Nuovo protocollo antimafia per l’edilizia: via a controlli sul 20% delle ristrutturazioni

19/11/2015 – D’ora in poi la certificazione antimafia dovrà essere fornita prima della firma di accordi e convenzioni urbanistiche, e non a posteriori. Inoltre la comunicazione antimafia sarà necessaris anche per intervenuti sotto i 70 mila euro, e saranno avviati controlli in materia sul 20% delle licenze per ristrutturazioni. 
Sono alcune novità introdotte col nuovo protocollo di legalità per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose nel settore dell’edilizia privata e dell’urbanistica che sarà firmato questa mattina, giovedì 19, dal Prefetto Raffaele Ruberto e dal sindaco di Reggio Emilia Raffaele Ruberto. I protocollo “per elevare il livello di prevenzione” segue e aggiorna quello del 17 maggio 2011, che evidentemente non aveva funzionato molto bene. L’edilizia, è noto, è il settore maggiormente esposto a Reggio Emilia all’azione della criminalità organizzata, che attraverso essso si insedia come una metastasi nell’economia legale e negli apparati pubblici. 

In una dichiarazione, il sindaco Vecchi e l’assessore alla Rigenerazione urbana Alex Pratissoli lanciano un appello alle associazioni di categorie e alle imprese intenzionate a  lavorare a Reggio ad aderire al protocollo:  “Una delle difficoltà maggiori che si riscontravano in passato era proprio l’incertezza su dove attingere le certificazioni di regolarità sul piano della legalità. L’aver individuato una strada chiara ed efficace potrà, negli anni a venire, andare incontro proprio ai tantissimi soggetti che operano rispettosi della legge e che chiedono tempi certi per poter pianificare i propri interventi – affermano –  Nondimeno ha un significato altissimo, dal punto di vista dell’amministrazione pubblica, il fatto che d’ora in poi le informative antimafia verranno prodotte prima della sottoscrizione di accordi e convenzioni urbanistiche. 
Si sentiva realmente la necessità di invertire una prassi, purtroppo di carattere nazionale, che lasciava le pubbliche amministrazioni senza difese, nel momento in cui queste informative giungevano a valle del processo, o nel corso dell’iter”.

L’auspicio è che i controlli “non vengano vissuti come un rallentamento dei processi, ma come una buona pratica, che serve a tutta l’economia legale reggiana e che permetterà all’intero sistema di trarre benefici important”

La decisione di allargare a tipologie nuove e diverse di interventi in campo edilizio e urbanistico la verifica tramite l’informativa antimafia, il fatto che il protocollo con la Prefettura preveda la comunicazione antimafia anche per Permessi di costruire al di sotto dei 70mila euro e che controlli puntuali verranno avviati su una parte rilevante delle ristrutturazioni, con una serie di azioni a campione su un 20% delle Scia, sono – concludono Vecchi e Pratissoli – ” la dimostrazione che si fa sul serio, che non ci si può accontentare”. 

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