La guerra dell’Isis è arrivata a casa nostra
E’ l’ora di difenderci senza paura

DI PIERLUIGI GHIGGINI

14/11/2015La mia generazione è cresciuta nella convinzione che il futuro sarebbe stato sempre migliore. Ci sentivamo fortunati perchè, a differenza di genitori e dei nonni, non avevamo provato sulla nostra pelle l’orrore delle guerre mondiali. La nostra fiducia, sino ad allora incrollabile,  è stata scossa nel profondo 14 anni fa dall’11 settembre delle Torri Gemelle, tuttavia la guerra era ancora fisicamente  lontana da noi.

Oggi, al termine di questa terribile notte dell’attacco Isis al cuore di Parigi, la guerra ci ha raggiunti, è arrivata in casa nostra. Siamo nel pieno di un conflitto dichiarato dal nero inferno fondamentalista contro la nostra Europa, contro di noi, la nostra cultura, la nostra religione e la nostra terra.

E’ bene essere consapevoli che siamo piombati in un nuova tragedia globale che non risparmia nessuno e in cui tutti siamo vittime potenziali: tutti candidati al macello, come i poveri ragazzi del Bataclan di Parigi. Ora, certo, dietrologi e negazionisti, succubi di una distorta visione multiculturalista, interverranno ad ammonirci  vestendo l’abito di un moderatismo taroccato, però nessuno può chiudere gli occhi davanti alla realtà: l’esodo biblico che investe l’Europa porta con sè, insieme a milioni di derelitti cristiani e musulmani che invocano aiuto, anche una guerra terribile rivolta contro la civiltà occidentale e il mondo cristiano. Oriana Fallaci aveva ragione, ed è solo colpa nostra non averla ascoltata, aver sottovalutato le sue profezie, aver lasciato crescere nelle nostre città la malapianta del fondamentalismo senza difendere la nostra identità.

Anche qui, del resto, sono arrivati segnali potenti: dal tentativo del terrorista Mehdi Ben Sadr- arrestato a Reggio Emilia nel 2008 mentre organizzava il trasferimento di volontari verso la Siria,l’Ira e L’Afghanistan –  di rientrare in Italia, sino all’accoltellamento a Milano dell’israeliano Nathan Graff, genero del rabbino Hetzkia Levi. Poche ore fa i demoni dell’Isis hanno avvertito che “ora tocca a Roma”, capitale della cristianità e fra pochi giorni teatro per un anno del più grande Giubileo di tutti i tempi.

Non possiamo stare fermi: dobbiamo scacciare  la paura e  fare la nostra parte, uniti, per difendere il nostro mondo e i nostri cari. Sorvegliare, restare all’erta, agire con la forza dello Stato ma senza restare alla finestra, rispettando tutti ma senza tentennamenti, e continuare a vivere e progredire. Perchè, dall’altra parte, c’è la fine della Europa e dell’Italia.

 

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2 risposte a La guerra dell’Isis è arrivata a casa nostra
E’ l’ora di difenderci senza paura

  1. Alessandro Raniero Davoli Rispondi

    14/11/2015 alle 17:55

    Sono tutti musulmani, alcuni nati in Francia, “disposti a morire per Allah ma non per la democrazia”. L’origine etnica è chiara, la loro religione è l’Islam. Dirlo è consentito o qualche Piddino, buonista e cretino, negando la verità, mi vuol dare del razzista?
    Ci hanno dichiarato guerra, cosa aspettiamo a reagire? Espulsioni, non solo dei simpatizzanti ma anche di tutti quelli che non condannano apertamente e con sincerità l’orrore di questa religione d’odio e sangue.
    Penso che solo in Italia sia necessario prepararsi a “rimandare a casa loro” centinaia di migliaia di musulmani. Questa è la mia libera opinione espressa secondo l’articolo 21 della Costituzione democratica Italiana.
    Viva la Francia, viva la libertà, viva la democrazia!
    Alessandro Raniero Davoli

  2. blues Rispondi

    15/11/2015 alle 02:25

    Cortei e fiaccolate hanno lo stesso effetto di un rito voodoo per curare la peste bubbonica.
    La rabbia e l’orgoglio sono gli unici antidoti naturali su cui deve poter contare il sistema immunitario di questo paese.
    Chiudere le porte agli untori, prima di tutto, e poi evitare che i nostri giovani si intontiscano ancora di alcol e droga.
    Se c’è una guerra è doveroso mantenersi lucidi e svegli, oppure tutto è perduto.

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