Processo Aemilia: Pagliani chiede il rito abbreviato
“La mia innocenza sarà riconosciuta”

9/11/2015 – Processo Aemilia,  Giuseppe Pagliani chiede il rito abbreviato per uscire al più presto dal procedimento: “Sono convinto che sarà riconosciuta la mia totale estraneità”.

Questa mattina nuova udienza preliminare alle Fiere di Bologna del processo contro la ndrangheta emiliana, dopo il rigetto delle richieste di trasferimento a a Catanzaro. In aula anche Vincenzo Iaquinta, ex calciatore della Juventus e della Nazionale che è coinvolgo nel processo con l’accusa di violazione di leggi sulle armi. Iaquinta è difeso dall’avvocato Taormina, al pari del padre Giuseppe, imprenditore dell’edilizia, al quale è contestata l’associazione di stampo mafioso. Nella mattinata, come annunciato, interrogatorio della tributarista bolognese Roberta Tattini, difesa dall’avvocato Girolamo Mancino. Poi è toccato a Vincenzo e Giuseppe Iaquinta, mentre Michele Bolognino, in una dichiarazione spontanea, ha ribadito di considerarsi un “ex-ndranghetista”.

Sono una trentina gli imputati che hanno chiesto il giudizio abbreviato, ma la cifra è destinata a crescere: la richiesta,si è appreso ,sarà inoltrata al Gup Francesca Zavaglia anche dal giornalista Marco Gibertini.

Nell’udienza i legali di Pagliani hanno depositato la richiesta di giudizio abbreviato davanti al Gup, in base ai documenti raccolti sino ad oggi. E’ lo stesso Pagliani ad annunciare, con una dichiarazione diffusa oggi.

“Ho deciso insieme ai miei avvocati di scegliere il rito abbreviato per ottenere così, nel più breve tempo possibile, il riconoscimento della mia totale estraneità all’ipotesi accusatoria, un vero e proprio teorema fondato sul nulla assoluto.”, afferma l’avvocato di Arceto, capogruppo di Forza Italia in Comune a Reggio e in Provincia.

“Auspicavo che il Pubblico Ministero, dopo la decisione del Tribunale del Riesame che ha escluso la sussistenza della gravità indiziaria, chiedesse l’archiviazione  – aggiunge –  Stupisce l’ostinazione della Procura che non ha neppure appellato l’ordinanza del Tribunale di Riesame di Bologna, passata così in giudicato, la quale ha stabilito la mancanza dell’elemento oggettivo ed anche di quello soggettivo del reato”.

“Sono certo che anche il Giudice dell’udienza preliminare, così come hanno fatto i Giudici del Tribunale del Riesame – conclude –  non potrà che confermare l’infondatezza delle accuse e la mia totale estraneità ad una vicenda giudiziaria che ha fatto inutilmente soffrire me, i miei famigliari e tutte le persone a me care”.

 

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