Lotta dura alla Meta System, comprata dai cinesi. Torna il “gatto selvaggio”, altre 24 ore di sciopero

4/11/2015 – E’ lotta dura alla Meta System di Reggio Emilia. Dopo le prime 24 ore di sciopero delle ultime tre settimane, le assemblee dei lavoratori hanno votato un pacchetto di ulteriori 24 ore di sciopero.
Si tratta di agitazioni articolate che avranno forme e tempi diversi a seconda del turno, del reparto e dello stabilimento (la Meta System ha 4 importanti stabilimenti produttivi in Zona Annonaria a Reggio Emilia). Un tempo si chiamavano scioperi “a gatto selvaggio”. Già in questi giorni – riferisce una nota della Fiom di Reggio-  “tre stabilimenti su quattro sono stati coinvolti da fermate improvvise decise spontaneamente dai lavoratori che hanno svuotato i reparti produttivi fermando la produzione per diverse ore”.

Lavoratori Meta System in sciopero

Lavoratori Meta System in sciopero

I lavoratori della Meta System, sia i dipendenti stabilizzati sia i precari, stanno scioperando – secondo il sindacato – con un’adesione mai vista negli ultimi anni. ” In tutti i rinnovi contrattuali precedenti l’aziendfa aveva  sempre evitato lo scontro e cercato una mediazione col sindacato e coi lavoratori – afferma Simone Vecchi, funzionario FIOM CGIL – . I dipendenti dell’azienda stanno lottando per un contratto aziendale dignitoso, chiedendo un aumento salariale e condizioni di vita decenti per i precari, che con le leggi attuali potrebbero rimanere tali per tutta la vita”.
La Meta System non è un’azienda in crisi, al contrario,  in questi mesi, con l’acquisizione della maggioranza delle azioni da parte della multinazionale cinese DEREN sta godendo di una stabilità finanziaria maggiore che in passato.  Anche sulla base di questa situazione gli operai stanno confermando alti livelli di partecipazione agli scioperi che, la FIOM annuncia, proseguiranno anche nei prossimi giorni con iniziative articolate se l’azienda non riaprirà il tavolo negoziale.
“Gli operai della Meta System chiedono e meritano rispetto – conclude Vecchi- Ed è chiaro che se la Direzione mancherà di rispetto a chi fa i lavori più duri, a chi fa gli orari più disagiati, a chi nonostante la precarietà sta scioperando, non potrà che avere una risposta più dura di quella avuta finora”.

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