Mobilitazione per il Lambrusco: Pagliani porta il caso in Provincia. E Simona Caselli vola a Bruxelles

25/11/2015 – Mobilitazione a livello locale, regionale e nazionale per salvare il Lambrusco da quelle che Maurizio Gasparri ha definito le “follie dell’Europa”. Una volta tanto l’impegno è trasversale, come si è già profilato per le carni rosse: il settore agroindustriale, a quanto pare, è l’unico a Reggio Emilia dove non tiri perennemente aria diguerra civile. Forse per produttori e allevatori, che stanno al pezzo tutti i giorni, chiedono concretezza alla politica, e non divisioni. E’ noto che la Commissione di Bruxelles vorrebbe liberalizzare la denominazione Lambrusco (che designa un vino tipicamente emiliano della zona del Po, in particolare di Reggio e Modena) col pretesto risibile che non si tratta di denominazioni strettamente geografiche – permettendo a paesi come Spagna e Portogallo di mettere le mani sul vino più venduto nel mondo e che vale – solo nelle due province – oltre mezzo miliardo fatturato annuo. Nel mondo del lambrusco sono coinvolte nelle  zone di produzione tipiche circa 7 mila produttori e più di sessanta cantine private e cooperative.

Se ne parlerà quanto prima in consiglio provinciale con una mozione presentata dal capogruppo di Forza Italia Giuseppe Pagliani, che  impegna palazzo Allende “a intervenire immediatamente presso i deputati europei eletti nel nostro collegio e il Governo nazionale per  ogni azione utile a tutelare la tipicità locale, salvaguardando la territorialità produttiva originaria del nostro vino lambrusco”.

Giuseppe Pagliani e, seduti, Fabio Callori e Gianluca Nicolini

Giuseppe Pagliani e, seduti, Fabio Callori e Gianluca Nicolini

Pagliani ricorda fra l’altro che nel febbraio 2013 in spagna era stato messo in vendita un rosso frizzante chiamato “lambrusco” e che la magistratura iberica aveva respinto il ricordo dell’allora consorzio di Modena. Anche per questo il rischio è elevato.

E non a caso Forza Italia di Reggio nell’ iniziativa pubblica di sabato (la prima a Reggio dopo un anno di paralisi politica) hanno indicato come impegno prioritario la difesa di Lambrusco, Parmigiano Reggiano, prosciutto crudo dop e salumi da un assalto che, in un modo o nell’altro, ha assunto dimensioni planetarie.

Paolo De Castro

Paolo De Castro

Della vicenda è tornato a occuparsi ieri a Strasburgo Paolo De Castro, coordinatore del gruppo socialista in commissione Agricoltura, che ha incontrato il commissario all’Agricoltura Phil Hogan.

In proposito l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli ha dichiarato  che “tutelare e salvaguardare la tipicità di vini, come il Lambrusco, che hanno un stretto rapporto con il territorio è fondamentale. Lo è per un’agricoltura fortemente identitaria come quella emiliano-romagnola, lo è per tutto il made in Italy che proprio su questo asset gioca gran parte del suo appeal nel mondo. Non tenerne conto sarebbe un grave errore. Per questo esprimo tutto il mio sostegno- aggiunge Caselli –  all’iniziativa di Paolo De Castro che si è fatto portatore presso il commissario Hogan delle preoccupazioni di tutta la vitivinicoltura regionale”.

Simona Caselli

Simona Caselli

Nei prossimi giorni l’assessore volerà a Bruxelles: “Il Lambrusco ha un legame storico con il territorio  – sottolinea testimoniano le tante varietà di questo vino che hanno un preciso riferimento territoriale come Sorbara, Santa Croce, Castelvetro,  Montericco. In un mercato sempre più globalizzato difendere  i prodotti tipici è una scelta strategica.  Su questo tema ribadisco l’impegno forte della Regione Emilia-Romagna a fianco del ministero delle Politiche agricole e di tutto il mondo produttivo”.

LA MOZIONE DI PAGLIANI IN PROVINCIA

 Al Presidente della Provincia

Premesso che:

la Commissione DG AGRI dell’Unione Europea ha intenzione di modificare le norme sull’etichettatura dei vini che riconduce gli stessi alle zone di produzione IGP (Indicazione geografica Protetta) e DOP (Denominazione di origine protetta, nei vini è DOC), su impulso di alcune nazioni produttrici di vini quali Spagna e Portogallo.

Visto che:

il vino lambrusco rappresenta una tipicità storica dell’enologia della nostra provincia

considerato che:

nelle provincie di Reggio Emilia e Modena il lambrusco è prodotto in quantità superiore al milione di ettolitri all’anno corrispondente ad un valore sul mercato di oltre 500 milioni di Euro

Dato che:

esistono oltre 7000 aziende produttive nei territori di origini tradizionale delle uve oltre a più di 60 cantine di trasformazione e produzione di lambrusco considerando insieme cantine sociali e private

Tenuto conto che:

già nel mese di febbraio 2013 fu commercializzato sul mercato spagnolo un vino frizzante rosso chiamato indebitamente con le denominazione di Lambrusco ed un ricorso giudiziale dell’allora consorzio di Modena fu respinto dalla magistratura iberica

Considerato inoltre che:

il lambrusco è oggi il vino più venduto al mondo rappresentando così per altre nazioni un primato commerciale da scippare all’Italia

SI IMPEGNA IL CONSIGLIO PROVINCIALE:

ad intervenire immediatamente presso i deputati europei eletti nel nostro collegio ed il Governo nazionale al fine di intraprendere ogni azione utile a tutelare la tipicità locale salvaguardando la territorialità produttiva originaria del nostro vino lambrusco

 

 

 

 

Giuseppe Pagliani Capogruppo Terre Reggiane

 

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