I furbetti del pellet si aggirano sul web: ne vendono 7 tonnellate, incassano e la merce non si vede. Truffa a Carpineti

29/11/2015 – Attenti a quello che comprate sul web. Siamo costretti a lanciare questo avvertimento per l’ennesima volta perchè su internet insieme a tante ditte serie, operano anche dei truffatori in piena regola. Fate attenzione soprattutto a quelli che offrono qualsiasi merce a prezzi inverosimili.

Due web-malviventi, approfittando della stagione, hanno raggirato una donna di Carpineti, intascando seicento euro di caparra per la falsa vendita di sette tonnellate di pellet. Dopodichè sono spariti dalla circolazione.

Si erano insediati nei  siti di compravendita offrendo sacchetti di pellet da 15 kg a pco più di due euro l’uno. Un’offerta molto vantaggiosa, tanto che una signora di 35 anni dopo aver raccolto anche le richieste di alcuni amici ha ordinato una grossa partita inviando la caparra richiesta. Ma i furbastri, dopo aver ricevuto su una carta prepagata i seicento euro richiesti come anticipo per un ordine di 462 sacchetti, per un peso complessivo  di sette tonnellate, sono spariti nel nulla.

A seguito dell’esposto presentato dalla loro vittima, i militari di Carpineti hanno individuato quali presunti responsabili della truffa un 28enne livornese e un 46enne residente a Verona, denunciandoli alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia. La donna, che aveva versato come caparra il 50% dell’importo complessivo richiesto, non vedendo arrivare la merce aveva cercato inutilmente di contattare l’utenza telefonica associata all’annuncio trappola.

Dopo una serie di riscontri tra l’IP del computer utilizzato per l’annuncio, la carta prepagata dove erano confluiti i soldi e l’utenza telefonica attraverso la quale correvano le trattative, i Carabinieri sono arrivati ai due truffatori del pellet. Il livornese è risultato essere l’ideatore dell’annuncio e il titolare della carta dove confluivano i soldi, mentre il 46enne abitante a Verona era il telefonista che convinceva i clienti concludendo la trattativa. I due risulterebbero responsabili di altre numerose truffe: le indagini continuano per ricostruire i loro giro d’affari, e possibilmente mandarli in galera.

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