L’affaire lambrusco in Parlamento. Interrogazione di Gasparri: “Il ministro ha avallato la follia di Bruxelles?”

26/11/2015 – Approda al Senato la  battaglia per difendere il Lambrusco dall’attacco in atto a Bruxelles. Il senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia, vicepresidente dell’assemblea di palazzo Madama, ha presentato un’interrogazione al ministro delle politiche Agricole, Martina, chiedendo cosa intende fare il governo “per tutelare le eccellenze territoriali italiane e il made in Italy dal tentativo, da parte di altri paesi dell’area UE, di estirpare la provenienza esclusiva di taluni prodotti enogastronomici locali” e, in particolare, “se non ritenga di voler tutelare i produttori di Lambrusco Doc delle province di Modena, Reggio Emilia e Mantova“. Lambrusco

Soddisfazione per l’iniziativa di Gasparri viene espressa da Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia a Reggio e in provincia, che ha sensibilizzato personalmente il vicepresidente del Senato. E’ il primo sviluppo dell’impegno in difesa difesa dei prodotti tipici (vini, parmigiano reggiano e salumi)  assunto dagli azzurri reggiani nell’incontro di sabato scorso: il primo dopo mesi di blocco dell’attività del partito.

Il senatore Gasparri a Reggio Emilia. Acanto Giuseppe Pagliani

Il senatore Gasparri a Reggio Emilia. Accanto Giuseppe Pagliani

“La grande attenzione che noi come Forza Italia locale poniamo nei confronti della salvaguardia delle produzioni locali e dei prodotti tipici trova pieno sostegno a livello nazionale con interventi parlamentari dei massimi vertici del partito -sottolinea Pagliani dando notizia dell’interrogazione – Reggio e la sua provincia oltre all’Emilia Romagna intera non possono permettere che l’assalto che stanno subendo i prodotti tipici possa essere dimenticato o trascurato da chi rappresenta politicamente questi nostri territori.”

E’ noto che la Commissione Dg Agri dell’Unione europea, evidentemente permeabile alle pressioni di Paesi come Spagna e Portogallo, vuole di fatto liberalizzare le denominazioni protette dei vini che non richiamino strettamente zone geografiche. Fra i vini italiani che verrebbero travolti da questa “follia” – così l’ha definita lo stesso Gasparri – il più importante per quantità e giro d’affari è di gran lunga il Lambrusco, vino nato in Emilia, e indissolubilmente legato al territorio tra il Po e i contrafforti appenninici con produzioni tutelate dalla Doc. Un vino che solo tra Reggio e Modena vale oltre un milione di ettolitri l’anno per un giro d’affari che supera il mezzo miliardo.

Da tempo sono in atto tentativi di taroccare il lambrusco (come accade pari pari per il parmigiano-reggiano e in un certo modo anche per l’aceto balsamico), e le nude  cifre spiegano perchè questa denominazione che fa gola a molti. Il lambrusco del resto è il vino più venduto a livello mondiale. Ora con un gioco di specchi tra nomi geografici e vitigni, la Commissione di Bruxelles, vorrebbe cancellare millenni di storia per imporre una liberalizzazione che travolgerebbe ogni principio di tutela del terroir , dell’origine e della tipicità su cui è fondata la politica agricola europea. Oltre tutto, se passasse questo nuovo principio, basterebbe per converso che una qualsiasi città europea interessata al business, magari spagnola,  cambiasse il proprio nome in “Lambrusco” per ottenere l’esclusiva della denominazione protetta. Lo scenario è altamente improbabile, ma non impossibile.

Ecco perchè la “follia” va fermata nell’interesse di tutti.

Fra l’altro Gasparri, proprio perchè non rimangano  dubbi, riepiloga le caratteristiche tipiche dei principali Lambruschi emiliani, dando prova di una competenza da sommelier:  “Esistono quattro tipi di Lambrusco DOC: il Lambrusco rosso Salamino di Santa Croce, il cui nome trae origine dai grappoli che ricordano dei salami, possiede un colore scuro con una intensa schiuma viola e un corpo medio; il Lambrusco di Sorbara che può essere rosso o rosé, è il più pregiato e viene prodotto nelle zone della provincia di Modena; il Lambrusco Reggiano, rosato e dolce o rosso e secco dalla schiuma vivace ed evanescente, possiede un gradevole profumo che varia dal fruttato al floreale e il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, fortemente aromatico, si presenta con una schiuma color ciliegia con aromi più ampi rispetto ai precedenti“.

Ma c’è anche una sostanza politica, oltre che enologica. L’esponente azzurro vuol sapere se per caso il colpo di mano di Bruxelles non sia tacitamente approvato anche dal ministro Martina . Chiede, Gasparri,  “se sia a conoscenza dell’intenzione della Commissione DG AGRI dell’Unione Europea e, in caso affermativo, per quali ragioni abbia avallato tale proposta“. Una domanda che impone una risposta chiara e tempestiva, al fine di eliminare un’ombra non piccola su una battaglia che dovrebbe vedere unito tutto il mondo politico.

L’INTERROGAZIONE DEL SENATORE GASPARRI AL MINISTRO MARTINA

INTERROGAZIONE

 GASPARRI- Al Ministro delle Politiche Agricole e Forestali.

Premesso che:

  • la commissione DG AGRI dell’Unione Europea ha intenzione di modificare le norme sull’etichettatura dei vini che riconduce gli stessi alle zone di produzione IGP (indicazione geografica protetta) e DOP (denominazione d’origine protetta, nei vini DOC), su impulso di alcune nazioni produttrici di vini quali Spagna e Portogallo;

 

  • alla luce della suddetta decisione, tutti i vini che prendono il nome dal vitigno – quali Lambrusco, Vermentino e in parte anche il Sangiovese – rischierebbero di essere tolti dalla lista dei vini protetti nell’Ue in quanto la commissione europea vorrebbe sostanzialmente liberalizzarli;

 

  • per quanto concerne il termine Lambrusco, esso indica una serie di vitigni differenti nonché il vino prodotto con questi. Le sue uve sono rosse, coltivate maggiormente in Emilia-Romagna nelle province di Modena e Reggio Emilia ed in Lombardia nella Provincia di Mantova. Vengono utilizzate per produrre vini frizzanti e spumanti, sia rossi che rosati, rendendolo il vino più venduto in Italia;

 

  • esistono quattro tipi di Lambrusco DOC: il Lambrusco rosso Salamino di Santa Croce, il cui nome trae origine dai grappoli che ricordano dei salami, possiede un colore scuro con una intensa schiuma viola e un corpo medio; il Lambrusco di Sorbara che può essere rosso o rosé, è il più pregiato e viene prodotto nelle zone della provincia di Modena; il Lambrusco Reggiano, rosato e dolce o rosso e secco dalla schiuma vivace ed evanescente, possiede un gradevole profumo che varia dal fruttato al floreale e il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, fortemente aromatico, si presenta con una schiuma color ciliegia con aromi più ampi rispetto ai precedenti;

 

  • nelle province di Reggio Emilia e Modena il lambrusco viene prodotto in quantità superiori al milione di ettolitri l’anno corrispondente ad un valore sul mercato di oltre 500 milioni di euro;

 

  • esistono oltre 7000 aziende produttive, nei territori di origini tradizionale delle uve, nonché più di 60 cantine di trasformazione e produzione di lambrusco considerando sia quelle sociali sia quelle private;

 

  • da notizie in possesso dell’interrogante, già nel mese di febbraio 2013 fu commercializzato sul mercato spagnolo un vino rosso frizzante denominato indebitamente lambrusco ed un ricorso giudiziale da parte dell’allora consorzio di Modena fu respinto dalla magistratura iberica;

 

  • a giudizio dell’interrogante, quanto sovra denunciato è gravissimo: non tutelare le eccellenze del nostro territorio lasciandone scippare l’identità da un organismo sovranazionale non porta giovamento alle nostre piccole e medie imprese locali, soprattutto in questo momento di grave e perdurante congiuntura economica,

 

si chiede di sapere:

quali orientamenti intenda esprimere, in riferimento a quanto esposto in premessa e, conseguentemente, quali iniziative voglia intraprendere, nell’ambito delle proprie competenze, per porre rimedio all’annosa questione relativa alle norme di etichettatura dei vini nelle zone di produzione IGP e DOP;

se il ministro in indirizzo sia a conoscenza dell’intenzione della Commissione DG AGRI dell’Unione Europea sovraesposta e, in caso affermativo, per quali ragioni abbia avallato tale proposta;

in quale maniera intenda tutelare le eccellenze territoriali italiane e il made in italy dal tentativo, da parte di altri paesi dell’area UE, di estirpare la provenienza esclusiva di taluni prodotti enogastronomici locali;

se non ritenga di voler tutelare i produttori di Lambrusco Doc delle province di Modena, Reggio Emilia e Mantova.

 I RAPPRESENTANTI DEI CONSORZI CONVOCATI AL SENATO

“I rappresentanti del Consorzi di tutela del Lambrusco di Reggio Emilia e Modena verranno ascoltati la prossima settimana, mercoledì 2 dicembre in Commissione Agricoltura al Senato per discutere delle problematiche relative al rischio che la Commissione Europea vari norme che metteranno a rischio la tipicità di queste nostre produzioni”. Lo annuncia il senatore M5S Luigi Gaetti, vicepresidente della Commissione agricoltura al Senato.

” Il Movimento 5 Stelle appoggia la battaglia dei Consorzi e produttori del Lambrusco – aggiunge Gaetti – e insieme a tutto l’ufficio di Presidenza della Commissione ha accolto con favore la proposta avanzata dalla collega Leana Pignedoli. Sulla tutela dei prodotti tipici della nostre terre dobbiamo essere tutti uniti di fronte a rischi che arrivano da norme assurde”.

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