Grida al ladro di andare via: donna minacciata con pistola
Assalti ai bar di Reggio

12/11/2015 – Caseifici, bar, tabaccherie, supermercati e negozi, capannoni industriali, farmacie, concessionarie d’auto, circoli, uffici, appartamenti, cantine: decisamente,  la notte è fatta per rubare.  Dalla mezzanotte, e anche prima, sino all’alba non c’è tregua a Reggio e provincia. Intere bande scorrazzano in pianura e in montagna, senza riguardo per nessuno, e per le forze dell’ordine è una battaglia senza sosta.

Non è più la microcriminalità classica, la mala si è evoluta: come nel mondo economico, oggi esiste la delinquenza-rete in cui le bande sono specializzate e collegate fra loro. Ognuno con la propria funzione. Forse la parola mafia è troppo grossa, ma ci siamo vicini. E’ anche una mala molto più pericolosa di un tempo, pronta ad aggredire e anche a sparare ai cittadini che non stanno più alla finestra, ma che sempre più reagiscono  e contribuiscono con le loro segnalazioni al controllo del territorio.

In questo senso, un episodio inquietante è accaduto stanotte in via Makallè: alle 2,30 una donna ha dato l’allarme perchè, svegliata da forti rumori metallici, si era affacciata e aveva gridato di smetterla  a quello che credeva essere solo un balordo. L’uomo, invece, stava forzando la saracinesca del  “Bar Sporting” e ha, indispettito dalle urla, ha puntato una pistola contro la donna per farla tacere. Subito dopo insieme a due complici si è allontanato in direzione di via Sforza. I poliziotti giunti sul posto, accertavano nel tentativo di furto, fallito grazie alla donna che ha rischiato anche di prendersi una pallottola,  i ladri avevano danneggiato la saracinesca tagliandola alla base.e  avevano forzato gli infissi ed i vetri della porta.

Un altro allarme è scattato in città un’ora dopo in via Colletta, dove è stato svaligiato il Bar Elvis. Dopo aver forzato due porte in metallo che permettono l’accesso al locale laboratorio/cucina, i ladri hanno portato via tabacchi, gratta e vinci ed il denaro contenuto nelle macchine cambia monete. Inoltre hanno portato via il computer su cui venivano salvate le immagini del sistema di videosorveglianza interna del locale.

Non si escludono collegamenti tra i due episodi. Sui due casi sono in corso le indagini degli agenti della Squadra Mobile.

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Una risposta a 1

  1. Ale Rispondi

    13/11/2015 alle 11:46

    A che punto dobbiamo arrivare perchè si decida di fare qualcosa? Non mi riferisco agli amministratori locali o non solo, ma soprattutto a chi amministra la giustizia in Italia. Se ogni delinquente, anche se arrestato, esce poco dopo è chiaro che altri ne seguiranno le gesta.
    CI VUOLE CERTEZZA DELLA PENA come in altri paesi, allora la situazione cambierebbe.

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