di una sofferenza difficilmente recuperabile per l’intero.

Il risultato operativo netto, vero termometro della redditività d’impresa, si è peraltro contratto di oltre il 10%: pesano i maggiori ammortamenti dovuti anche al consolidamento di Amiat e le maggiori svalutazioni, anche di crediti non recuperabili.
Inoltre, ribadisco anche questo, l’utile netto non è aumentato per effetto di migliori risultati, ma essenzialmente per la minore tassazione derivante dalla disapplicazione della cosiddetta Robin hood tax e per il crollo dei tassi di interesse sul mercato.
Passiamo ora ai misteri, invero non banali.
Perchè confrontare l’indebitamento complessivo al 30 settembre col dato al 31 dicembre 2014? Le dinamiche finanziarie risentono della stagionalità e possono essere lette meglio se confrontate allo stesso periodo.
Perchè lo stato patrimoniale non viene più presentato nella forma classica a sezioni contrapposte, impedendo di ricavare gli indici di liquidità immediata e differita?
Insomma, aumentano gli utili e i misteri.
Ciò che è certo è il fatto che il gruppo si  salverà soltanto per l’impegno costante di una compiacente classe politica, a partire dalla volontà di non cedere il servizio idrico. A nostre spese.

*Gruppo interpr. Piccoli azionisti

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Una risposta a 1

  1. Aristotele Rispondi

    14/11/2015 alle 17:55

    Tanto atteso, il colto commento finanziario di Fantuzzi non è mancato, meno male.
    Certo che se la finanza la padroneggia come pochi, la logica non è proprio il suo forte.
    Quali misteri ci saranno nei conti di una società quotata in Borsa e sempre sotto l’occhio attento di regolatori ed investitori, mah ?
    E perchè gli (ammessi e non concessi) vantaggi dati ad IREN dalla “compiacente classe politica” sarebbero “a spese” di Fantuzzi nelle vesti di rappresentante dei piccoli azionisti ? questo sì è un mistero….

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