Lotta alla mafia: nuovo protocollo Prefettura-Comune. Le imprese edili saranno passate ai raggi X
In cinque anni 86 interdittive, 18 solo nel 2015. Ma prima dov’erano le amministrazioni?

20/11/2015 – Il Prefetto Raffaele Ruberto ed il Sindaco di Reggio Emilia  Luca Vecchi hanno sottoscritto in Prefettura  il nuovo “Protocollo di legalità per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore dell’edilizia privata e dell’urbanistica”, che aggiorna quello sottoscritto il 17 maggio 2011, con la finalità  “di elevare il livello di prevenzione delle infiltrazioni mafiose anche nel settore dell’edilizia privata”.
Finora l’attività di prevenzione antimafia condotta dalla Prefettura ha condotto, dal 2010 ad oggi, alla adozione di 86 provvedimenti interdittivi antimafia, tra informazioni antimafia e rigetti di iscrizione nelle white list (18 soltanto dall’inizio di quest’anno), nei confronti di un numero complessivo, negli anni, di 72 ditte (17 solo nell’anno in corso).
L’obiettivo ora, è intercettare e prevenire  i tentativi di infiltrazione delle organizzazioni malavitose in nuovi settori
economici d’interesse.
L’analisi  della situaziine fa ritenere che “la contrazione dei flussi finanziari nel settore dei pubblici appalti possa indurre la criminalità organizzata a rivolgere i suoi interessi verso l’edilizia privata e l’urbanistica”. Insomma, il rischio che le imprese in condizioni precarie e alle quali le banche hanno tagliato il credito, si rivolgano ai capitali sporchi, è crescento.
Il protocollo prevede pertanto il rilascio delle informazioni antimafia di cui all’art. 91 e seguenti del codice antimafia nei casi seguenti:
• per tutte le richieste di Permesso di Costruire il cui valore delle opere è  pari o superiore a € 70.000,00;
• per una percentuale pari ad almeno il 20% del numero delle SCIA presentate, il cui valore delle opere risulta pari o superiore a € 70.000,00, tramite sorteggio informatico;
• per tutti i soggetti privati sottoscrittori degli atti degli  accordi di cui all’art.11 della L. 241/90 e all’ art.18 della L.R. 20/2000, nonché delle convenzioni urbanistiche.
Il Comune chiederà invece la semplice comunicazione antimafia con le modalità previste dalle procedure informatiche d’accesso alla Banca Dati Nazionale Unica  per tutte le istanze di Permesso di Costruire, il cui valore delle opere risulti inferiore a € 70.000,00.
In ogni caso, nell’ottica della ottimizzazione e della economia del lavoro, prima di richiedere l’informazione antimafia o di avviare il procedimento per l’acquisizione
della comunicazione antimafia, il Comune verificherà se la ditta risulti iscritta nelle white list della Prefettura, secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni.
Il protocollo, che è stato dunque condiviso con il Comune di Reggio Emilia nei suoi presupposti e nelle sue articolazioni,  potrà essere replicato con altri Comuni e Unioni di Comuni.
A tal fine è stata parimenti sottoscritta una dichiarazione d’intenti tra Prefettura e Provincia di Reggio Emilia con la quale quest’ultima veicolerà il nuovo strumento pattizio nell’ambito dell’Assemblea dei Sindaci e svolgerà un utile ruolo di raccordo e sostegno anche grazie al  ruolo di Stazione Unica Appaltante che la Provincia svolge per conto di numerosi comuni.

Resta da chiedersi perchè i comuni negli anni di vacche
grasse hanno approvato, anzi promosso la valanga di cemento che ha devastato Reggio e provincia, pur sapendo bene che l’infezione mafiosa nelle imprese calabresi e campane – che avevano in mano l’edilizia – era in atto da tempo. Naturalmente la domanda non riceverà risposta, ma è giusto ricordare sempre ciò che è accaduto. Anche perchè tutti dimenticano che Reggio Emilia è stata teatro di ben due guerre
di ndrangheta con una dozzina di morti.
Oggi fortunatamente abbiamo i protocolli antimafia: speriamo che non servano per lavare le coscienze sporche.

MANGHI:ESTENDERE IL PROTOCOLLO A TUTTI I COMUNI

20/11/2015 -Estendere a tutti i Comuni reggiani e alle Unioni il Protocollo di legalità fra Comune di Reggio Emilia e Prefettura per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei settori dell’edilizia privata e dell’urbanistica. È uno degli obiettivi della dichiarazione di intenti sottoscritta dal prefetto Raffaele Ruberto e dal presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi.
L’intesa – che prevede anche una collaborazione amministrativa  tra Palazzo Allende e Prefettura per meglio gestire la complessità delle procedure riguardanti la documentazione antimafia – riafferma il ruolo centrale della ‘nuova’ Provincia, così come delineato anche dalla Legge di riforma del 2014, nell’azione di coordinamento e supporto tecnico ai Comuni;  una nuova veste che ha già visto Palazzo Allende protagonista in diversi settori, a partire dalla Stazione unica appaltante  alla quale hanno aderito ben 16 Comuni, 3 Unioni e 2 aziende di servizi alla persona.
“Già il prossimo 28 novembre convocheremo l’Assemblea dei sindaci e presenteremo a tutti i primi cittadini e alle Unioni il Protocollo di legalità sottoscritto ieri dal Comune capoluogo e dalla Prefettura –  annuncia il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi –  L’accordo raggiunto dal sindaco Vecchi con il prefetto Ruberto, al quale va la mia gratitudine per la collaborazione e l’attenzione dimostrate anche in questa occasione verso le istitituzioni,  consente infatti di adottare nuovi, importanti strumenti nella lotta in campo amministrativo all’azione delle mafie: un obiettivo che da sempre vede la Provincia impegnata in prima linea e che ha visto Palazzo Allende sottoscrivere, sempre con la Prefettura, diversi Protocolli di legalità, da quello del 2007 sulla regolarità nei cantieri a quello del dicembre 2010 sugli appalti pubblici”.

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