Papà, mamma e gender: dibattito Pd su questioni che scottano con Michela Marzano
Sulla sfondo si aggira lo spettro di De Lucia

5/11/2015 – Il Pd, messo alle strette dal caso De Lucia, parla di gender per trasformare in questione politica quello che in fondo è un caso di maleducazione e di non rispetto delle opinioni altrui. Il consigliere comunale De Lucia, del Pd, aveva dato del “propagatore di odio” al vescovo di Reggio: ora, dopo le rampogne ricevute dal suo partito e dal consiglio comunale, ma forte del sostegno ricevuto dalla pornostar Valentina Nappi,   ha chiesto a Camisasca un incontro “chiarificatore per un libero confronto” (però di chiedere scusa ancora una volta non se ne parla).

Così, presi tra l’incudine e il martello, i democrat  hanno invitato la deputata Michela Marzano, docente universitaria a Parigi,  a presentare il suo libro “Mamma, papà e gender” venerdì sera alle 18 a Reggio Emilia, nell’aula magna Pietro Manodori di Unimore assieme ai colleghi deputati reggiani del Pd  Antonella Incerti e Paolo Gandolfi.

Papà, mamma e gender” -scrive il Pd – “è un saggio che mostra come si stiano facendo passi indietro anzichè in avanti sulla questione del sesso, del genere e dell’orientamento sessuale, e come l’amore non abbia né sesso né genere”.

“Le discriminazioni e la violenza contro le donne e le persone omosessuali e transessuali sono oggi, almeno a parole, unanimemente condannate in Italia. Una frattura profonda divide invece il Paese quando si discute dei mezzi per combattere questi mali. Al centro del durissimo dibattito c’è la cosiddetta “teoria del gender”. Da un lato, i sostenitori sentono tutta l’ingiustizia di una società in cui una persona può ancora essere considerata inferiore a causa del proprio diverso orientamento sessuale, del proprio sesso, della propria identità di genere. Dall’altro, gli oppositori vedono nella teoria una pericolosa deriva morale, il tentativo di scardinare i valori fondamentali del vivere umano. È una questione sulla quale esiste, come diceva il cardinale Martini, un “conflitto di interpretazioni” perché ha a che fare con “le caverne oscure, i labirinti impenetrabili” che ci sono dentro ognuno di noi.

Sulla questione, Michela Marzano fa convergere la luce – a tratti incandescente – di tutta la sua passione, sensibilità e intelligenza. Raro esempio di “filosofa pubblica”, spiega nitidamente al lettore la genesi e le implicazioni dell’idea di gender e, senza mai rinnegare le sue radici cattoliche, decostruisce le letture spesso fantasiose che ne danno oggi molte associazioni religiose. Soprattutto, come sanno i suoi lettori, non esita mai a mettersi in gioco direttamente, raccontando se stessa e identificandosi nell’esperienza di chi ha vissuto da vittima innocente il dramma dell’esclusione”.

Michela Marzano (Roma, 1970) ha studiato alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha conseguito un dottorato di ricerca in Filosofia. È autrice di numerosi saggi e articoli di filosofia morale e politica. In Italia ha pubblicato, tra gli altri, Estensione del dominio della manipolazione (2009), Sii bella e stai zitta (2010), Volevo essere una farfalla (2011), Avere fiducia (2012), Il diritto di essere io (2014). Professore ordinario all’Université Paris Descartes, dirige una collana di saggi filosofici per le Edizioni PUF e collabora con “Repubblica” e “Vanity Fair”. Attualmente è deputato del Parlamento italiano.

IL PD DI REGGIO DIFENDE LA LEGGE “BUONA SCUOLA”: “NON DIFONDE LA COSIDDETTA TEORIA GENDER”

“Il PD cittadino di Reggio  Emilia interviene per respingere la campagna aggressiva che accusa la legge “Buona scuola” di puntare alla diffusione nelle scuole della cosiddetta “teoria gender”. “Non esiste – scrivono i democratici reggiani – una cosiddetta “teoria gender”, esiste la capacità dello Stato di riconoscere a tutti i cittadini italiani pari diritti. L’impegno del PD è teso alla promozione della parità tra i sessi, della prevenzione della violenza di genere ed alla lotta contro tutte le discriminazioni così come indicato dalla Convenzione di Instanbul.

Si tratta – continua il Pd cittadino – di tutelare il valore e la dignità personale, nel rispetto dei diritti fondamentali della persona umana al fine di addivenire ad una maggior coesione sociale. Il nostro impegno andrà quindi verso la mobilitazione delle coscienze e l’impegno al confronto nella società civile per isolare gli atteggiamenti omofobi ed affermare il pieno rispetto per l’indipendenza e la laicità delle istituzioni. Il PD è unito nel contrasto al clima di scontro tra culture che si cerca di creare su questo tema, riconoscendo alle istituzioni il dovere ed il diritto di attivare azioni che diano ad ogni cittadino italiano il diritto di vivere la propria vita senza discriminazioni legate all’identità di genere. Ad ogni vittima di violenza fisica e verbale noi vogliamo dare la nostra solidarietà, dicendo a queste persone che non sono sole. Sappiamo bene come il clima omofobico ed arretrato sul piano dei diritti abbia portato l’Italia ad essere in ritardo su questi temi rispetto agli altri paesi. Occorre quindi assumere tutte le iniziative, in ambito politico e civile, di sostegno alle vittime di odio e discriminazione, avviando le azioni culturali e legali più utili alla prevenzione di questi fenomeni e di tutela delle vittime stessa nell’ottica di una crescita civile dell’intero paese”.

 

 

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